Che meloni per la Meloni!

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di Maurizio Ulisse Murelli

Siete stucchevoli. Nella vostra bolla, dentro la vostra gabbia ideologica da criceti intenti a far girare la ruota, siete stucchevoli in tutti i vostri tic. Da sinistra, con il vostro acido livore antimeloniano a prescindere, nel chiedere abiure su abiure, professioni di fede, anti questo e quello, di venerare questa o quel monumento a cui invitare per la commemorazione, celebrare questa o quella data, partecipare a questo o a quell’evento, con il pretendere assicurazione per la sopravvivenza della ricetta originale sulla pasta all’amatriciana, con il recriminare l’insufficiente esternazione su questo o quel tema… e le donne qui e le donne là, e i partigiani qui e i partigiani là, e le biciclette delle staffette partigiane qui e le scarpe della Meloni là… Stucchevoli e fastidiosi come le mosche in autunno o i gatti appesi ai cabbasisi.

Da destra, stucchevoli con la vostra benevolenza su qualsiasi minchiata sparata nell’etere da Meloni; stucchevoli nel giustificare tutte le giravolte “ideologico-culturali” portate a segno a tempi di record nel volgere di un trimestre; stucchevoli nel fischiettare con disincanto a fronte di tutte le abiure pretese e regalate quando neanche richieste, declinate dentro e fuori l’emiciclo parlamentare. Stucchevoli nei vostri inni di rivalsa contro i comunisti (sic!), con i vostri lazzi e spernacchi da tifosi da stadio.

Siete tutti atlantisti, europeisti, liberisti e dunque siete tutti della stessa pasta e vi differenziate solo per un diverso look… e mi avete nauseato, con il vostro rosario sui diritti e l’amnesia sui doveri fondamentali per chi vuol dirsi Uomo o Donna (il dovere, questo latitante mandato in esilio…).

Ahh! Quanti applausi per Meloni che stigmatizza il “nazifascismo” (sic!) e dunque le nefande leggi razziali. Ne sentiva proprio il bisogno e dunque non facciamole mancare un bel “pat-pat” sulla spalla. Un bisogno che nessun primo ministro andato ad insediarsi in un qualsiasi governo occidentale ha sentito il bisogno di fare rispetto alle perpetrate discriminazioni razziali (USA ancora negli anni Sessanta, per le scuole e il solo viaggiare sui bus interdetto ai neri), per lo schiavismo perpetrato con il liberismo (e sì, signori liberali, lo schiavismo è anche roba vostra) già operante (Francia, Belgio, Inghilterra, Spagna, Portogallo…): nessuno a declamare “vergogna eterna”. Ma perché fra i tanti strafalcioni meloniani richiamo proprio il tema spinosissimo del ripudio del razzismo? Perché la professione antirazzista cozza, per lei e per tutta la fuffa politico-culturale, con la professione di fede atlantista. Se oggi esiste una dottrina razzista operativa, tale dottrina è insita nei fondamentali della NATO che in tutta evidenza è il braccio armato del suprematismo bianco di matrice americana. Che pratica di fatto la discriminazione razziale mascherandola con surreali enunciati democratici contro le autocrazie e le dittature. Razzismo e discriminazione: culturale, valoriale e anche biologico a partire dalla russofobia e cinofobia. Quindi, ripudiato una discriminazione razziale nazionale si plaude a quella globale.

Sì, sì, tutto ben mascherato grazie al laidume mediatico, alla codardia degli intellettuali, all’insipienza dei “politici”. Immagino le obbiezioni ma come si sul dire “me ne frego!”. 

Cercate di uscire dalla ruota del criceto e fatela finita con le menate ideologiche tutte dentro la logica demoliberale e moderna. Siete tutti prigionieri con i ceppi ai piedi e le catene nel cervello…

Foto: Idee&Azione

27 ottobre 2022

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