Breve nota all’ordinanza del TAR per la Lombardia del 14 febbraio 2022

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di Filippo Borelli

Con ordinanza depositata in data 14 febbraio 2022 il Tar per la Lombardia ha sospeso parzialmente il provvedimento dell’Ordine degli psicologi adottato nei confronti di un’iscritta preannunciando con separata ordinanza che verrà sollevata la questione di legittimità costituzionale del noto articolo 4 decreto-legge n. 44/2021 come integrato, modificato dai successivi decreti. La ricorrente aveva impugnato provvedimento del 22 dicembre 2021, con il quale l’Ordine degli Psicologi della Lombardia l’aveva sospesa dall’esercizio della professione, senza limitare la sospensione alle prestazioni od alle mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2 ed ha quindi provveduto all’annotazione del provvedimento di sospensione sull’albo.

Il Tar ha ritenuto sussistenti entrambi i requisiti per concedere l’invocata misura cautelare ossia: il fumus boni iuris (giudizio sommario con riferimento alla verosimile sussistenza del diritto per il quale si chiede il provvedimento cautelare ossia, in questo caso, la sospensione del provvedimento di sospensione dall’albo) e, quindi, la rilevanza e non manifesta infondatezza della prospettata questione di costituzionalità, ed il periculum in mora (danno grave ed irreparabile) “atteso – dice testualmente il Tar Lombardia – che la preclusione  assoluta dell’esercizio della professione, imposta dalla norma sospettata di illegittimità costituzionale, integra un pregiudizio grave e non altrimenti  riparabile all’avviamento dell’attività professionale intrapresa, consistente nella perdita della clientela e delle relazioni professionali nonché nell’impossibilità di rispondere alla crescente domanda di prestazioni sanitarie, almeno sino al 15 giugno 2022 e, in caso di ulteriori eventuali proroghe della situazione di emergenza, per un tempo potenzialmente indeterminato”.

Alla luce di ciò, dice il T.A.R. Lombardia, “la domanda cautelare deve dunque essere accolta e, per l’effetto, il provvedimento impugnato deve essere parzialmente sospeso, nella parte in cui non limita la sospensione della ricorrente dall’esercizio della professione di psicologa alle prestazioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2, con conseguente annotazione di tale limitazione della sospensione nell’Albo professionale degli Psicologi”.

Foto: Enti locali Online, modifiche di Idee&Azione

17 febbraio 2022