C’è informazione e informazione anche sulla guerra

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di Maurizio Ulisse Murelli

Il quotidiano refrain autoincensatorio del mainstream italico è: “noi facciamo informazione, in Russia c’è la censura, Putin fa uccidere i giornalisti dissidenti e si va in galera se si dicono cose sgradevoli al Cremlino”.

Impiegare tempo ed energia per smontare questo ritornello è fatica sprecata. Però vale la pena mettere in risalto almeno qualche perla macroscopica della nostra “libera informazione”, se non altro perché molti di noi poi si trovano comunque coinvolti, al bar o al giardinetto, al supermarket o all’ingresso dello stadio a discutere sulle notizie propalate dalla libera stampa.

Voglio qui soffermarmi solo su un aspetto particolare della propaganda occidentale spacciata per libera informazione: la tecnica con cui si miscela enfatizzazione e omertà, ovviamente una prassi liberamente intrapresa senza che nessuno dia indicazione o remuneri l’imbonitore di turno. Imbonitore che una cosa sa per certo: se non dice le cose come desidera il partito atlantista sa che non rischia la galera ma la carriera sì. Non va avanti e viene emarginato. E allora sgomita per primeggiare nell’informazione addomesticata usando appunto ola tecnica della enfatizzazione/omertà.

Qualche esempio.

Il 26 febbraio le truppe armate russe entrano in Ucraina. Quasi subito partono le sanzioni e già una settimana dopo, ai primi di marzo si parla di default per la Russia e del rublo ridotto a carta straccia. Si osservi il grafico qui riportato relativamente all’andamento del rublo. Questa è la tipica notizia che subisce il processo omertoso. Ne parlano solo e in millesima pagina i media che si occupano di finanza. Non appare nei TG della TV generalista, o nei talk show.   E nel frattempo la Russia non è in default, mentre in Europa sale l’inflazione che ha innescato la quinta marcia e cala il PIL.

Molti di voi che frequentano i social avranno visto le performance di Zelensky prima di darsi alla politica. Lo hanno visto ballare nudo con tacchi a spillo in compagnia di soggetti che poi avrebbero fatto parte del suo staff. Performance se non proprio oscene (ma di alcune si fa veramente fatica a dire che non lo sono) quanto meno di pessimo gusto, a meno che non si voglia sostenere che suonare il pianoforte con il “pisello” sia manifestazione artistica. Qui la questione non è fare del moralismo. Qui la questione è: esistessero filmati simili riguardanti Putin, Lavrov, Pescov o chi altri facente parte del governo russo, in quale giorno del mese non verrebbero ossessivamente mandati in onda dalle TV? In compenso quelle immagini di Zelensky in versione porno o semiporno le avete mai viste in TV? Non in TV passano delle immagini di Putin con in studio psichiatri, psicologi, luminari della medicina che devono stabilire quanto è pazzo e malato Putin.

Il battaglione Azov. Mi importa meno di zero se sono nazisti in qualsiasi accezione lo si voglia intendere. Ma siccome tale nomea il battaglione viene comunque in qualche modo ammessa dal Partito Atlantista, chi di voi avrebbe mai immaginato un uso tanto benevolo del vocabolario nei confronti di una compagine nazista in altra parte del mondo? Quanti documentari e servizi giornalistici abbiamo visto nei decenni dedicati a nazisti mostrificati anche se magari, pur rivendicando quell’ideologia, si occupavano di pedofilia, di allevamento di foche in Patagonia o della coltivazione di lattuga al Polo Nord? Mostri e punto a capo. I nazisti ucraini invece diventano magicamente: “eroi”, “patrioti”, “Combattenti”, “resistenti”… persino nazisti oppositori del nazismo russo. E basta seguire in questi giorni le cronache relative all’epilogo dell’assedio delle acciaierie di Mariupol per avere contezza di quanta grazia mediatica enfatico-omertosa sul nazismo. Oppure basta considerare come (Report ad esempio) fa passare il sottoscritto come nazista in quanto editore di un filosofo russo che a sua volta sarebbe nazista perché sviluppa un pensiero antiliberale.

I media ci dicono che la magistratura ucraina ha avviato qualcosa come 11.000 procedimenti per crimini di guerra compiuti dai russi. Non si hanno notizie di analoghi procedimenti avverse a soldati ucraini. Non dico tra il 2014 e il 2022, dove in Donbass ne hanno fatto di ogni, glissando sulla strage di Odessa dove gli ucraini si sono auto-assolti, ma proprio di quanto alcuni soldati hanno fatto in questi ultimi mesi. Molti di voi hanno potuto vedere le immagini di soldati ucraini che hanno mitragliato alle gambe i prigionieri russi, immagini che solo una volta e fugacemente, sono passati in TV, salvo presentarle come dubbie e tutte da verificare. Altre immagini molto più truci non sono mai neppure passate e non sto qui ad elencarvele. Insomma, in Ucraina le truppe russe compiono crimini, quelle ucraine solo ed esclusivamente miracoli. Moltiplicano i pani e i pesci, ridanno la vista ai ciechi, guariscono gli storpiati e resuscitano i morti. Per i nostri imbonitori va bene così…. Del resto si sono fatti andar bene Abu Ghraib e ancora oggi si fanno andar bene Guantanamo, per non parlare di altro.

Potrei continuare nell’elencazione del metodo enfatizzazione/omertà, ma credo che questi pochi esempi possano bastare.

A questo punto io credo che sia forse più moralmente accettabile imporre ad un giornalista di tacere piuttosto che lasciarlo narrare in questi termini. Obbligandolo al silenzio forse si tutelerebbe la sua dignità in quanto persona.

Foto: RT News

19 maggio 2022