Author: Roberto Pecchioli

  • Thumbnail for the post titled: Culle vuote, cucce piene

    Culle vuote, cucce piene

    Alla fine l’inquilino di Santa Marta ha battuto un colpo. Jorge Mario Bergoglio ha smesso per un attimo di strologare sull’ecologia e propagandare l’immigrazione e ha fatto il Papa. Ha preso atto del drammatico inverno demografico – non solo d’Italia e d’Occidente – e, dopo aver condannato l’aborto, ha deplorato il dilagante fenomeno di coppie e (ex) popoli senza figli, sostituiti da uno o più animali domestici che girano per casa.

  • Thumbnail for the post titled: Non erediterai nulla e sarai felice!

    Non erediterai nulla e sarai felice!

    La campana suona per tutti, per me e per te. Peggio per noi se non ne percepiamo il suono in mezzo al frastuono. L’Agenda 2030 si sta svolgendo sotto i nostri occhi, ma non vediamo né sentiamo. Dopo aver attaccato la proprietà privata delle case di abitazione minacciando di vietarne la vendita se non in regola con le scalmane climatiche “verdi”, in attesa di tassare in maniera esorbitante le abitazioni attraverso la rivalutazione catastale (ce lo chiede l’Europa!) sale il livello dell’attacco.

  • Thumbnail for the post titled: La nave di Teseo

    La nave di Teseo

    L’ideologia dominante è sempre l’ideologia della classe dominante. Marx azzeccò molte diagnosi, equivocandosi sulla prognosi e sulla terapia. Su questo punto l’autore del Capitale non sbagliava. È inutile guardare al presente con la lente deformante del complottismo, deplorare il “marxismo culturale” come sentina di ogni male o rimpiangere i bei tempi andati del liberalismo conservatore, un ossimoro per un’ideologia che fa del cambiamento continuo la sua ragion d’essere.

  • Thumbnail for the post titled: L’uomo denaturato

    L’uomo denaturato

    La denaturazione è un processo chimico consistente nell’aggiunta di piccole quantità di sostanze – i denaturanti – a un prodotto, allo scopo di alterarlo e renderlo inadatto ad usi diversi da quelli suoi propri. Il processo porta a una perdita di ordine e quindi aumenta l’entropia, ovvero lo squilibrio generale del sistema.

  • Thumbnail for the post titled: Baudelaire, gli abissi e le ali del gigante

    Baudelaire, gli abissi e le ali del gigante

    Duecento anni fa, nel 1821, nasceva a Parigi Charles Baudelaire, gigante delle lettere francesi, autore dei Fiori del Male, una delle raccolte poetiche più importanti della letteratura universale, per qualcuno il Dante della modernità, un termine che inventò egli stesso in versi bellissimi: “la bellezza passeggera e fugace della vita attuale, l’essenza di ciò che il lettore ci ha permesso di chiamare modernità”. Un lettore a cui egli si rivolge direttamente nella prima lirica dei Fiori del male, gettandogli in faccia tutto il male di cui cercava di liberarsi: “la stoltezza, l’errore, il peccato, la grettezza empiono i nostri spiriti e travagliano i corpi”, tra “peccati ostinati, pentimenti vigliacchi” in cui “le nostre confessioni esigono lauti compensi”. Fu il primo dei poeti maledetti per una vita consumata tra gli eccessi: alcool, prostitute, droghe di ogni tipo, le cui sensazioni descrisse nei Paradisi Artificiali, una riflessione sul rapporto tra ispirazione artistica, immaginazione, sogno e dipendenza, fino alla condanna finale del loro uso.

  • Thumbnail for the post titled: Buon Natale a chi?

    Buon Natale a chi?

    In questi giorni, è regola di buona educazione fare gli auguri. Un gesto facile, veloce e apparentemente privo di controindicazioni. La maschera obbligatoria – normale, super o F2- esenta anche dal debole sorriso di circostanza, atteggiato alla finta, sbrigativa bonomia con la quale adempiamo all’obbligo. Auguri; di buon Natale, poi… Una volta ancora, e con convinzione incrollabile, ci sottraiamo alle frasi di circostanza, aiutati dalla paura generale di avvicinarsi agli altri e – orrore massimo- di stringere loro la mano. Buon Natale a chi, porca miseria?

  • Thumbnail for the post titled: La gaia morte delle società sazie e disperate

    La gaia morte delle società sazie e disperate

    Nel 1985- sembra passata un’era geologica- il cardinale Giacomo Biffi definì Bologna, città di cui era arcivescovo, “sazia e disperata”. Quella frase gli fu rinfacciata per decenni dai cantori delle magnifiche sorti e progressive della nostra rugosa civilizzazione. Già all’epoca dell’osservazione del presule, Bologna, avvolgente e bellissima, era ai vertici del reddito pro-capite, in testa ai consumi voluttuari, ma al minimo della natalità. L’ Emilia batteva tristi primati di denatalità, accompagnati da suicidi doppi rispetto alla media nazionale. Tradussi in aggettivi i numeri, spiegò Biffi anni dopo. Per l’esperto pastore d’anime, una terra ricca, colta e civile, “sazia di beni, apparentemente piena di voglia di vivere e divertirsi, ma anche disperata perché non aveva voglia di trasmettere la vita e nemmeno di conservarla”.

  • Thumbnail for the post titled: Io sto con Bud Spencer

    Io sto con Bud Spencer

    Sono un appassionato di cinema, ma non un cinefilo, definizione troppo intellettuale per un semplice come me. A parte John Wayne e il principe di Bisanzio Antonio De Curtis in arte Totò- consegnati al mito – i miei idoli sono Clint Eastwood e Bud Spencer.

  • Thumbnail for the post titled: La dissonanza cognitiva

    La dissonanza cognitiva

    Siamo circondati da concetti complicati che pretendono di spiegare senza risolvere. Uno è la dissonanza cognitiva, ossia, in parole semplici, l’abitudine di mentire a se stessi, il disagio che si avverte quando si cerca di sostenere idee opposte e incompatibili o le nostre convinzioni sono in contrasto con i comportamenti concreti.

  • Thumbnail for the post titled: La battaglia culturale [2]

    La battaglia culturale [2]

    La posta in palio della battaglia culturale contemporanea è l’uomo stesso. Nel prezioso libriccino L’abolizione dell’uomo, C.S. Lewis afferma l’esistenza di un ordine morale oggettivo che gli uomini di ogni tempo e civiltà, nelle più diverse tradizioni religiose o filosofiche possono riconoscere attraverso la retta ragione. Un ordine che l’uomo può approfondire con nuove intuizioni, ma al quale non può contribuire con invenzioni, come non può “immaginare un nuovo colore primario, creare un nuovo sole e un nuovo firmamento.” Lewis avverte dell’emergere di innovatori sociali – i Condizionatori – che, innalzando la bandiera del soggettivismo, postulano che l’ordine oggettivo può essere arbitrariamente trasformato e sostituito.