Cina e Russia non permetteranno ali USA di trascinare il Kazakistan verso il baratro

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di Hu Xijin

Il Kazakistan ha conosciuto i peggiori disordini dei suoi 30 anni di indipendenza, scatenati dall’aumento del prezzo del petrolio liquefatto, ma rapidamente seguiti da richieste politiche di «punire la corruzione» e di colpire il padre del paese, Nazarbayev. Il presidente Tokaev ha accettato le dimissioni del Primo Ministro, lo stato di emergenza è stato imposto nella capitale, Nursultan, e nella prima città, Almaty, il prezzo del GPL è stato abbassato a livelli più abbordabili, e Tokaev ha annunciato il 5 gennaio che diventerà presidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale (un posto precedentemente occupato da Nazarbayev. Ma gli ulteriori sviluppi della situazione sono ancora incerti. Un video mostra persone in una città che rovesciano una statua di Nazarbayev, inoltre otto agenti di polizia sono morti durante gli scontri.

La Russia ha già espresso l’auspicio che il Kazakistan normalizzi quanto prima la situazione attraverso il dialogo; ha inoltre affermato che il governo kazako avrebbe risolto i propri problemi interni e che l’intervento esterno è inaccettabile. Laohu ritiene che anche la Cina sosterrà fermamente gli sforzi del Kazakistan per stabilizzare la situazione con i propri mezzi.

Il Kazakistan ha il reddito pro capite più elevato dell’Asia centrale, ma negli ultimi due anni la stabilità politica del paese è stata gravemente compromessa da un’epidemia dilagante e dalla recessione economica. Nazarbayev è al potere da molto tempo e il paese ha accumulato, com’era prevedibile, classi d’interesse consolidate e un crescente malcontento pubblico, ma è stato il capovolgimento dell’economia e dei mezzi di sussistenza della popolazione a scatenare la rottura. Questo è il pretesto che le potenze occidentali stanno sfruttando in Kazakistan. È chiaro che vogliono creare scompiglio nel paese e il loro obiettivo è destabilizzare la strategia di buon vicinato tra Cina e Russia creando un fossato nel Kazakistan.

Tuttavia, né la Russia né la Cina permetteranno agli Stati Uniti e all’Occidente di spingere il Kazakistan in un abisso di turbolenze a lungo termine. I russi rappresentano attualmente circa il 20% della popolazione del Kazakistan, la Cina è il principale acquirente energetico del paese e l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai sostiene la stabilità dei suoi Stati membri. Basti dire che vi sono ancora molte condizioni interne ed esterne affinché il Kazakistan possa ritrovare la stabilità di un tempo dopo un periodo così caotico.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Askar Akhmetullin

22 gennaio 2022