Author: Daria Platonova Dugin

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    Darya Dugina alla XVIa Conferenza Internazionale “L’universo del pensiero platonico”

    Alla filosofia politica è sempre stato negato un pieno riconoscimento, concentrandosi sull’analisi degli aspetti metafisici del neoplatonismo. Concetti neoplatonici come “permanenza” (μονή), “emanazione” (πρόοδος), “ritorno” (ὲπιστροφή), ecc. sono stati trattati in opere storico-filosofiche separatamente dalla sfera del Politico1. Così il Politico fu interpretato solo come uno stadio di ascesa verso il Bene, inserito nel rigido modello gerarchico del pensiero filosofico neoplatonico, ma non come un polo indipendente del modello filosofico.

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    Post-politica vs politica esistenziale

    Il XX secolo è stato un secolo di rivalità tra tre ideologie. Alcuni sono riusciti a regnare per diversi secoli (il liberalismo), altri per decenni e anni (il comunismo e il nazionalsocialismo). Ma la loro morte ci sembra ovvia. Tutte e tre le ideologie, figlie della filosofia New Age, hanno lasciato lo spazio della politica. L’era della modernità è giunta al termine.

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    Esiste una filosofia politica nella tradizione neoplatonica?

    Friedrich Nietzsche, nelle sue lezioni sulla filosofia greca, ha definito Platone un rivoluzionario radicale. Platone, nell’interpretazione nietzschiana, è colui che supera la nozione greca classica di cittadino ideale: il filosofo di Platone diventa al di sopra della religiosità, contemplando direttamente l’idea del Bene, a differenza delle altre due proprietà (guerra e artigiani).

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    Daria Dugina: “La guerra in Ucraina uno scontro di civiltà globalista ed eurasiatica”

    Il conflitto in Ucraina non è ancora finito. In Occidente siamo bombardati da informazioni a favore dell’Ucraina e degli ucraini. Dimentichiamo che anche i russi hanno il loro punto di vista. Per questo abbiamo intervistato Daria Dugin, figlia di Aleksandr Dugin, sulla situazione. Un’intervista affascinante.

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    Elezioni francesi: il popolo dice “no”, le élite dicono “sì” a Macron

    Al secondo turno, Emmanuel Macron ha ricevuto il 58,55% dei voti (risultati forniti dal ministero dell’Interno francese dopo aver elaborato il 100% delle schede). La prima sera dopo l’elezione del presidente per un secondo mandato è stata già segnata da proteste su larga scala contro il “macronismo” e il liberalismo. I gilet gialli, la sinistra e la destra sono scesi in strada. Putou, il leader del partito anticapitalista, ha chiesto il rovesciamento di Macron.

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    Operazione russa in Ucraina: amici e nemici e la battaglia per il Rimland

    Gli eventi delle ultime settimane hanno messo in luce gli assi di nuove alleanze geopolitiche e ricostruito completamente la mappa geopolitica del mondo. Così, lo spazio dell’Europa, situato tra il polo dell’Eurasia e quello degli USA (la civiltà del mare) e facendo parte di un’ampia zona, che in geopolitica è chiamata “Rimland” (“terra dell’arco”) ha finalmente perso la sua sovranità (e anche prima, in gran parte virtuale, piuttosto potenziale, che reale) e orientamento al continentalismo. Tutta l’Europa oggi è atlantista.

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    Il Panafricanismo di oggi: dal colonialismo alla multipolarità

    Oggi il continente africano è un nuovo centro di confronto con il neocolonialismo e l’espansionismo straniero, soprattutto l’espansione francese, e poiché il metodo preferito dall’Occidente è quello di controllare i paesi attraverso governi fantocci, solo con colpi di Stato militari il sistema può essere «rotto», anche solo temporaneamente, consentendo a un paese di allentare la pressione delle strutture straniere e sovranazionali. Ciò è confermato dal fatto che i colpi di Stato militari sono aumentati di recente nella regione: in Mali nel 2020, in Guinea nel 2021 e ora in Burkina Faso.