Castro come geopolitico, difensore dell’identità e combattente contro l’egemonia statunitense

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di Natalia Makeeva

L’inaugurazione di un monumento al leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, a Mosca, ricorda il suo ruolo nella storia di tutta l’umanità, non solo dell’America Latina. Lo ha detto all’Agenzia di Stampa Federale (Федеральное Агентство Новостей, FAN [N.d.T.]) il leader del “Movimento Eurasiatista Internazionale”, il filosofo Aleksandr Dugin, che ha partecipato alla cerimonia nel distretto di Sokol a Mosca.

“Fidel Castro è principalmente associato al movimento comunista, ma è stato il più grande eroe della lotta per un’identità latinoamericana, per una civiltà sudamericana indipendente dall’Occidente”, ha spiegato Dugin. E se guardiamo all’ideologia di Castro, e soprattutto a quella del suo più stretto collaboratore Ernesto Che Guevara, vediamo in lui, oltre alla lotta al capitalismo, oltre al dogma comunista marxista, anche aspetti nazionalisti molto profondi. E qui non c’era un ateismo così rigido come in altri regimi comunisti, qui c’era una comprensione della peculiarità della cultura latinoamericana, completamente diversa dalla civiltà anglosassone degli Stati Uniti”.

L’interlocutore della FAN ha anche sottolineato che Castro è stato uno dei più grandi geopolitici del XX secolo.

“In realtà, ha delineato il possibile destino del continente latinoamericano libero dagli Stati Uniti e lo ha orientato verso l’Eurasia, verso la civiltà della terra”, ha detto il filosofo. – Cioè, [Cuba] era un’isola che era dalla parte della civiltà della terra, e la geopolitica opera con le nozioni di “civiltà del mare” e “civiltà della terra”, e qui Castro era colui che in America Latina ha alzato la bandiera della civiltà della terra contro la civiltà del mare. Nel caso di Cuba, l’alleanza con l’Unione Sovietica aveva una dimensione sia ideologica che geopolitica. Ed è importante che i precetti e i principi di Castro, che ha stabilito nella sua politica e che sono diventati una stella polare per Cuba anche dopo la sua morte, dopo il suo ritiro, preservino questa continuità geopolitica. Pertanto, Cuba continua ad essere un alleato della Russia moderna, la Russia – alleata e amica di Cuba – al di fuori del contesto ideologico, al di fuori del marxismo. Questo è molto importante”.

Pertanto, secondo Aleksandr Dugin, la missione di Castro va oltre i limiti del movimento comunista, è un enorme contributo storico che ha dato al destino dell’umanità, e l’inaugurazione del monumento a Mosca sottolinea questo aspetto universale e metodologico della missione di Castro.

“E questo è un monumento a un amico della Russia, un monumento a un grande combattente per un mondo multipolare giusto e un eroe della civiltà latinoamericana che oggi continua a lottare per la sua libertà e indipendenza dall’egemonia nordamericana”, ha concluso il leader del Movimento Eurasiatista Internazionale.

Ricordiamo che oggi, 22 novembre 2022, un monumento al leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, è stato inaugurato nell’omonima piazza a Mosca dai presidenti Vladimir Putin e Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

Traduzione di Alessandro Napoli 

Foto: President of Russia

25 novembre 2022

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