Al Grande Mare

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di Alexander Wolfheze

In memoria di Darya Aleksandrovna Dugina

Esattamente sei mesi fa, dal 24 febbraio 2022, un mare di sangue è stato versato e continua a essere versato sui campi della Piccola Russia e, con l’intensificarsi della violenza, ora anche sulle autostrade della Grande Russia – e nessuno sa quanto possa spingersi oltre le Russie. Nessuno viene risparmiato, né soldati né civili, né adulti né bambini, né uomini né donne, né colpevoli né innocenti. Non ci sono parole sufficienti per esprimere la repulsione e l’indignazione di milioni di persone costrette ad assistere a questo spargimento di sangue, che continua al di là di ogni ragione e di ogni confine – mentre l’Impero della Menzogna si nutre del sangue e del dolore di coloro che cerca di costringere alla conformità, al silenzio e all’oblio – o di “cancellare” dall’esistenza. Non bisogna sprecare parole per coloro che ora governano quell’Impero del Male, arrogantemente seduto sulle rovine dell’ex Occidente libero e ora deciso a schiavizzare il mondo intero in una rete di usura, inganno e terrore – i suoi governanti capiscono solo i fatti. Sono state pronunciate sufficienti parole di saggezza in Occidente prima che cadesse nel male – queste poche basteranno a esprimere la determinazione di tutti gli uomini e le donne buoni a resistere a quel male:

Speriamo ardentemente – preghiamo con fervore – che questo potente flagello della guerra possa passare al più presto. Tuttavia, se Dio vuole che esso continui fino a quando tutte le ricchezze accumulate dagli anni di fatica non corrisposta del legatario saranno affondate e fino a quando ogni goccia di sangue estratta con la frusta sarà pagata da un’altra estratta con la spada, come fu detto tremila anni fa, così si deve ancora dire: “I giudizi del Signore sono veri e giusti in tutto”. – Abramo Lincoln, Secondo discorso inaugurale, 4 marzo 1865

La memoria di tutti coloro che si sono sacrificati – alcuni, molti, tutti – nell’ultima guerra dell’isola mondo in corso – il cui numero aumenta di giorno in giorno – richiede più di semplici parole: richiede di dare un senso alla loro sofferenza e alla loro morte. La giornalista, scrittrice e filosofa russa Darya Aleksandrovna Dugina, figlia del leader del movimento eurasiatico, lo ha fatto con il cuore ardente di una vera patriota e la mente limpida di una vera credente. La sua morte prematura, il 20 agosto 2022, opera di mercenari terroristi tramati dalla malvagità imperante che oggi governa l’Occidente, è pianto da tutti coloro che hanno condiviso con lei questo spazio della Geopolitica. Senza volerlo, però, i vili assassini che hanno posto fine alla sua vita sulla Terra le hanno anche donato l’immortalità. Il suo ricordo durerà più a lungo del loro. Il suo nome, che significa “Grande” oltre che “Mare”, ora fa parte del Mare più grande di tutti. Senza volerlo, i suoi assassini hanno inciso il suo nome nella pietra della storia per sempre. Con il suo sacrificio è già entrata nella Casa degli Eroi:

Ragazza scaltra, per scivolare via a tempo debito

Dai campi dove la gloria non rimane

E anche se l’alloro cresce presto

appassisce più rapidamente della rosa

Ma intorno a questo capo precocemente allignato

si affolleranno a guardare i morti senza forza

E troveranno i tuoi riccioli non ancora spenti

La ghirlanda che ora è di questa ragazza

– tema di Alfred Edward Housman “Ad un atleta che muore giovane”.

La fanciulla-filosofa Daria Platonova prende ora il suo posto tra coloro che ha ammirato di più nella sua breve vita terrena. Coloro che si è lasciata alle spalle dovrebbero ora riprendere con fiducia la sua causa dove è caduta, confidando nella giustizia di Colui al quale è tornata: il suo Creatore, il suo Padre celeste. Perché sicuramente sarà vendicata:

A Me appartengono la vendetta e la ricompensa

il loro piede scivolerà a tempo debito

perché il giorno della loro calamità è vicino

e le cose che verranno su di loro si stanno affrettando

– Deuteronomio 32:35

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Idee&Azione

26 agosto 2022