Avanza il blocco dei BRICS e cambiano gli equilibri di potere mondiale

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di Luciano Lago

Nel contesto de IV forum del blocco dei paesi del BRICS sono state significative le dichiarazioni del ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, il quale ha aperto i lavori del forum ed ha dato il benvenuto ai rappresentanti dei paesi che fanno parte di questo blocco.

Lavrov ha dichiarato che l’associazione interstatale BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) è un modello di vera diplomazia multilaterale che risponde alle realtà attuali. Ha anche descritto il Forum come una piattaforma ricercata e dinamica.

“Il BRICS incarna la sinergia di culture e civiltà di diverse regioni del pianeta. Questa struttura internazionale è un esempio di vera diplomazia multilaterale che risponde alle realtà del 21° secolo”, ha dichiarato Sergei Lavrov durante il suo discorso”.

Non si può non riconoscere che questo organismo, che attualmente ha in lista di attesa le adesioni di importanti paesi come Argentina, Iran, Algeria, Turchia e Arabia Saudita, costituisce un nuovo blocco di aggregazione che diventerà direttamente concorrente con il blocco del G-7 o del G-20 dominati dagli Stati Uniti e dai paesi occidentali ma che rappresentano ormai una minoranza della popolazione mondiale.

Mentre il mondo assiste alla attuale guerra in Ucraina, questo conflitto, a prescindere dal suo esito, può essere indicato come lo spartiacque fra il mondo unipolare dominato dagli USA e il nuovo Ordine Mondiale multipolare che è ormai divenuto una realtà inarrestabile.

Nuovi equilibri sono in fase di formazione e le grandi potenze concorrenti degli USA, la Russia e la Cina, sono sempre più strette in una alleanza di fatto per contenere le pretese espansive della NATO e degli Stati Uniti che utilizzano qualsiasi metodo per sovvertire l’ordine stabilito all’interno dei paesi non schierati con Washington, mediante le loro ormai consuete tecniche di sobillazione e istigazione alle guerre civili ed al cambio di regime.

Così si spiegano gli antefatti dell’attuale conflitto in Ucraina come si potevano spiegare le finalità delle rivoluzioni colorate sobillate da Washington in una varietà di paesi, dal Medio Oriente alle ex Repubbliche sovietiche, considerati obiettivo di destabilizzazione da parte degli strateghi della Casa Bianca.

Come qualcuno ha scritto in passato, “la prima vittima della guerra è la verità” e in questo conflitto (quello in Ucraina) questo è più evidente che mai. I media mainstream hanno adottato la versione della NATO quasi all’unisono. La propaganda occidentale è massiva e martellante, ripete sempre gli stessi concetti in una campagna di manipolazione dell’opinione pubblica (“la Russia è l’aggressore, l’Ucraina è un paese democratico, la NATO difende la libertà dall’aggressione e dall’espansionismo russo. Putin è il nuovo Hitler, presto sarà abbattuto da un cambio di potere al Cremlino”, ecc..ecc..).

Le voci di dissenso dei movimenti per la pace o quelle che provengono dal mondo accademico o da intellettuali indipendenti, sono difficilmente ascoltate. Le eccezioni confermano la regola, come sempre.

I tanti cambi  di scenario  che i media hanno assunto  negli ultimi mesi sono stati a tratti dolorosi. Prima della guerra l’Ucraina era descritta come “il paese più corrotto” d’Europa; oggi il paese è l’epitome degli ideali liberali. Prima del conflitto c’era un problema con i neonazisti. Questi gruppi sono stati successivamente legalizzati e presentati come eroi. E così via”.

 

E’ ben noto che media di disinformazione e manipolazione del mondo occidentale, principalmente anglosassoni – che controllano più di 90 per cento delle agenzie di informazione internazionali, quelli della carta stampata e dei media televisivi più influenti, hanno intensificato una campagna che ha come asse portante la russofobia. Escudere la Russia dal consesso delle “nazioni civili” ed isolarla da contesto internazionale è l’obiettivo prioritario dei propagandisti di Washington, Londra e Bruxelles.

Si tratta di una campagna che tende a falsificare i fatti e ci presenta la situazione di conflitto tra Russia e Ucraina, come se fosse iniziata il 24 febbraio 2022, ignorando la guerra civile sobillata nel paese, nonchè gli otto anni di bombardamenti e di vessazioni contro la popolazione russofona, fatti dalla giunta di Kiev, il divieto di utilizzare la lingua russa, il taglio della luce, del gas e dell’acqua al Donbass ed alla Crimea, nonchè la minaccia esplicita di pulizia etnica della popolazione russofona dal paese.

Oltre a questo si sono susseguiti decenni di pressioni, assedi, minacce politiche, militari ed economiche contro la Federazione Russa , dopo il crollo dell’ex Unione Sovietica . La guerra ha indubbiamente i suoi costi, morti, distruzioni, vittime che comprendono uomini, donne e bambini, ma anche la verità viene oscurata dalla propaganda .

Gli Stati Uniti e la NATO hanno continuato la loro espansione verso Est e sono arrivati sotto le frontiere russe, ignorando i moniti lanciati da Mosca e le richieste di discutere della sicurezza in Europa. La richiesta era legittima poichè si trattava di sicurezza comune in Europa, come a suo tempo si era fatto con gli accordi di Helsinki con l’ex URSS. Tuttavia niente, nessuna risposta e la NATO si è dedicata ad “abbaiare sotto i confini russi” (come ha dichiarato anche il Papa). La reazione dell’orso russo, dopo le ennesime provocazioni di Kiev e la minaccia di un massacro delle popolazioni russe, non si è fatta attendere ed è partita “l’operazione militare speciale” per denazificare e demilitarizzare l’Ucraina.

Si può certo discutere per come questa operazione sia  stata condotta, se è avvenuta troppo tardi o troppo presto, se in forma strategicamente discutibile o meno, ma non si può negare che a tutti era  la reazione della Russia ci sarebbe stata, inevitabile.

Tutto questo induce al sospetto che il conflitto sia stato istigato e voluto dagli Stati Uniti per finalità ben precise che erano e sono le seguenti:

1) interrompere qualsiasi collegamento e cooperazione fra Germania e Russia (Europa e Russia), 2) creare un conflitto di lungo termine per logorare e disarticolare la Russia, 3) incamerare gli enormi profitti delle forniture energetiche, militari, derivanti dal conflitto, 4) affossare l’economia del principale concorrente USA in Europa, la Germania e con essa il resto d’Europa, rendendo i paesi europei totalmente dipendenti dagli USA.

In sostanza mentre gli obiettivi ai punti 1-3-4 sono stati sostanzialmente raggiunti, vedi anche i gasdotti Nord Stream fatti saltare nel mar Baltico, l’obiettivo del punto 2, di logorare la Russia con le sanzioni e l’isolamento internazionale, non solo non è stato raggiunto ma il processo si è invertito ed è oggi il gruppo dei paesi NATO ad essere rimasti isolati rispetto al consesso mondiale.

Come si poteva prevedere i paesi del sud del mondo e quelli emergenti non tollerano più la spocchia occidentale americano-centrica che pretende di imporre le proprie regole ed il proprio modello agli altri e le pretese di dominazione, di sfruttamento e di soggezione vengono rimandate al mittente. Attualmente esistono le alternative al blocco USA occidentale e queste sono offerte dalla Cina, con la sua Belton Road, che assicura sviluppo e finanziamenti, come dal gruppo Russia, BRICS e dall’Accordo di cooperazione di Shangai che raggruppa i principali paesi dell’Asia.

noltre la parte sacrificale è stata imposta all’Europa che subisce la peggiore crisi economica della sua Storia dal 1945 in poi e, paradosso della Storia, tale crisi è provocata proprio da quelli che venivano definiti i “liberatori”, i “portatori della democrazia” che oggi utilizzano il loro potenziale bellico, economico e industriale per appropriarsi delle risorse europee ed utilizzarle per i loro fini egemonici e, in tale obiettivo, non hanno esitato ad allearsi con i nazisti ucraini che vengono adoperati come fanteria d’assalto in funzione anti russa.

Un paradosso reso possibile dalla presenza nel vecchio continente dei “cavalli di Troia” degli Stati Uniti, personaggi come la Ursula von der Leyen o l’impagabile Joseph Borrel, che sono i portaordini di Washington o, se volete, le staffette dell’Impero USA. Assieme a questi i vassalli degli USA abbondano nei governi europei e sono tutti proni a dichiararsi “super atlantisti” e proni alle direttive di Washington, pur di mantenere poltrone e carriere.

Fino a quando l’Europa non si sarà liberata da queste scorie tossiche, sarà difficile per il vecchio continente intraprendere un processo di riscatto e di rivalsa, conforme alla sua grande tradizione storica.

Foto: Idee&Azione

3 dicembre 2022

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