Analisi geopolitica e ambizioni imperialiste americane

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di Leonid Savin

Come i guerrafondai stanno cercando di influenzare l’esito dei colloqui tra Russia e NATO.

Mentre i funzionari del Dipartimento di Stato americano cercano possibili compromessi con Mosca sulla sicurezza europea (una questione che è davvero difficile per loro poiché devono salvare la faccia), la lobby russofoba di varie istituzioni chiede attivamente una dura presa di posizione. Diamo un’occhiata a cosa stanno proponendo.

L’ex ufficiale dell’intelligence Christopher Bort, che rappresenta il Carnegie Endowment for International Peace, crede che: “Pochi in Occidente sono ansiosi di accettare Putin nei loro affari, specialmente quando sono accompagnati da falsità così sfacciate da sembrare un ricatto. Anche se i governi occidentali potessero scendere a compromessi su posizioni chiave – chiudendo le porte aperte della NATO all’Ucraina, per esempio, o astenendosi dal criticare le violazioni dei diritti umani all’interno della Russia – la doppia faccia di Putin fa supporre che stia semplicemente testando i suoi interlocutori per segni di debolezza e non abbia intenzione di adempiere alla sua parte del patto” [1]. In altre parole, non è necessario accogliere le proposte della Russia.

Il vicepresidente del CSIS Seth Jones, in collaborazione con l’ex ufficiale paramilitare della CIA Philip Wasielewski, riflette sull’“invasione dell’Ucraina da parte della Russia” [2]. Come se non ci fossero assolutamente proposte per normalizzare le relazioni, suggeriscono una serie di misure che includono non solo severe sanzioni economiche, ma anche la fornitura di tecnologia ed equipaggiamento militare gratuito, supporto umanitario e intelligence all’Ucraina, oltre ad azioni sotto copertura a guida CIA se le leggi pertinenti non possono essere approvate dal Congresso degli Stati Uniti.

Secondo Daniel Kochis e Luke Coffey [3] della conservatrice Heritage Foundation: “Il tempo potrebbe essere dalla parte degli Stati Uniti e dei loro alleati: la Russia non può, per ragioni finanziarie e politiche interne, mantenere indefinitamente il suo massiccio accumulo vicino all’Ucraina; né può ignorare che in poche settimane l’inverno si ritirerà in Ucraina (rendendo così più facile la difesa), che le forze ucraine continueranno a schierare nuovi sistemi che renderanno più costose ulteriori incursioni, o che il suo intervento in Kazakistan ha cambiato alcuni aspetti del calcolo geopolitico. Avendo accettato i colloqui con la Russia, gli Stati Uniti e i loro alleati devono uscirne con il minor danno possibile, quindi iniziare il compito di rafforzare ulteriormente la difesa collettiva della NATO e la capacità dell’Ucraina di difendersi”.

Suggeriscono sette regole a cui gli Stati Uniti dovrebbero aderire:

Non offrire di chiudere le porte della NATO, nemmeno a metà… Gli Stati Uniti e i loro alleati devono inviare un chiaro messaggio che la politica NATO delle porte aperte rimane saldamente in vigore per quei Paesi che soddisfano i criteri… Anche se l’amministrazione potrebbe essere tentata di offrire una moratoria su nuove adesioni in cambio di una riduzione dell’escalation (soprattutto per le nazioni che sono tutt’altro che pronte ad aderire), tali garanzie non solo sono sbagliate in linea di principio, ma la Russia farebbe anche pressioni sull’Alleanza per estendere tale moratoria in perpetuo, ricevendo [l’Alleanza] de facto così un veto sull’allargamento.

Non sacrificare inestimabili esercitazioni di addestramento con i partner europei… La più grande risorsa dell’America è la sua rete di alleanze e il grasso che mantiene tali alleanze ronzanti dal punto di vista militare sono esercitazioni di addestramento regolari, che aiutano gli alleati a sviluppare coesione e consapevolezza operativa congiunta, mentre stressano la catena di comando e controllo, nuove capacità e tattiche.

Non permettere alla Russia di dettare quando, dove e con chi gli Stati Uniti conducano esercitazioni.

Non negoziare il diritto dell’Ucraina all’autodifesa… Come autorizzato dai successivi atti di autorizzazione della difesa nazionale, gli Stati Uniti dovrebbero stanziare fondi per aumentare la loro assistenza all’esercito ucraino, comprese più armi anti-carro, armi antiaeree e armi leggere con meno, o più flessibili, restrizioni… [Gli] Stati Uniti dovrebbero cercare modi per sostenere lo sviluppo e le capacità della marina ucraina.

Non ritirare le truppe statunitensi dall’Europa. Le truppe statunitensi rimangono in Europa prima di tutto perché è nell’interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Non cedere sulla presenza degli Stati Uniti e della NATO nei Paesi alleati dell’Europa orientale. Un’altra concessione chiave richiesta dalla Russia è il ritiro delle truppe e dei sistemi d’arma statunitensi e alleati da qualsiasi membro della NATO che abbia aderito all’Alleanza dopo il 1997. Gli Stati Uniti e la NATO dovrebbero respingere a titolo definitivo le richieste della Russia, che riguarderebbero quasi la metà dei membri dell’Alleanza.

Non accettare vaghe promesse, di cui gli Stati Uniti potrebbero pentirsi in futuro. Sebbene si possa essere tentati di cedere ad una richiesta russa che non è immediatamente rilevante, sia che si tratti dell’adesione alla NATO per Paesi non ancora pronti, dei limiti al dispiegamento di armi nucleari tattiche e sistemi a raggio intermedio in Europa, o persino del sostegno degli Stati Uniti per società in Russia e nelle nazioni vicine, le garanzie date in fretta potrebbero tornare a perseguitare gli Stati Uniti nei decenni a venire.

Il think tank della NATO, il Consiglio Atlantico, ha preso la posizione più odiosa.

In un articolo pubblicato sul New Atlanticist il 14 gennaio, Tom Tugendhat, presidente della commissione per gli affari esteri del Regno Unito, scrive [4]: “Nel Regno Unito, la commissione parlamentare ristretta per gli affari esteri, che presiedo, avvierà presto una nuova indagine sulla Russia e il riciclaggio di denaro cleptocratico, basandosi sul nostro lavoro nel 2018. Ma è necessario che abbia luogo una discussione più ampia: gli alleati occidentali dovrebbero stabilire una serie comune di standard etici per gli ex politici per fermare questa “schroederizzazione” impedendo loro di lavorare per le società statali di Stati autoritari e ostili ed imprese associate. In tutta Europa, noi, le élite occidentali, dovremmo eliminare il mercato per i cleptocrati”.

Commentando i colloqui del 17 gennaio, Daniel Fried, un illustre collega al Consiglio Atlantico, scrive [5]: “Gli Stati Uniti e l’Europa sono… in una buona posizione per prevalere in questa situazione di stallo se mantengono la loro determinazione e forza sotto pressione. Come durante la Guerra Fredda, il Cremlino ha il vantaggio tattico di poter minacciare e farfugliare a suo piacimento. Ma, come abbiamo appreso anche durante la Guerra Fredda, la tirannia interna mantiene la Russia economicamente debole, politicamente fragile e, in definitiva, incapace di sostenere un confronto prolungato con gli Stati Uniti e l’Europa. In casa Putin ha tutte le armi. Ma la società russa non sembra entusiasta di una lunga guerra contro l’Ucraina. Lanciarne una sarebbe un tiro di dadi rischioso per Putin. Se il Cremlino lo fa, o comunque provoca sufficientemente l’Occidente, è probabile che generi una contropressione sostenuta che finirà male per lui… Gli Stati Uniti e l’Europa non dovrebbero averne parte. Dovrebbero essere pazienti, determinati e rispondere con fermezza alle provocazioni. Allora il Cremlino potrebbe semplicemente trovare un modo per passare dagli ultimatum a una discussione più produttiva sulla sicurezza europea, magari ristabilendo il controllo degli armamenti, la trasparenza e le misure di stabilizzazione che il Cremlino ha ignorato, violato o denigrato negli ultimi anni. C’è una strada da percorrere, ma le prossime settimane potrebbero essere difficili”.

Il 18 gennaio, Christopher Skaluba e Conor Rodihan dello Scowcroft Center for Strategy and Security del Consiglio atlantico hanno suggerito [6] che la mancanza di un consenso sulle questioni di sicurezza con la Russia non è un problema. La NATO è un’alleanza forte e i suoi membri sono abbastanza flessibili da agire al di fuori del quadro della NATO stessa.

Per quanto strano possa sembrare, il punto di vista più equilibrato è stato quello di Samuel Charap della RAND Corporation, che scrive [7]: “Nel dicembre 1996, gli alleati della NATO dichiararono di non avere ‘intenzione, nessun piano e nessun motivo per dispiegare armi nucleari sul territorio dei nuovi membri’ – i cosiddetti ‘tre no’. Questa dichiarazione è stata fatta prima che uno qualsiasi dei nuovi membri si unisse all’alleanza. Se era accettabile che la NATO assumesse un simile impegno all’autocontrollo 25 anni fa, dovrebbe essere accettabile oggi. Una dichiarazione secondo cui l’alleanza non ha intenzione di offrire al momento l’adesione all’Ucraina dovrebbe essere fatta solo in cambio di un tangibile ritiro delle forze russe al confine… Se riconoscere questa realtà evita un conflitto che potrebbe distruggere l’Ucraina e destabilizzare l’Europa, sembra un piccolo prezzo da pagare”.

Ma la NATO sembra avere una memoria estremamente scarsa. Non ricorda nemmeno le promesse fatte a Mikhail Gorbaciov che l’alleanza non si sarebbe allargata verso est dopo la riunificazione tedesca. Dato che questi sono gli amnesici con cui avranno a che fare, sembra che i diplomatici russi stiano affrontando negoziati estremamente difficili.

[1] https://carnegieendowment.org/2022/01/06/why-kremlin-lies-understanding-its-loose-relationship-with-truth-pub-86132

[2] https://www.csis.org/analysis/russias-possible-invasion-ukraine

[3] https://www.heritage.org/europe/report/seven-rules-exiting-misplaced-us-and-nato-talks-russia

[4] https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/russias-other-european-invasion/

[5] https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/if-the-west-sticks-together-it-can-find-a-way-forward-with-russia/

[6] https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/no-consensus-no-problem-why-nato-is-still-effective/

[7] https://www.rand.org/blog/2022/01/speaking-aloud-what-nato-has-left-unsaid-could-help.html

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Geopolitica.ru

1° febbraio 2022