Analisi dei primi combattimenti nella Prima Guerra Mondiale, 108 anni

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di Shane Quinn

Il 1914 fu un anno terribile, di gran lunga peggiore di quanto si potesse immaginare all’epoca e forse tra i peggiori della Storia dell’umanità.

Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto del 1914, soprattutto a Parigi, Berlino e Londra, la folla percorse le strade durante gli ultimi giorni della crisi che precedeva la Prima guerra mondiale, iniziata ufficialmente il 28 luglio 1914. Alcuni tra i marciatori intonarono canzoni patriottiche, manifestarono davanti alle ambasciate nemiche e commisero atti di violenza casuale.

Coloro che avevano desiderato il conflitto e coloro che lo avevano temuto, trovarono le loro tensioni allentate con le dichiarazioni di guerra. Alcuni piansero nel vedere le luci che si spegnevano in tutta Europa per annunciare l’imminente inizio dei combattimenti, anche se non erano la maggioranza. In tutte le potenze in guerra, molti giovani celebrarono soprattutto l’alba di un nuovo mondo con un senso di stupore.

La maggior parte pensava che una grande guerra europea sarebbe stata decisa nel giro di pochi mesi, addirittura prima del Natale 1914 e che nessuna economia nazionale avrebbe potuto reggere lo sforzo di un conflitto prolungato. C’erano altre convinzioni errate, che il combattimento dovesse essere condotto in senso classico, con schermi di cavalleria e grandi masse di manovra. Ma i progressi tecnologici compiuti dall’umanità all’inizio del XX secolo, molti decenni dopo l’era industriale, erano tali che le forme di guerra di vecchio stampo erano ormai obsolete.

Nel 1915, l’esercito francese avrebbe subito un numero di perdite senza precedenti, pari a 1.624.000. A titolo di paragone, nel 1915 l’esercito tedesco aveva subito 873.200 perdite, meno del 54% di quelle francesi; il che dà un’indicazione della superiorità dei tedeschi sui francesi, in un periodo in cui le forze tedesche combattevano una guerra su due fronti.

Questo era il futuro. Nelle prime ore del mattino del 4 agosto 1914, i tedeschi invasero il Belgio neutrale. Attaccarono verso una piccola città chiamata Liegi, nel Belgio orientale, situata a meno di 25 miglia dal confine tedesco. L’invasione del Belgio da parte della Germania fu molto condannata, tra gli altri, da francesi e britannici.

Non è stato detto che fino al 1912 la Francia aveva pianificato un attacco al Belgio allo scoppio delle ostilità e solo quell’anno i francesi avevano abbandonato l’idea per tenere conto dell’atteggiamento dell’Inghilterra e non dei belgi.

Inoltre, il 5 ottobre 1915 Francia e Gran Bretagna invasero la Grecia neutrale. L’invasione anglo-francese della Grecia non era migliore dell’invasione tedesca del Belgio. Tuttavia, le reazioni di Parigi e Londra all’attacco alla Grecia un anno dopo furono molto diverse

La Grecia non era fondamentale per gli obiettivi di guerra anglo-francesi, mentre l’avanzata tedesca in Belgio, un Paese in posizione strategica nell’Europa occidentale, era vista a ragione dai militaristi di Berlino come cruciale per una vittoria tedesca nella guerra. L’invasione del Belgio era stata formulata quasi un decennio prima del 1914 dal feldmaresciallo tedesco Alfred Graf von Schlieffen, come parte della sua strategia nota come Piano Schlieffen. Il feldmaresciallo von Schlieffen, che morì all’età di 79 anni nel gennaio 1913, aveva anche pianificato un’offensiva contro i Paesi Bassi neutrali, attraverso Maastricht, nell’estremo sud dell’Olanda, ma la Germania non assalì il territorio olandese nel 1914.

L’avanzata tedesca verso il Belgio orientale, nel frattempo, continuava dalla sua fase iniziale, dato che entrarono nel Paese partendo con 6 brigate regolari e 2 divisioni di cavalleria. Il piano tedesco prevedeva un attacco rapido e a sorpresa (coup de main) contro Liegi e le sue fortificazioni, costituite in gran parte da una dozzina di forti della fine del XIX secolo, ritenuti tra i più temibili del continente europeo.

Il 7 agosto 1914, un comandante tedesco di 49 anni, il maggiore generale Erich Ludendorff, si introdusse nel centro di Liegi e accettò la resa della Cittadella di Liegi, la principale fortificazione della città, costruita a metà del XIII secolo. Questo atto valse a Ludendorff il soprannome di “Eroe di Liegi” tra i tedeschi e lo avviò verso il potere supremo nel 1916; ma per il momento la cattura della Cittadella da parte di Ludendorff era più simbolica che strategica, poiché i 12 forti vicini erano ancora intatti e presidiati dalle truppe belghe.

Con la Cittadella neutralizzata, il governo tedesco annunciò, erroneamente, che Liegi era caduta. La guarnigione belga di Liegi stava difendendo la città con coraggio e stava infliggendo al nemico perdite considerevoli. Tuttavia, nella tarda serata del 9 agosto 1914, apparve all’orizzonte uno spettacolo insolito. I tedeschi si stavano dirigendo verso Liegi con i loro cannoni d’assedio pesanti, come il Big Bertha, lungo 10 metri, che pesava più di 40 tonnellate ed era stato costruito in gran segreto dall’azienda siderurgica Krupp, una delle aziende di armamenti tecnicamente più avanzate al mondo.

Gli obici d’assedio Big Bertha potevano raggiungere un bersaglio da quasi 6 miglia di distanza. Sparavano un proiettile con un peso massimo di 810 kg, il che assicurava che il Big Bertha potesse penetrare nel cemento e nel terreno fino a una profondità di 40 piedi. Ogni proiettile poteva essere sparato ogni 7 minuti e mezzo, ovvero 8 all’ora. La sera del 12 agosto 1914, il primo cannone d’assedio tedesco era saldamente in posizione e pronto a rompere i forti di Liegi come un cucchiaio rompe un uovo. Già prima del 12 agosto, la fanteria tedesca prese d’assalto due dei 12 forti di Liegi, Barchon e d’Evegnée.

I tedeschi iniziarono a caricare Big Bertha e la canna del gigantesco cannone fu puntata su Fort Pontisse. Un tremendo boato risuonò quando la prima granata di Big Bertha colpì Fort Pontisse, seguita in sincronia da altre. Il forte fu completamente distrutto alle 12:30 del giorno successivo, 13 agosto. Nei due giorni successivi, altri 6 forti di Liegi furono ridotti in macerie; l’ultimo di questi, Fort Loncin, fu fatto saltare in aria dopo che una delle granate di Big Bertha colpì direttamente la Santa Barbara del forte. I restanti 2 forti si arresero ai tedeschi senza combattere il 16 agosto 1914, mentre i tedeschi catturarono Liegi dopo 12 giorni di sanguinosi combattimenti.

Poco dopo l’inizio dell’invasione del Belgio, alcuni reparti dell’esercito tedesco commisero atti isterici e brutali contro la popolazione. Alcuni villaggi belgi furono rasi al suolo, gli ostaggi furono giustiziati, mentre i sacerdoti che assistevano i feriti furono uccisi a colpi di pistola.

Nei primi giorni della guerra il Kaiser tedesco, Guglielmo II, scrisse una lettera al suo omologo austriaco Francesco Giuseppe che recitava: “La mia anima è straziata, ma tutto deve essere messo a ferro e fuoco; uomini, donne, bambini e vecchi devono essere massacrati e non deve rimanere in piedi nemmeno un albero o una casa. Con questi metodi di terrorismo, che sono i soli in grado di colpire un popolo degenerato come quello francese, la guerra finirà in due mesi, mentre se ammetto considerazioni di umanità si prolungherà per anni. Nonostante la mia ripugnanza, sono stato quindi costretto a scegliere il primo sistema”.

I soldati tedeschi giustificarono il loro comportamento, in Belgio e in Francia, sostenendo di essere stati attaccati in primo luogo da franc-tireurs, cioè da civili armati o da cecchini. Nelle sue memorie di guerra scritte nel 1919, Ludendorff sostenne le azioni delle truppe tedesche nei territori occupati.

Ricordando il periodo trascorso a Liegi nei primi giorni di guerra, Ludendorff scrisse: “Durante la notte fui svegliato da vivaci spari, alcuni dei quali erano diretti verso la nostra casa. La guerra franco-tirrenica del Belgio era iniziata. Il giorno dopo scoppiò ovunque e fu questo genere di cose a suscitare quell’intensa amarezza che durante i primi anni caratterizzò la guerra sul fronte occidentale, in contrasto con i sentimenti prevalenti a est”.

L’avanzata tedesca in Belgio si stava ampliando. Il 14 agosto 1914, due giorni prima della caduta di Liegi, l’ala destra della forza d’invasione tedesca stava entrando nel Paese. A varcare la frontiera tra Germania e Belgio erano la 1ª Armata tedesca, comandata dal generale Alexander von Kluck, e la 2ª Armata tedesca, comandata dal generale Karl von Bülow. Sia von Kluck che von Bülow, ciascuno di 68 anni, erano ufficiali di grande esperienza. I due uomini avevano partecipato alla guerra austro-prussiana del 1866 e alla guerra franco-prussiana del 1870-71.

La mobilitazione tedesca fu completata il 13 agosto 1914, il che significa che la difesa di Liegi da parte dell’esercito belga aveva ritardato l’avanzata occidentale della Germania di poche ore, se non addirittura di nulla, contrariamente a quanto spesso sostenuto. Nei primi 15 giorni di marcia in agosto, la 1ª Armata tedesca, composta da 6 corpi d’armata, non incontrò praticamente alcuna resistenza in una campagna belga quasi priva di forze di opposizione. Il 20 agosto 1914 la 1ª Armata tedesca conquistò la capitale belga, Bruxelles.

Cinque giorni prima, il 15 agosto, unità avanzate della 3ª Armata tedesca – sotto il comando del generale Max Klemens von Hausen – avevano raggiunto il fiume Mosa presso la città di Dinant, nel Belgio meridionale, accanto al confine francese e a 150 miglia da Parigi. I tentativi iniziali della 3 ª Armata tedesca di stabilire un passaggio sul fiume Mosa furono respinti dai belgi.

Altrove, fu sventato il tentativo tedesco di tagliare la strada e distruggere l’esercito belga sul fiume Gette, impedendo ai belgi di cercare rifugio nella città di Anversa, nel Belgio settentrionale. Le truppe belghe non avevano intenzione di rimanere sulla linea del fiume Gette e di essere annientate. Tuttavia, una divisione belga fu colta di sorpresa sul Gette e subì 1.600 perdite contro i tedeschi prima di potersi disimpegnare.

Il 20 agosto 1914 le forze belghe erano al sicuro ad Anversa, ad eccezione della 4ª Divisione, che era ancora di stanza nella città di Namur, nel Belgio centrale. Sempre il 20 agosto, dopo alcuni giorni di frustrazione, la 3ª Armata tedesca forzò l’attraversamento del fiume Mosa a Dinant, verso sud. Il 25 agosto, Namur, più a nord, era stata conquistata dai tedeschi. La posizione del Belgio era disperata e le strade attraverso il paese erano spalancate.

Se il Piano Schlieffen fosse stato eseguito come originariamente concepito dal Feldmaresciallo von Schlieffen, con l’importantissima ala destra tedesca che “sfiorava il bordo della Manica”, i tedeschi avrebbero potuto entrare senza ostacoli nel cuore della Francia. Tuttavia, il Piano Schlieffen, in particolare per quanto riguarda l’ala destra tedesca, era stato indebolito e la strategia modificata dal generale Helmuth von Moltke (il Giovane), che nel gennaio 1906 era succeduto a von Schlieffen come capo dello Stato Maggiore tedesco.

Von Moltke non aveva una mente militare acuta come il suo predecessore; non percepì le sottigliezze del Piano Schlieffen. Fino alla sua morte, von Schlieffen aveva sottolineato che l’ala destra dell’esercito tedesco doveva essere “il più forte possibile” e le aveva assegnato 79 divisioni tedesche.

Schlieffen aveva destinato solo 9 divisioni e alcune forze della Landwehr (milizia) all’ala sinistra tedesca, che avrebbe dovuto occupare le posizioni da Metz, nel nord-est della Francia, fino al confine svizzero, a circa 150 miglia a sud di Metz. Invece von Moltke assegnò la maggior parte delle nuove divisioni che si resero disponibili tra il 1906 e il 1914 all’ala sinistra tedesca! La verità è che anche von Moltke aveva perso fiducia nel Piano Schlieffen e stava riducendo i rischi a breve termine; ma, a quanto pare, von Moltke stava aumentando significativamente il rischio complessivo per la Germania.

A est, von Schlieffen aveva designato 10 divisioni tedesche per sorvegliare la Prussia orientale contro l’avanzata iniziale dell’esercito russo, che avrebbe impiegato alcune settimane per concretizzarsi, a causa dell’inevitabile lungo processo di mobilitazione legato alle grandi dimensioni dell’esercito russo e alla difficoltà del terreno che i russi avrebbero dovuto attraversare, dovendo ad esempio evitare i laghi Masuri dell’Europa centrale e i vasti terreni paludosi nelle vicinanze.

Von Moltke giudicò il Piano Schlieffen una grande scommessa, e certamente lo era, ma i suoi tentativi di migliorarlo e renderlo meno tale ne danneggiarono le prospettive di successo piuttosto che aumentarle. Von Schlieffen aveva concluso in precedenza che la Germania aveva bisogno di una battaglia rapida e decisiva di annientamento a ovest, e che questo era possibile solo se il nemico poteva essere aggirato e avvolto. Von Schlieffen, studioso di storia militare, considerava la vittoria di Annibale sui Romani a Canne, nel 216 a.C., come l’esempio perfetto di questo tipo di operazione militare.

Von Schlieffen prevedeva che l’ala destra tedesca – che avrebbe costituito il grosso dell’esercito tedesco – avrebbe attraversato il Belgio e la Francia settentrionale, avrebbe attraversato la Senna appena sopra Rouen, nella regione della Normandia, avrebbe aggirato Parigi a ovest e a sud, per poi schiacciare l’esercito francese contro la frontiera svizzera, come un martello che colpisce un’incudine.

Con i francesi e il loro alleato britannico messi fuori combattimento entro le 6 settimane previste, i tedeschi si sarebbero rivolti a est con tutte le loro forze rimanenti e avrebbero superato l’esercito russo, che a quel punto si sarebbe trovato ai confini orientali della Germania. O almeno così von Schlieffen prevedeva la vittoria del suo Paese nella guerra. Da un punto di vista puramente militare, il Piano Schlieffen era una strategia eccellente e molto audace, ma non priva di difetti. La Germania avrebbe avuto meno uomini di quelli necessari per i compiti da svolgere. Il margine di tempo sarebbe stato molto ridotto tra le campagne a ovest e a est.

Un ritardo prolungato in Occidente sarebbe stato probabilmente fatale per le possibilità della Germania di entrare in guerra, come in effetti avvenne. La posizione della Germania sulla mappa dell’Europa centrale, fiancheggiata da entrambi i lati da nemici, l’aveva sempre posta in una posizione vulnerabile. La Francia aveva il lusso di essere protetta sul fianco sinistro dall’Oceano Atlantico o dalla Manica.

Il 16 agosto 1914 la British Expeditionary Force (BEF), composta da 4 divisioni e una divisione di cavalleria, attraversò la Manica e sbarcò senza interferenze a Le Havre, nel nord della Francia. Il 22 agosto le forze britanniche, comandate dal feldmaresciallo John French, raggiunsero Mons, nel Belgio occidentale, dove presero posizione sulla sinistra della 5ª Armata francese, comandata dal generale Charles Lanrezac. Mentre i soldati britannici marciavano lungo le strade polverose, cantavano una canzone popolare da music-hall “It’s a long way to Tipperary”, dal nome della contea di Tipperary in Irlanda.

L’ex cancelliere tedesco Otto von Bismarck aveva detto che se le truppe britanniche fossero mai sbarcate sull’Europa continentale e avessero attaccato la Germania, “le avrei fatte arrestare dalla polizia”. Considerando che la Gran Bretagna era una potenza navale, che all’epoca non aveva né aveva bisogno di un grande esercito, l’arguto commento di Bismarck è comprensibile.

Fonti

Donald J. Goodspeed, “The German Wars” (Random House Value Publishing, Seconda Edizione, 3 Aprile 1985)

History.com editors, “This Day in History, 1914, August 05, German assault on Liège begins first battle of World War I”, History.com, data di pubblicazione originale 16 Novembre 2009, ultimo aggiornamento 3 Agosto 2020

Erich Ludendorff, “Ludendorff’s Own Story”, Agosto 1914 – Novembre 1918, “The Great War” (Pickle Partners Publishing, 12 Aprile 2012)

Noam Chomsky, “On The Backgrounds of the Pacific War, Liberation”, Settembre – Ottobre 1967, Chomsky.info

Christopher Hoitash, “Franc-Tireurs: French Partisans Were a Thorn in Germany’s Side”, War History Online, 4 Giugno 2018

Oliver Stein, “Schlieffen, Alfred, Graf von”, 1914-1918 Enciclopedia internazionale online della Prima guerra mondiale, 21 febbraio 2017.

Marc Romanych, “Big Bertha weapon”, Britannica

Dr. John Rickard, “Siege of Liège 5-16 August 1914”, HistoryOfWar.org, 14 Marzo 2001

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Wikipedia, campagna di Russia

12 agosto 2022