Anche il plasma entra nel ddl concorrenza

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di Daniele Trabucco

È passata sotto traccia la modifica che l’articolo 17 del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza per l’anno 2021 di iniziativa Governativa andrebbe ad apportare all’articolo 15 della legge 21 ottobre 2005 n. 219 “Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati”. Se da un lato il dato positivo è che se dovesse essere approvato il disegno di legge verrebbero finanziati con 6 milioni di euro annui a decorrere dal 2021 interventi di miglioramento organizzativo delle strutture dedicate alla raccolta, alla qualificazione ed alla conservazione del plasma nazionale destinato alla produzione di medicinali emoderivati, e verrebbe stanziato altresì  1 milione di euro l’anno a decorrere dal 2021 per la campagna di sensibilizzazione alla donazione, dall’altro il comma 3 dell’articolo 17 del ddl concorrenza prevede che il plasma nazionale possa essere lavorato negli Stati membri dell’Unione europea od in Stati terzi che sono parte di accordi di mutuo riconoscimento con l’Unione europea, nel cui territorio il plasma ivi raccolto provenga esclusivamente da donatori volontari non remunerati.

In sostanza se dovesse essere approvato dalle Camere il disegno di legge concorrenza nel testo licenziato dal Governo, verrebbe rimosso il divieto previsto dall’attuale comma 2 dell’articolo 15 della legge 21.10.2015 n 219 di lavorare il plasma italiano nei Paesi dell’Unione europea ove il plasma raccolto sia oggetto di lucro.

Come evidenziato dal Presidente Nazionale Avis Nazionale in un’intervista rilasciata al sito DonatoriH24 “Ciò che desta preoccupazione è il rischio che questa formulazione giustifichi la logica del rimborso, così come diffusa in alcuni Paesi dell’Unione europea e negli Stati Uniti, principale produttore mondiale di farmaci plasmaderivati. Tutelare il dono del sangue e degli emocomponenti significa vietarne non solo la retribuzione, ma anche il rimborso attraverso forme promozionali come buoni spesa, coupon carburante, sconti o altro ancora che puntano a mercificare un gesto nobile dal profondo valore etico, umano e sociale. Se ciò accadesse sarebbe leso l’impianto del sistema italiano, basato sulla gratuità della donazione e sulla proprietà pubblica del plasma. In questo contesto riteniamo essenziale tutelare la natura esclusivamente pubblica o associata della raccolta di sangue ed emocomponenti nonché il dono volontario, anonimo, gratuito, periodico e responsabile. Principi fondamentali e costitutivi del nostro sistema che vogliamo difendere e ai quali non vogliamo assolutamente rinunciare” (per leggere l’intervista sul sito Avis Nazionale Legge sulla concorrenza: l’appello di AVIS per tutelare la gratuità del dono e la raccolta pubblica e associata).

Foto: Idee&Azione

30 gennaio 2022