Chi è il vero cattivo del film “Jurassic World: Il Dominio”? Una riflessione sul “Cattivo/a” e sulla malvagità umana [1]

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di Fabrizio Manco

“Che sublime capolavoro che è l’uomo!

Quanto nobile nella ragione!

Quanto infinito nelle risorse, nella forma e nelle movenze!

Quanto è espressivo e mirabile negli atti, come un angelo!

Nell’ intelletto è come un Dio!

La bellezza del mondo!

La perfezione tra gli animali!

Ebbene per me non è che la quintessenza di polvere, l’uomo non mi alletta! “

(Da “Amleto “, di William Shakespeare, Edizioni BUR). 

Introduzione/ prima parte: La figura del “Cattivo/a “nella mitologia pop

Come ogni film, storia, mito, favola, fiaba, film di animazione o cartone animato e videogioco che si rispetti, il cattivo è fondamentale: ammettiamolo: in ogni storia a tutti noi piace il “Cattivo “, perché è il perno della storia, e l’eroe, il buono che combatte per difendere il mondo, è grazie al cattivo che può diventare ciò che è destinato ad essere.  In questo mio saggio, voglio sviscerare tutti i potenziali “cattivi “dell’ultimo film della serie “Jurassic World”, cioè Jurassic world: Il Dominio, che ancora mi chiedo perché ha fatto arrabbiare tanti critici.  Ho scritto una piccola analisi sul film, pubblicata precedentemente in un’altra rivista.  Il film Jurassic world: Il Dominio (2022, Universal Pictures and Amblin Entertainment, Regia di Colin Trevorrow), è molto articolato e molto più profondo di quello che hanno affermato vari critici, criticonsoli e pseudocritici che pensano di averlo stroncato. Prima di analizzare i cattivi della saga di Jurassic Park/ Jurassic world, è opportuno parlare anche dei cattivi in generale nel mondo del fantastico e del fantasy.  Infatti, parlare dei Villain del film Jurassic world il Dominio, è soltanto una via di accesso che ho utilizzato per analizzare ogni tipologia di Villain, sia nel mondo fantasy che nel nostro mondo reale, che non è poi così distante da quello fantasy immaginato degli scrittori.

Quindi, come ho detto prima, il cattivo è il perno attorno al quale si snoda la vicenda e la trama di ogni racconto, e soprattutto è il principale movente affinché l’eroe, compie la sua impresa.

In ogni mito di tutti i tempi e di tutti i popoli, l’eroe deve affrontare il cattivo, il quale spesso però non è soltanto un mostro o un guerriero malvagio da combattere, ma può essere anche una situazione difficile, un elemento naturale oppure un animale feroce.

Nella cultura pop, cioè tutta quella cultura formata da cinema, fumetti, manga, film di animazione e cartoni animati, dal genere Fantastico e Fantascientifico e dai videogiochi, l’eroe e il cattivo sono i protagonisti di ogni storia, e rispettivamente l’eroe è il protagonista e il cattivo è l’antagonista. 

 Spiderman, Batman, I fantastici Quattro, Gli Avengers, Iron Man, Goku, suo figlio Gohan, Aragon e Harry Potter, sono tutti eroi che hanno in comune il destino di difendere la terra da mostri senza pietà e malvagi oltre ogni limite. 

Ogni mito moderno che si ritiene importante dal punto di vista della trama e della rappresentazione deve avere un Villain. Con tale parola inglese, che deriva dal latino Villanus, si indica quindi il cattivo, l’antagonista e l’antieroe di ogni storia narrata. Non dimentichiamoci che il cattivo è anche di sesso femminile, e anzi molto spesso, come accade nelle fiabe e nelle favole e in molto miti, il villain femminile è molto presente in maniera prepotente, con dimostra la figura della strega, della megera, della potente maga o di una Femme Fatale. 

 

Il Villain femminile

Chiamata anche Dark Lady, la Femme Fatale è il Villain femminile per antonomasia.  Con il temine Femme Fatale si intende una donna con un carattere malvagio, seduttivo, manipolatrice e narcisista.  Femme Fatale sono i personaggi come Salomè, Eva, La maga Circe, Medea, Clitennestra e Dalila.  Tali personaggi femminili molto oscuri sono ovviamente dei cattivi che ostacolano il cammino dell’eroe.  Eva è il villain non solo di Adamo, ma dell’intero genere Umano; neo-mito Biblico è a causa di Eva che l’umanità intera entra nel peccato Originale; Salome’ (14 D. C. – 62 D. C.), è il villain di San Giovanni Battista. La sua storia, raccontata nel Vangelo di Marco e nel Vangelo di Matteo, narra che la figlia del Re Erode e della regina Erodiade, Salome’, ordina al re Erode di decapitare San Giovanni Battista, il quale aveva condannato la condotta del re. Molto spesso Salome’ viene unita alla figura della regina Erodiade, soprattutto nella storia dell’arte. Restando in area Biblica troviamo Giuditta, la perfida regina dei Giudei, la quale approfittandosi di essere stata sedotta dal comandante degli Assiri, Oloferne, decapita quest’ultimo mentre era ancora ubriaco dopo un banchetto.  Dalila, la quale storia si trova nel Libro dei Giudici, è un’altra donna cattiva e perfida: per fare vincere i Filistei, fa cedere Sansone alle sue continue richieste che riguardano il segreto della sua forza leggendaria: quando Dalila scopre che sono i suoi capelli, mentre Sansone dorme, li taglia nel sonno. 

La maga Circe è una degli antagonisti principali di Ulisse, e quindi dell’Odissea: è la tipica maga e Femme Fatale che cerca di sedurre un uomo per tenerselo con sé. Alla maga Circe si ispirera’ il poeta Italiano Ludovico Ariosto per la fata malvagia Alcina, presente nell’ Orlando Furioso.  Altre figure femminili malvagie sono ovviamente Medea, la quale per gelosia nei confronti di Giasone, uccide I suoi figli per poi servirli cucinati per cena. Da questa famigerata maga crudele e senza cuore, uno psicologo e psichiatra di nome Jacobs, nel 1988 conia il termine Complesso o Sindrome di Medea (1988). Con tale definizione la psicologia e la psichiatra intendono descrivere tutte quelle donne che uccidono i loro figli, spinte dalle emozioni più oscure come la gelosia e la brama di possesso.

Un primo prototipo di Femme Fatale lo possiamo rintracciare nella Bella dama senza pietà, la protagonista oscura di una ballata del poeta Inglese John Keats (1795 – 1821). La fanciulla misteriosa è una donna affascinante ma molto velenosa, capace di fare morire chiunque le si presenti davanti.

 

La malvagità femminile dalla nostra società buonista non è vista come una minaccia

Ma la nostra società, buonista e matriarcale, non è ancora abbastanza matura per riconoscere in queste tipologie di donne un nemico.  Ammorbata dal pensiero femminista misandrico, il quale considera l’uomo e il maschile come il nemico principale da abbattere, lascia che la donna compia il male senza essere considerata come una cattiva e quindi come una donna malvagia. Sono infatti numerose le madri possessive e gelose nei confronti dei figli e dei mariti, donne che umiliano, denigrano e maltrattano psicologicamente e fisicamente i figli e spesso anche i mariti.  Ma la società non le considera donne malvagie, ma semplicemente “donne malate di mente o con patologie psichiatriche: io penso invece che tutte quelle donne che fanno del male ai figli o ai compagni e mariti, non siano delle donne con patologie psichiatriche, ma sono delle donne malvagie e cattive.  Così come esiste la cattiveria maschile esiste la cattiveria femminile, la quale è molto più sottile e tagliente. Ma la nostra società fa ancora molta fatica ad ammettere e a riconoscere tutto ciò.  Soprattutto quando a fare del male è una madre: nessuno riesce ad accettare che madre non vuole dire una persona buona che non ha istinti e pulsioni malvagie. Anzi, tutt’altro.  Studiando il comportamento animale, si è scoperto che tante specie animali, che vanno dai rettili agli uccelli, dai mammiferi alla specie umana, nei periodi di accudimento della prole le femmine sono molto aggressive. Cigni, galline, pipistrelli, ippopotami, scimmie, diventano aggressivi fino all’ incredibile quando percepiscono i loro piccoli minacciati dai predatori. Ma questo è l’istinto genitoriale che da milioni di anni guida e mantiene gli esseri viventi sulla terra. Nella specie umana spesso, l’istinto di difesa della prole può deviare il suo compito principale, cioè quello di difendere la prole, e può scagliarsi in modo distruttivo sulla prole stessa. Pensiamo per un attimo con quanta crudeltà e lucidità Martina Patti elimino’ la sua bambina piccola, Elena Del Pozzo, con il solo scopo di vendicarsi della nuova vita del papà.  Ma la società continua ad affermare che Martina Patti è una ragazza pazza affetta dalla Sindrome di Medea. Niente di più sbagliato.  Martina Patti è una donna crudele, un mostro in gonnella, che non hai mai voluto sua figlia. Una figlia usata come arma offensiva verso suo padre, a sua volta considerato soltanto un nemico dal quale vendicarsi. Avendo ucciso la piccola Elena, Martina Patti ha fatto del male anche a suo padre.

Foto: Wired

23 settembre 2022

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