Author: Andrea Zhok

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    Truss e Meloni, il “girls power” di cui non abbiamo bisogno

    “Londra è pronta, se necessario, ad utilizzare le armi nucleari (…) penso che sia un dovere importante del primo ministro e sono pronta a farlo” (Liz Truss)
    “Congratulazioni a Liz Truss, nuovo leader del Partito conservatore britannico e primo ministro del Regno Unito. (…) Sono certa che, insieme a lei, sarà possibile rafforzare la nostra già consolidata collaborazione politica e culturale.” (Giorgia Meloni)

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    Pillole programmatiche [5]: realismo geopolitico, multipolarismo e la prospettiva della neutralità

    Abbiamo già avuto modo di sottolineare il nesso interno cruciale tra la richiesta di ripristino della sovranità popolare e le condizioni di agibilità della democrazia. L’idea di sovranità popolare è gemellata sul piano dei rapporti internazionali con l’idea di “autodeterminazione dei popoli”: di principio ciascun popolo ha diritto al perseguimento delle proprie linee di sviluppo, conformi al proprio tracciato storico-culturale e alla propria collocazione territoriale.

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    Pillole programmatiche [4]: ambientalismo sistemico versus ambientalismo strumentale

    La difesa dell’ambiente è una delle questioni più cruciali e più facilmente strumentalizzabili del mondo contemporaneo. Per comprendere il carattere strutturale del problema bisogna partire da una comprensione di base dei meccanismi di fondo della dinamica del capitale, caratterizzato dall’esigenza intrinseca della crescita perenne e della competizione tra agenti economici. Il sistema di produzione capitalista non tollera di rimanere senza crescita a lungo (stato stazionario) e opera secondo un sistema di “feedback positivo”, per cui ad ogni ciclo il prodotto (output) deve accrescere l’investimento (input). Lo stato stazionario per la società e per l’economia decreterebbe il collasso del modello capitalistico.

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    Il pericolo

    Di fronte ai vari richiami all’astensionismo intelligente e riflessivo, credo sia utile un breve richiamo allo scenario incombente.
    Premessa. Sono trent’anni giusti – incidentalmente dalla stipula del trattato di Maastricht – che l’Italia è in una fase ininterrotta di declino.

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    Pillole programmatiche [3]: progressismo, transumanesimo e ingegneria sociale

    La ragione liberale è la prospettiva ideologica coniugata con il capitalismo, come sistema di produzione. Ciò che il capitalismo esplicita in termini operativi, la ragione liberale teorizza. L’impianto etico dettato da questa diade è strutturalmente nichilista, non semplicemente in senso privativo, ma in quanto opera attivamente nel produrre disorientamento e sradicamento.

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    Pillole programmatiche 2: economia reale ed economia finanziaria

    Capitalismo e lotta di classe sono espressioni che suonano obsolete. Come tutte le parole ripetute troppe volte, per troppo tempo, ad un certo punto esse stentano ad evocare il significato che originariamente intendevano. Quando un certo strumento viene utilizzato troppo a lungo, esso tende a smussarsi e diventare inefficace.

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    Pillole programmatiche

    Quando si parla di sovranità, grazie all’indefessa opera di demolizione dei nostri media a gettone, il pensiero del cittadino medio corre ad associazioni come “nazionalismo”, “stato etico”, finanche “fascismo”.
    Dimentichi del primo articolo della costituzione, gli italiani sono stati addestrati come i cani di Pavlov, ad aggrottare le sopracciglia con ostilità e sospetto di fronte ad ogni espressione che presenti la radice “sovran-“.

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    La percezione del pericolo politico

    Come ogni mattina Facebook, premuroso, mi chiede cosa sto pensando.
    Ecco, questa mattina sto pensando che troppa gente non ha ancora la percezione del pericolo.
    Quale pericolo?
    Ce ne sono diversi, ma il più politicamente immediato è di trovarsi di nuovo in un parlamento dove il bloccone dei partiti neoliberali agisca di nuovo senza opposizione.

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    Vota PD, avrai la vita eterna

    “Vota il lavoro, scegli il PD!”
    “Vota la scienza, scegli il PD!”
    “Vota i diritti, scegli il PD!”
    “Contro i finti stage, scegli il PD!”
    “Un mese di stipendio in più, scegli il PD!”
    Ecco, capita che tutte le persone normodotate e non affette da amnesie degenerative di mia conoscenza di fronte a questo exploit di marketing elettorale manifestino una significativa sintomatologia intestinale.

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    Il balletto estivo

    Il balletto estivo prelettorale del partito unico draghista è solo l’ultimo indice, in ordine di tempo, di un’infinita sconsolante decadenza del ceto politico e dei ceti dirigenti in generale (apparato mediatico in testa).
    E’ dal collasso della Prima Repubblica, sulla scia del crollo del mondo bipolare e dell’imporsi del monopolio imperiale americano, che questo processo di degrado continua; e ogni qual volta si ritiene di aver toccato il fondo, ecco un nuovo guizzo di inventiva che ci sorprende.