Anima nera: la strega yankee nella politica mondiale

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di Walt Garlington

Uno degli eventi per cui l’ethnos del New England – la sezione culturale degli Stati Uniti che ha controllato la maggior parte delle istituzioni dopo la fine della guerra nel 1865 – è più conosciuto è il processo alle streghe di Salem. Ma mentre quell’episodio è passato da centinaia di anni, il volto della strega è ancora quello che presenta al mondo.

La strega, cioè, secondo la terminologia di Carl Jung, l’archetipo della “matrigna cattiva”, l’“anima spostata”.

Alcune qualità tipiche dell’Anima dislocata sono:

“L’essere incontenuta, alla costante ricerca di un’affermazione esterna.

La mancanza di creatività.

L’essere lunatica.

L’essere infame.

L’avere una scarsa relazionalità, con un comportamento nelle relazioni volto a isolare la persona dagli altri.

L’essere masochista.

L’essere avida, attaccata alle cose.

L’essere centrata su sé stessa.”

Queste caratteristiche sono ben visibili nelle donne (quasi tutte nate e cresciute in Yankee) che hanno dominato la politica estera degli Stati Uniti negli ultimi anni:

Madelaine Albright salivava sulla morte di centinaia di migliaia di bambini iracheni e di civili serbi.

Hillary Clinton, Susan Rice e Samantha Power hanno spinto nel 2013 per una guerra in Libia che ha scatenato il caos totale.

Victoria Nuland ha supervisionato la feroce distruzione dell’Ucraina da parte di Stati Uniti e Unione Europea.

Tenendo presente questo mazzo, siamo costretti a chiederci se una serie televisiva come “Motherland: Fort Salem” sia semplicemente una fiction televisiva: “Un trio di streghe viene addestrato per diventare potenti armi per l’esercito americano”.

Ma come è successo? Come è arrivato questo archetipo a dominare il New England e, attraverso di esso, il resto degli Stati e dei loro popoli?

Uno dei più perspicaci tra gli scrittori agrari del Sud, Andrew Lytle, ci riporta alla divisione tra terra e mare:

Nel New England, almeno nelle zone costiere, c’era sempre il mare a intervenire, a sostenere un’immagine lontana e non quella familiare e stagionale che la terra consente. Certo, c’era il mare nel Sud e le fattorie nel New England, ma la contea e la township rappresentavano la differenza. Sia il mare che la terra sono immagini femminili, ma il mare porta con sé solo uomini e così la comunione tra marito e moglie veniva interrotta e per lunghi periodi di tempo. Se mettiamo in relazione questa navigazione con le oligarchie teocratiche, scopriamo le forme culturali che agiscono sul rapporto dell’uomo con la donna e che un tempo rendevano le streghe. Che cos’è una donna privata [della sua relazione con il marito] se non una strega, soprattutto sotto la disciplina di una distorsione puritana dei sensi” (Stories: Alchemy and Others, University of the South, Sewanee, Tennessee, 1984, pag. 17-18).

Tuttavia, nulla era predeterminato. Il New England avrebbe potuto seguire l’esempio di Anne Bradstreet (1612-72), il cui padre e marito erano entrambi governatori della Colonia della Baia del Massachusetts. Pur essendo molto istruita e una scrittrice eccezionalmente dotata, controllò la sua ambizione e si mantenne sottomessa all’ordine sociale patriarcale in cui viveva.

Invece [il New England]scelse l’esempio di un’altra Anne, Anne Hutchinson (1591-1643), l’eretica antinomica (Antinomos = “contro la legge”) che minimizzava il ruolo delle buone opere nella vita di un cristiano, rivendicava rivelazioni dirette dello Spirito Santo, ecc. Come la signora Bradstreet, anche la signora Hutchinson era una donna intelligente e di talento, ma, come si è visto, usò le sue notevoli doti per minare le tradizioni della Nuova Inghilterra. Una delle sue dichiarazioni è eloquente: “Per come la vedo io, le leggi, i comandi, le regole e gli editti sono per coloro che non hanno la luce che rende chiaro il cammino”.

L’episodio della signora Hutchinson non fu l’origine della travagliata storia del New England, iniziata nei secoli precedenti nella vecchia Inghilterra. Tuttavia, ha posto le basi per gli atti rivoluzionari di “liberazione delle donne” che sono seguiti: dal suffragio femminile alla parità di diritti tra i sessi, alla contraccezione, fino al rifiuto totale della femminilità e alla chirurgia di riassegnazione del sesso.

Anima dislocata, appunto.

Dixie, essendo più vicina alla terra e alla tradizione, si sviluppò in un’altra direzione. Tornando al signor Lytle,

“L’atteggiamento dell’uomo nei confronti della donna è il fondamento della società sotto Dio. Nel Sud, a causa del senso prevalente della famiglia, la matriarca diventa l’immagine che la definisce. La precedente insistenza sulla purezza, un ideale che non sempre si realizza, non era romanticismo cavalleresco ma una questione di integrità familiare, con l’obiettivo molto pratico di mantenere le linee di sangue sicure e l’eredità significativa. Prima che venissero costruiti macchinari che riducevano la necessità che l’intera famiglia facesse la sua parte nella fattoria, marito, moglie, figli, cugini, persone a carico, servivano tutti la terra ed erano mantenuti da essa, secondo le loro diverse esigenze e capacità. Le parti della famiglia facevano un tutt’uno con la loro diversità.” (Stories, pag. 28)

Questo è l’archetipo della buona madre, l’anima integrata, l’opposto del New England:

“Auto-rilassamento, auto-nutrimento e auto-amore.

Accesso all’ispirazione creativa.

Centro forte e vita interiore contenuta.

Capacità di empatia.

Capacità di esprimere giudizi di valore al di là della pura razionalità.

Accesso alla vita emotiva.

Buona capacità di relazionarsi.

Felicità.”

Comprensibilmente, il New England ha tentato di imbrigliare le sue distorsioni, i suoi errori e le sue eresie in un linguaggio cristiano, ma questo alla fine non farà altro che danneggiarli ulteriormente. Il santo anziano Cleopa di Sihăstria (+1998) spiega:

“La magia con oggetti e libri sacri è il quarto tipo di stregoneria ed è chiamata ghitia. Questi maghi mescolano le loro stregonerie con preghiere, salmi e altre parole sacre, rivolte alla Madre di Dio e ai Santi, in modo da poter ingannare più facilmente chi ha una fede debole. Queste stregonerie sono diffuse soprattutto tra i malintenzionati, gli anziani e le donne zingare ed hanno lo scopo di ingannare coloro che hanno una mente debole.”

Ecco cosa dice San Giovanni Crisostomo a questo proposito:

Voi dite che quella vecchia è cristiana e quell’uomo è un indovino cristiano e che quando incantano o aprono il Libro non dicono né scrivono altri nomi se non quelli di Cristo, della Santa Theotokos e dei Santi e quindi che male fanno? A questo vi rispondo che per tali atti è giusto odiare ancora di più quella cattiva donna e quel malvagio incantatore e rabdomante, perché usano il nome di Dio in modo vergognoso e disonorevole. Anche se sono cristiani, lavorano come pagani. Perché anche i diavoli stessi, pur nominando il nome di Dio, sono sempre diavoli. Alcuni, volendo giustificarsi, dicono che la donna incantatrice è cristiana e che non dice altro che il nome di Dio. È proprio per questo motivo che la odio e mi allontano ancora di più da lei, perché usa il nome di Dio in modo vergognoso. Nonostante si definisca cristiana, mostra di lavorare per i pagani.”

Inoltre, tutte le visioni, i sogni e così via visti dagli Hutchinson, dai Mathers e da altri e subito creduti da loro, che presumibilmente rivelavano quanto fossero speciali e “scelti”, dimostrano in realtà quanto fossero stati ingannati dal diavolo e dai demoni. L’anziano Cleopa lo dice in un altro punto della stessa intervista:

“È peccato per i cristiani credere nei sogni e nelle visioni?

San Giovanni della Scala dice che ‘chi crede nei sogni è come colui che insegue la propria ombra e cerca di prenderli’. Dice anche che ‘i diavoli della vuota gloria (vanità) sono profeti nei sogni. Inventano astutamente immagini di cose future e ce le raccontano in anticipo. E se gli avvistamenti si avverano, ce ne meravigliamo e ne siamo orgogliosi, come se avessimo il dono della previsione (profezia). Coloro che ascoltano il diavolo si sono spesso trasformati in falsi profeti’. E prosegue: ‘I diavoli non sanno nulla delle cose future sulla base di conoscenze pregresse, poiché anche i medici possono dirci in anticipo che moriremo’. Poi conclude dicendo che ‘Nel momento in cui cominciamo a credere ai sogni dei diavoli, essi cominciano a prendersi gioco di noi anche quando siamo svegli. Chi crede ai sogni e alle visioni del sonno è completamente inesperto. E chi non crede a nessuna delle due cose è un filosofo’.

È dunque un peccato credere ai sogni e alle visioni, perché è attraverso queste cose che i diavoli ci ingannano molto facilmente e ci gettano nel terribile peccato dell’orgoglio e della vanità, al punto che l’uomo finisce per fidarsi più di sé stesso che della parola di Dio. Con questo stratagemma il diavolo ha ingannato molti cristiani e monaci, gettandoli infine nella fossa della perdizione. E se, invece, qualcuno dubita dei propri sogni o delle proprie visioni, è bene che si confessi al proprio sacerdote e chieda il suo consiglio, poiché è attraverso il proprio Padre spirituale che Dio parla.

Quanti motivi ci sono perché le persone si ingannino con visioni e sogni vuoti?

Ci sono sette motivi per cui i cristiani vengono ingannati da visioni e sogni, facendo credere loro che provengano da Dio: l’orgoglio; la vanità – che è la prima figlia dell’orgoglio; una mente debole e inesperta; lo zelo sconsiderato di alcuni cristiani, che pregano e digiunano molto per poter avere visioni e di cui Sant’Isacco il Siro dice ‘È di una grande malattia che soffre chi ha uno zelo falso’. La quinta ragione dell’inganno attraverso le visioni e i sogni è il mancato ascolto del proprio Padre Spirituale e la testardaggine di alcuni credenti – soprattutto quelli orgogliosi – che li porta a pregare facilmente il diavolo; la sesta ragione ha a che fare con le persone che non rivelano al sacerdote tutta la loro vita personale (confessione inesatta). L’ultima ragione dell’inganno dei cristiani attraverso sogni e false visioni è la mancata conoscenza di sé stessi e la mancata lettura delle Sacre Scritture e dei Santi Padri.

Il saggio Siracide parla anche di questi argomenti, quando dice: ‘Le divinazioni, i presagi e i sogni sono una follia, […] perché i sogni hanno ingannato molti e coloro che hanno riposto in essi la loro speranza hanno fallito’ (Siracide 34, 1-7). Coloro che credono ai sogni e alle visioni con facilità, senza molte ricerche e consigli, possano ricevere la penitenza, proprio come coloro che ricorrono alla magia e agli incantesimi – cioè che sia loro impedito di prendere la Santa Eucaristia fino a sette anni’.

Per il New England poteva essere diverso; nessuno l’ha costretto a fare le scelte che ha fatto. Avrebbe potuto seguire il percorso di Sant’Audrey di Ely, per esempio, che è dello stesso ceppo degli uomini e delle donne del sud-est inglese che si stabilirono nel New England mille anni dopo, o di qualsiasi altro santo ortodosso della regione.

Può ancora farlo.

Ma fino ad allora, tutti noi dobbiamo sopportare le chiacchiere degli ipocriti, mentre gli eredi dell’antinomismo yankee a Washington City danno lezioni ai popoli del mondo sulla necessità di sostenere l’“ordine internazionale basato su regole”.

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: William Philpott/AFP

30 agosto 2022