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C’è una Primavera Culturale che fa rifiorire il mondo. Intervista a Gloria Mancini

di Lorenzo Maria Pacini

Nei giorni 13, 14 e 15 maggio si è svolta a Bolsena la Primavera Culturale, evento organizzato dal movimento degli Studenti Contro il Green Pass di tutta Italia. Tre giorni di Bellezza fra arte, scienza, filosofia e laboratori pratici, in cui centinaia di giovani si sono riuniti nella splendida cornice del convento di Santa Maria del Giglio e lungo la riva del lago. Ne parliamo con Gloria Mancini, studentessa della Accademia delle Belle Arti e promotrice dell’evento.

Gloria, l’evento della Primavera Culturale porta un nome curioso. Come è nata l’idea? Cosa significa per te questo titolo scelto?

Primavera culturale o anche “Prima vera cultura” nasce da una idea di Pietro Cattanea, studente di filosofia dell’Università di Pavia. La primavera culturale è sia una stagione di rinascita ma anche un gioco di parole che sottende l’intenzione più importante del portare un evento come questo a partire da Maggio 2022: prima- vera- cultura è infatti il  primo festival del libero pensiero interamente promosso dagli studenti universitari che chiedono di poter costruire spazi di riflessione e occasioni di vita comunitaria.

La Primavera Culturale ha visto la presenza di tantissime attività, mescolanza di pittura, scultura, fotografia, cinema, musica, laboratori creativi, pratiche motorie nella natura, ma anche conferenze, lezioni all’aperto, testimonianze e condivisioni. Cosa ha significato la multiformità delle espressioni creative e intellettuali durante questo evento?

Io sono fermamente convinta che la diversità sia una ricchezza da conservare, in particolare oggi, in presenza così pervasiva di massificazione e unilateralità del pensiero, trovo che non ci sia nulla di più rivoluzionario del mostrare la bellezza della diversità dell’espressione umana, dando a tutti la possibilità di confrontarsi con più linguaggi e fare esperienza di questa complessità, perché l’uomo non ha una sola direzione ed è forse la capacità di mettersi in gioco su più fronti che può davvero aiutarci a creare un senso vivo e attivo di comunità. 

Tantissimi gli studenti che hanno raggiunto Bolsena da varie parti d’Italia e molte le persone incuriosite che si sono aggiunte agli incontri fissati nel programma. Credi che la Primavera Culturale abbia lasciato un segno? Cosa ti auguri che produca in chi ha partecipato e in quanti l’hanno seguita da lontano?

Credo che la Primavera culturale abbia gettato un seme e abbia dimostrato a tutti qualcosa di importantissimo: siamo in tanti a chiedere una rinascita culturale nel nostro paese. Gli studenti voglio creare occasioni di aggregazione, vicinanza, senso di comunità e anche di riflessione e di conoscenza. Vogliamo riscoprire il senso di meraviglia che la cultura e l’arte hanno da  sempre portato nell’essere umano. Spero che chi è rientrato a casa da Bolsena abbia conservato nel cuore questo preziosissimo sentimento di bellezza e che sia motivato a ricordarlo anche e soprattutto in momenti difficili.

Verrà fatto un altro evento come questo?

Assolutamente sì. Ci stiamo già attivando per riproporre una nuova occasione durante l’estate.

Foto: Gloria Mancini

18 maggio 2022