“Chi ha fiducia cavalca la vita”: lettera alla famiglia di Marco Cosmo Alonzo

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di Massimo Selis

Il mondo rovesciato e chiassoso che attraversiamo ci ha resi troppo spesso incapaci di osservare i dettagli: eppure è proprio da questi che si riconosce una persona, si riconosce un’anima. Perché i dettagli non si mettono in bella mostra, come dei narcisi e degli arroganti, pronti sempre a prendere la scena. No, i dettagli rimangono appartati allo sguardo: bisogna avere gli occhi puri per poterli scorgere. Stanno sotto la coltre pesante delle apparenze che il mondo contemporaneo ha edificato.

Chi sa vedere i dettagli lo si riconosce da una caratteristica così tipicamente umana da essere oggi praticamente scomparsa: la fiducia. Chi ha fiducia cavalca la Vita e la irradia. Fiducia nell’altro, nelle sue parole, in quello che ha da dare o in quello che ancora non può dare, ma sarà capace di farlo un giorno. Fiducia è costruire sapendo che non sempre potrai vedere il frutto dei tuoi sforzi, ma non è questa la cosa più importante, perché il Bene resta.

Marco aveva fiducia, sapeva leggere le anime e pensava che dove il bello e il buono ha resistito alle storture del tempo presente, esso doveva mostrarsi e non restare come una luce sotto il moggio.

Marco sapeva ascoltare, come tutti quelli che vivono la fiducia come certezza profonda della bellezza della Vita, una bellezza che nemmeno la morte può scalfire.

Marco sapeva restare umile pur avendo tutte le qualità e i doni per atteggiarsi da saggio. Umile perché consapevole che le Verità ci vengono incontro e noi siamo qui per riceverle, masticarle e trasmetterle con pazienza agli altri. Marco era un “semplice” amministratore di Verità che non appartengono a nessun uomo, ma lui apparteneva ad esse.

Questo breve ritratto parrebbe scritto da qualcuno che lo ha conosciuto da molti anni, che con lui ha attraversato diverse stagioni della vita; invece chi scrive ha avuto la grazia di conoscerlo per pochi mesi. E proprio per questo sente di dover dire una sola, semplice, ma insopprimibile parola: grazie.

Grazie per il tuo sguardo pieno di incanto come quello di un bambino che davanti a sé contempla l’universo srotolare le sue meraviglie.

Grazie per la tua inusuale capacità di giudicare soltanto l’essenza delle persone, dei loro scritti, del loro parlare, senza curarsi di tutti gli orpelli che il mondo di oggi reputa invece come fondamentali.

Grazie per la tua curiosità che irradiavi a chi veniva in contatto con te. Il cammino della Sapienza è lungo e fatto di molte prove e ostacoli. Bisogna restare sempre vigili, e tu lo sapevi.

Grazie per la fiducia che hai sempre dimostrato nei nostri confronti, e siamo certi in moltissimi altri. Fiducia, mentre il mondo sprofonda nel sospetto e nella condanna “intellettuale” preventiva.

Grazie per la tua fede.

Ciò che di te è venuto a mancare è tantissimo. I tuoi canali, le tue interviste, il tuo gruppo di meditazione. Ma ciò che di te resta è ancora di più. Perché resta l’esempio di un’anima pura in un tempo che vorrebbe intorbidire tutto. Un’anima che parla a tutti coloro che la hanno incontrata e con lei hanno fatto un pezzo del cammino. A noi spetta continuare con convinzione ancora più grande perché quando una luce si spegne, è perché se ne accendano mille altre.

Con sincero e profondo affetto.

Massimo Selis

per la Redazione di Idee&Azione

 

Foto: Idee&Azione

2 novembre 2021