Abbecedario di lacrime [2]

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di Lorenzo Merlo

Covid-19

Vaccinato! Scusate, ma di cosa siete contenti? Pensate di essere immuni? Se sì, a tempo indeterminato? Il virus muta, altri vaccini saranno necessari. Vi credete non più infettivi? Avete mai letto nulla, che non sia dai tg, sulle controindicazioni a breve e a lungo termine? “Il vaccino è sicuro” poi hanno dovuto ammettere effetti collaterali. Ma prima erano tutti ciarlatani quelli che parlavano degli aspetti nascosti dei vaccini. Hanno sbagliato terapia e hanno così ucciso migliaia di persone. Hanno vietato le autopsie, fonte inestimabile di informazioni per conoscere ciò di cui non si sapeva nulla. Medici hanno curato con efficacia secondo protocolli extragovernativi, ma sotto l’egida ministeriale della vigile attesa non sono mai stati ascoltati. Perché accondiscendete ad affermare l’idea che il covid-19 sia mortale per chiunque, che non si possa curare a domicilio? La presunta pandemia ha una mortalità inferiore all’1%. Percentuale in buona misura occupata da persone la cui salute era già più o meno compromessa. Portate le maschere nonostante all’aperto non sia obbligatorio, né strumentale alla prevenzione. Avete mai letto nulla sulla dimensione sperimentale del vaccino che vi rende cavie da laboratorio sociale? Non avete avvertito le paurose contraddizioni ministeriali alle quali abbiamo assistito in questo anno e passa? Non sapete delle ordinarie censure nei confronti di fonti di informazioni diverse dalle governative? Non sapete che hanno bloccato voci banali, senza motivo pertinente? Non capite che significa? Perché volete partecipare ad una società sempre più controllata, irreggimentata, uniformata? Perché tutta questa prostrazione?

 

Sicurezza

Avanti dritti senza ostacolo alcuno, guidati dal vessillo della société sécuritaire. La sicurezza come diritto, l’assunzione di responsabilità come scarto. Anche le valanghe, e le frane avranno il colpevole. Ma il rischio è ineludibile. Chi vende sicurezza vende morte. Tutti in coda per acquistare strumenti di controllo e assicurazioni. Tutti in coda ad accusare. Tutti al lavoro per aumentare la dipendenza da norme e tecnologia, ignari di buttare il bambino con l’acqua sporca. Sì il bambino, la misura d’uomo, la capacita di muoversi secondo sentire non solo secondo sapere. La più idonea a creare la miglior sicurezza disponibile.

 

Scuola

Nessuna presenza nel percorso scolastico che alluda all’intento di formare persone compiute, in grado di assumersi la responsabilità dei propri sentimenti, di riconoscersi attraverso il corpo che non sia solo strumento di vanità o vergogna. Nonché di generare nelle persone la fioritura del seme dell’equilibrio, della fiducia in se stessi, della certezza della propria creatività. Tutto lo spazio è preso a far ingollare dati e nozioni la cui sola funzione è creare automi pronti alla silente irreggimentazione. Pronti a farsi vanto di essere i migliori e a vergognarsi di se stessi se peggiori. Pronti alla guerra tra poveri.

 

Debito pubblico

Nessuna politica potrà risanarlo. Esso è strumentale al sistema. Con esso si tesse la rete che ha legato mani e piedi tutte le intenzioni di buona politica. I passacarte mezzobusto ancora leggono le veline sulla riduzione del debito pubblico o sulla ripresa. Lo fanno con enfasi, naturalmente tacendo la circoscritta e strumentale contabilità dalla quale emerge. Fumo negli occhi.

 

Disoccupazione

La crescita demografica e l’automazione, la distruzione delle piccole economie e la grande distribuzione, la delocalizzazione e il costo della mano d’opera, il fu articolo 18, sono alcuni binomi ossimorici che da soli bastano per cessare di dare ascolto alle menzogne delle politiche contro la disoccupazione. Attendere il sussidio e stare buoni. Se a noi pare imperdonabile, a quelli che verranno dopo sembrerà una fortuna.

 

Mafie

La disponibilità di denaro permette azioni di controllo e dominio che possono sedersi al tavolo con la presunta legalità e trattare alla pari. Se business is business, in bocca a scellerati che si muovono per cavilli e avvocati tirapiedi entro i termini della legge, poteva essere bandiera della quale vantarsi alla faccia di qualunque dimensione di solidarietà sociale, ora, in bocca a criminali – spesso le medesime persone – rende più chiaro cosa implichi l’aver lasciato al liberismo il dominio del mondo. In bocca a uomini potenti si capisce cosa implichi aver pompato l’individualismo, avere creduto di poter fare a meno della natura organica, bioregionalistica, delle comunità.

 

Salute

Il passaporto sanitario impone la coercizione di sottostare a imposizioni che riguardano la salute, quindi il corpo, quindi la persona. In nome di una presunta salute sociale, saremo controllati. E in nome del controllo saremo tenuti a bada, con le buone e con le cattive.

 

Nanotecnologia

Se ora parte dell’attuale generazione si interroga sull’opportunità di impiegare, di farsi iniettare strumenti che passano come servizio individuale e pubblico, come salvaguardia della salute, le prossime non avranno nulla da obiettare a nascere sotto una regia che ne conoscerà e controllerà ogni singolo gesto, per rendere soddisfatte le persone diranno e faranno credere, ma soprattutto per controllarle. Se prima eravamo dubbiosi consumatori da conquistare, ora siamo merce da mercato, dati, quantità, ricchezza per chi detiene i nostri interessi, gusti, orientamenti.

 

Cultura

La vulgata dello tsunami illuminista ha lasciato una melma scientista che tutto pervade a partire dal pensiero. Il filo-razional-individuo non è più in grado di elaborare il mondo per quello che sente. Quello che gli viene detto come verità ha sostituito la sua autonomia con strati di superstizione. “La scienza ci dice che il border collie sente da lontano”. È quanto dice una pubblicità di questi giorni per cibo per cani.

 

Società

La dimensione dei problemi sociali è crescente per cause endemiche al sistema del progresso senza fine, del capitalismo e del materialismo e per cause individuali. Alienazione, precarietà, insicurezza, dipendenza, inconsistenza politica sono parte della ricetta mortifera che ognuno è costretto quotidianamente ad assumere. Le fasce inferiori del largo strato dei poveri – che include coloro che si credono fuori dal problema, un tempo detti borghesia – non hanno neppure la transitoria e fugace illusione di poter, in futuro, esorcizzare il problema e venirne fuori. La barriera valoriale che aveva resistito alle politiche economiche che ci hanno cresciuti – solo argine morale che avrebbe permesso di trarre la forza per raschiare il fondo del barile – si è liquefatta. L’individuo non è che un peso specifico da spostare a seconda della necessità della scacchiera… di una partita giocata da altri.

 

Infrastrutture

Cedono i plafoni degli asili. Cadono cavalcavia, ponti, viadotti delle autostrade, delle statali, delle provinciali. Cedono piloni. Cadono città terremotate e i tardi alloggi ormai fatiscenti non possono essere lasciati perché la politica non ha permesso l’intervento di bonificazione delle abitazioni. Nubifragi travolgono paesi per l’irruenza delle acque che qualcuno aveva creduto di poter imbrigliare definitivamente.

 

Eros

Ora siamo qui senza vitalità. Siamo colmi d’ansia e paure. Siamo nella condizione opposta a quella per la quale siamo nati. Non servono grafici dell’andamento di suicidi e psicopatologie, né esperti che ci chiedano se sentiamo ancora qualche emozione, né quando abbiamo urlato l’ultima volta. Basta la nostra onestà intellettuale e inettitudine spirituale a renderci consapevoli che non ci alzeremo dal divano, che non cesseremo di essere indulgenti nei nostri confronti e privi di pietà nei confronti degli altri. L’eros ce lo siamo giocato con la delega della democrazia e della salute, della cultura e dello scopo della vita. Lo abbiamo barattato in cambio di un piatto di lenticchie.

 

Precarietà

Che tipo di terreno sociale diviene disponibile quando manca il lavoro, quando è precario, quando è flessibile, quando sei in esubero? Che tipo di progetti di vita sussistono nella nuova normalità dell’incertezza mescolata di paura, censura, criminalizzazione del dissenso, celebrazione dello scientismo, oscuramento della verità?

 

Controllo

Un numero crescente di persone consapevoli del delirio che imperversa nella politica non può essere sottostimato dagli interessati allo status quo. Nessuno di noi, singolo o gruppo accetterebbe di vedere   le proprie strade invase da colonne di mezzi maleodoranti. Nessuno accetterebbe di sottoscrivere di buttare al macero valli, coste, beni culturali, pianure. Nessuno voterebbe per vedere pubblicità al posto di natura lungo le strade. Ma un passo alla volta l’abbiamo accettato zitti e muti.

Vengono e verranno messe in campo tecniche e modalità imbonitorie per contenere una rabbia che, a mezzo del web, ancora si potrebbe infiammare. Le conseguenze, saranno una repressione e una censura di livello superiore all’attuale. L’azione ribelle al massimo sveglierà qualche altra coscienza e provocherà qualche altra reazione. La controreazione dei divanisti si ritorcerà contro chi avrà tentato di deviare il corso satanico di questa storia. Lo vediamo già ora con un apparentemente innocuo esempio. Basta andare in giro senza mascherina per vedere le persone saltare sull’altro marciapiede, spesso lanciando insulti. Il più frequente è stupido.

La potenza di fuoco di ogni ordine di arma è incommensurabile alla nostra capacità di immaginarla. Lentamente, come un’ameba ingloberà e metterà a tacere il dissenso. Lo emarginerà. Lo comprerà. Lo eliminerà come già, con pochi mesi di telegiornali, ci ha dimostrato che non è neppure difficile.

Parte 2 di 2.

Foto: Idee&Azione

8 giugno 2021