Cina e Turkmenistan stipulano un partenariato strategico globale

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di Giulio Chinappi

In occasione della visita del presidente Serdar Berdimuhamedow a Pechino, il Turkmenistan e la Repubblica Popolare Cinese hanno stipulato un partenariato strategico globale, nuovo importante risultato della diplomazia cinese nel continente asiatico.

 

L’inizio del nuovo anno è stato caratterizzato da due importanti avvenimenti per la politica estera cinese in Asia. Il presidente Xi Jinping della Repubblica Popolare ha infatti ricevuto a breve distanza di tempo il presidente delle Filippine, Ferdinand “Bongbong” Marcos Jr., e il presidente del Turkmenistan, Serdar Berdimuhamedow.

Se la visita del leader filippino ha assestato un duro colpo a chi, in Occidente, sperava che Marcos percorresse una strada di politica estera diametralmente opposta rispetto a quella del suo predecessore, Rodrigo Duterte, l’incontro tra Xi e il nuovo presidente turkmeno, in carica da meno di un anno, ha contribuito a rafforzare le posizioni cinesi in Asia centrale, con la stipula di un partenariato strategico globale tra i due Paesi. La visita di Berdimuhamedow ha avuto luogo in occasione del 31° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Turkmenistan e Cina, stabilite il 6 gennaio 1992.

“L’elevazione segna una nuova pietra miliare nelle relazioni bilaterali, dimostrando pienamente la lunga tradizione di amicizia e le grandi speranze di entrambe le parti per il suo sviluppo futuro”, hanno scritto Zhang Han e Wang Qi in un articolo pubblicato dal Global Times. La Cina e il Turkmenistan intrattengono da tempo strette relazioni nell’ambito dell’energia, in particolare per quanto riguarda le forniture di gas naturale verso la Repubblica Popolare, ma ora i due governi sperano di allargare la cooperazione ad altri settori di importanza strategica.

A tal proposito, è utile ricordare che il Turkmenistan è un Paese chiave nel primo gasdotto transnazionale cinese che parte dal confine tra Turkmenistan e Uzbekistan, attraversa l’Uzbekistan e il Kazakistan, e infine raggiunge la regione cinese occidentale dello Xinjiang. Con una lunghezza totale di 1.833 chilometri e una capacità di trasporto del gas annuale progettata di 60 miliardi di metri cubi, il gasdotto è stato messo in servizio nel dicembre 2009 e il suo volume di trasporto giornaliero più alto ha superato i 160 milioni di metri cubi. Da questi dati si capisce come il Turkmenistan e le altre repubbliche dell’Asia centrale siano dei partner strategici fondamentali per la Cina, visto che contribuiscono a soddisfare il crescente fabbisogno energetico del gigante asiatico. In cambio, la Cina sosterrà, per mezzo della sua tecnologia avanzata, gli sforzi del Turkmenistan e degli altri Paesi della regione di sviluppare fonti di energie alternative, in particolare quelle eolica e solare.

Nel colloquio con il suo omologo turkmeno, Xi ha sottolineato che le due parti dovrebbero sostenersi a vicenda su questioni riguardanti i loro interessi fondamentali e rispettare il perseguimento da parte di entrambi di un percorso di sviluppo adatto alle proprie condizioni nazionali. “È importante che i due Paesi sinergizzino le loro strategie di sviluppo a un ritmo più rapido, facciano pieno uso di meccanismi come il Comitato di cooperazione Cina-Turkmenistan e continuino ad estendere l’ampiezza e la profondità della cooperazione, al fine di creare basi per le relazioni bilaterali con risultati tangibili di cooperazione”, ha detto il presidente cinese. “Di fronte a nuove circostanze e nuove sfide nel panorama internazionale e regionale, le due parti dovrebbero approfondire la cooperazione in materia di applicazione della legge, sicurezza e biosicurezza e reprimere congiuntamente le tre forze del terrorismo, del separatismo e dell’estremismo, per costruire un forte scudo di sicurezza per lo sviluppo di entrambi i Paesi”, ha aggiunto Xi Jinping.

Dal canto suo, il presidente dell’ex repubblica sovietica ha affermato che il Turkmenistan sostiene fermamente la Cina nella salvaguardia della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale e si oppone risolutamente a qualsiasi tentativo di dividere la Cina. Questa dichiarazione risulta essere di particolare importanza, in quanto Pechino ritiene la questione dell’unità nazionale di fondamentale importanza e come una dimostrazione di amicizia da parte dei propri interlocutori internazionali. Anche nella dichiarazione congiunta formulata al termine del vertice, il Turkmenistan ha ribadito che l’isola di Taiwan è una parte inalienabile della Cina, e che il governo turkmeno sostiene fermamente il principio di “una sola Cina” e si oppone a qualsiasi forma di “indipendenza di Taiwan”.

L’ampliamento delle relazioni sino-turkmene non ha solo effetti dal punto di vista dei rapporti bilaterali, ma ha una portata che coinvolge l’intera regione dell’Asia centrale. Gli osservatori hanno affermato che le relazioni Cina-Turkmenistan sono significative per la regione e ritengono che le due parti possano esplorare meccanismi per rafforzare la cooperazione su una varietà di piattaforme, come il meccanismo C+C5, che dal 2020 comprende la Cina e le cinque repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, mentre in futuro si potrebbe prospettare l’ingresso del Turkmenistan nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Cina e Turkmenistan sono anche due attori di grande importanza all’interno del processo di stabilizzazione dell’Afghanistan promosso da un meccanismo che riunisce il governo di Kabul con quelli dei Paesi limitrofi.

Secondo gli esperti, la cooperazione della Cina con il Turkmenistan e con le altre repubbliche dell’Asia centrale permetterà di mantenere una maggiore stabilità nella regione, e di opporre una maggiore resistenza ai rischi e all’incertezza attraverso i diversi e intrecciati meccanismi di cooperazione e dialogo, consentendo ai Paesi coinvolti di sostenere un percorso di sviluppo adatto alle loro condizioni nazionali.

Pubblicato su World Politics Blog

Foto: Feng Yongbin/China Daily

10 gennaio 2023

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