Chi è il vero “cattivo” del film “Jurassic World: Il Dominio”? Una riflessione sul “Cattivo/a” e sulla malvagità umana [2]

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di Fabrizio Manco

La mancata percezione della malvagità femminile

Carl Gustav Jung (1875 – 1961), ha riconosciuto tra i molteplici archetipi del femminile, il cosiddetto Archetipo della matrigna cattiva, cioè tutte quelle figure del femminile oscuro legato alla strega, alla matrigna e alla dea Cibele.

La società, tuttavia, fa ancora fatica ad accettare che una madre usa la violenza sui propri figli.  Dalla madre ci si aspetta protezioni, attenzioni, coccole, difese; ma spesso non è così, e tante madri fanno del male ai loro figli.  Perché l’essere umano è malvagio, piu di quello che si pensa. Si parla sempre di femminicidi: ma non si prende in considerazione il numero impressionante di uomini ogni giorno maltrattati, torturati psicologicamente e denigrati, spesso anche dalle loro compagne, fidanzate o mogli, nel silenzio generale di tutti. Secondo Fabio Nestola sono circa sei milioni gli uomini che subiscono violenza psicologica ogni anno; stalking circa 2,5 milioni ogni anno, e violenza fisica circa 5 milioni. 

 

I villain femminili nella storia

Nella storia umana Villain femminili li possiamo trovare in molte regine e imperatrici: la regina Egizia Cleopatra (69 A. C. – 30 A. C.), l’ultima sovrana egizia della dinastia Tolemaica, la quale come una oscura Femme Fatale, seduce con il suo fascino molto oscuro uomini molto potenti come il tiranno Romano Claudio Giulio Cesare (100 A. C. – 44 A. C.)   e Marco Antonio (83 A. C. – 30 A. C.), il quale secondo lo storico Romano Cassio Dione (155 D. C. – 235 D. C.), “viene sedotto come un ragazzo e ne diviene schiavo”.

Altre donne Villain  della storia sono  la regina di Palmira Zenobia (240 D. C. – 275 D. C. ) , la quale pur di salire al trono fece assassinare il figlio e il marito, Teodora di Bisanzio ( 500 D. C. – 548 D. C. ), la quale fece approvare leggi severissime sul popolo e fece anche perdere le tracce ad un figlio avuto in una relazione precedente, e la sadica e crudele principessa Ungherese Elisabeth Bathory ( 1560 – 1614 ), la quale lei e le sue schiave e schiavi furono processati per avere ucciso centinaia di persone tra uomini  donne e bambini.  La storia macabra di questa principessa ungherese ha ispirato il moto della donna vampiro. 

La Vamp, La donna vampira, è un Villain del mondo del Fantasy e del genere fantasy. Vampirismo di E. T. A. Hoffmann, Carmilla la vampira di Joseph Sheridan Le Fanu, e Le tre mogli di Dracula, sono tutte personificazioni della malvagità e oscurità femminile. A queste si aggiungono la Donna automa e la donna bambola, come Coppeila, l’automa del racconto di E. T. A. Hoffmann, L’uomo della sabbia.

 

I Villain femminili nella letteratura fantastica e nel cinema

Lo scrittore Irlandese Joseph Sheridan Le Fanu, scrisse il bellissimo e inquietante racconto Carmilla.  In questo racconto compare, forse nella prima volta nella letteratura fantasy moderna, un Villain femminile. Se si escludono ovviamente le streghe di tutti i racconti della tradizione mondiale, Carmilla è il primo vero cattivo al femminile della letteratura fantastica.  Pubblicato per la prima volta nel 1873 e scritto da Joseph Sheridan Le Fanu (1814 – 1873), Carmilla narra di una ragazza bellissima, apparentemente sublime è delicata, ma che nasconde un oscuro segreto: lei è in realtà una sadica vampira, assetata di sangue umano, preferibilmente di sesso femminile.  Infatti, Carmilla è una fanciulla con spiccate tendenze lesbo, la quale si infatua della ragazza che la ospita, la signorina Laura.  Carmilla, con un viso angelicato e con dei capelli neri lucenti e lunghissimi, è l’archetipo della Dark Lady, una donna apparentemente Apollinea, ma che nasconde un terribile segreto Dionisiaco.  Un altro scrittore irlandese, Bram Stoker (1847 – 1912), si è ispirato proprio al personaggio di Carmilla per il suo Dracula, e soprattutto per le Tre mogli di Dracula, le quali amano nutrirsi del sangue di bambini, oltre ad essere le nemiche del Dr. Van Helsing. Tornerò dopo a parlare dei Villain femminili. 

 

Il Villain maschile: i nemici di Spiderman e di Batman

Spiderman/ l’uomo ragno, è uno dei più iconici eroi dei fumetti.  I suoi nemici sono il frutto della combinazione tra natura e tecnologia, come dimostrano i Villain principali di Spiderman: Doctor Octopus e Goblin. Loro sono mossi dall’odio e dall’invidia verso Spiderman. Doctor Octopus è uno scienziato impazzito che si è autoinstallato un sistema meccanico all’interno del suo corpo in grado di generare dei tentacoli meccanici di enorme potenza. 

Doctor Octopus però, è il secondo Villain di Spiderman per importanza: infatti il principale nemico di Spiderman, la sua vera nemesi è Goblin, ovvero Norman Osborn, uno dei più criminali in assoluto dell’universo di Spiderman.  Presidente della società Osborn Chemical Group, già poco raccomandabile di suo, essendosi esposto ad una radiazione di prodotti chimici, ne subisce l’effetto devastante per il suo corpo, fino a diventare un tutt’uno con il composto chimico, aumentando così il suo lato criminale.

Per Batman/ l’uomo pipistrello, i Villain più pericolosi sono principalmente quattro: Joker, Poison ivy, L’uomo pinguino e Catwoman. 

Joker è forse il cattivo più conosciuto di Batman, oltre a L’uomo pinguino; Joker in origine era un cabarettista in crisi creativa: per motivi economici decise di essere coinvolto in una grande rapina da due criminali.  Ma tutti e tre vengono fermati dalla polizia e da Batman, il quale fa cadere accidentalmente il futuro Joker in una vasca contenente delle sostanze chimiche. Tale incidente lo trasforma rapidamente e il suo corpo e il suo volto vengono deformati, dandogli l’aspetto di un pagliaccio criminale. L’uomo pinguino è in origine un semplice ladro professionista e crudele; sarà il film di Tim Burton, Batman: il ritorno (regia di Tim Burton, 1992, Warner Bros), a dare secondo me la versione migliore del Pinguino. Nella pellicola si narra che una coppia ha un figlio deforme e violento, e per questo lo rinchiudono in una culla ermeticamente chiusa e lo buttano nelle fogne, dove sarà trasportato dalle acque delle fogne in una comunità di pinguini, i quali lo crescono fino in età matura. L’ origine del pinguino di Tim Burton sembra la versione oscura della nascita e del ritrovamento del profeta Biblico Mosè. Anche gli antieroi e i cattivi hanno un ‘ origine simile a quella degli eroi, in quanto sono la loro nemesi. Ma l’origine del Pinguino pone una domanda: chi è il vero cattivo in questo caso? i genitori che lo hanno abbandonato da neonato o lui?

Alcuni villain si sono originati dalla nascita degli eroi.  Per esempio, Voldemort, il nemico di Harry Potter, si origina dalla stessa nascita di Harry, ed è per questo che Harry è condannato a scontrarsi con lui.

 

Ancora Villain femminili

Catwoman è un Villain femminile: in origine era una donna che faceva la segretaria. Ma essendo stata gettata dalla finestra, impazzita, lentamente si trasforma in Catwoman. 

Poison ivy è forse la donna più cattiva del mondo dei fumetti. In origine era una brillante studentessa di botanica.  Il suo professore decide però di utilizzarla come cavia per degli esperimenti di botanica. Da questo esperimento ne esce traumatizzata, ma lentamente prende posto nel suo animo la vendetta e l’odio. Mentalmente instabile, vive per la vendetta. Diventa così una massima esperta di botanica e di piante, realizzando spesso dei veleni tratti dalle piante per scopi ecoterroristici. Il suo fascino velenoso è utilizzato per sedurre sia uomini che donne. Abbiamo come Carmilla, una donna Villain bisessuale.  Infatti, puo sedurre anche le donne.  Il suo asetto è di un fascino inquietante: con i capelli rossi lunghi fino alla schiena, indossa dei vestiti creati con le piante. E seduce ogni persona che incontra con il suo veleno.

Sembra che i Villain femminili siano caratterizzati dal fascino e dalla velenosita’. Mentre i Villain maschili sono caratterizzati dall’utilizzo della tecnica e dalla scienza, quelli femminili dall’utilizzo del fascino, ma non manca ovviamente anche la fusione con la tecnoscienza. L’opera letteraria che sembra avere dato origine al personaggio di Poison ivy è il racconto di Nathaniel Howthorne (1804- 1864), La figlia di Rappaccini, racconto del 1844. La storia narra di un botanico che stava facendo esperimenti sui fiori velenosi utilizzando la figlia Beatrice Rappaccini. Quando uno studente italiano, esattamente di Padova, si innamora della figlia del Botanico, a poco alla volta viene avvelenato dai baci e respiri velenosi della ragazza, ormai diventata come una pianta velenosa. Tuttavia, con l’utilizzo di un antidoto lo studente si salva, ma è costretto ad eliminare Beatrice.  Anche qui abbiamo la metafora del femminile tossico e velenoso, che di nascosto avvelena e intossica tutti coloro che incontra nel suo cammino.

Foto: Wired

24 settembre 2022

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