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Colloqui di Sochi: Russia e Turchia rafforzano il partenariato strategico

di Redazione di Katehon

Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno avuto un colloquio a Sochi il 5 agosto. Come ha riferito il Cremlino il giorno prima, l’ordine del giorno è stato formato in conformità con gli accordi raggiunti durante l’incontro a Teheran nell’ambito del vertice trilaterale dei leader di Russia, Turchia e Iran nel formato di Astana.

L’ultimo incontro tra i due leader a Sochi si è svolto il 29 settembre 2021 e in quell’occasione sono state prese importanti decisioni su temi quali l’energia nucleare, la lotta al terrorismo in Siria, la ricerca spaziale e la cooperazione nell’industria della difesa.

Economia: maggiore cooperazione, cereali e gas in cambio di rubli

Il servizio stampa del Cremlino ha sottolineato le “prospettive di ulteriore espansione dei legami commerciali ed economici e l’avanzamento dei progetti strategici congiunti nel settore energetico” come punti distinti dei colloqui tra i due leader. I media turchi hanno riferito in precedenza che Erdogan si aspettava di discutere durante il suo viaggio a Sochi della situazione in Ucraina e di un “accordo alimentare” – un accordo sull’esportazione di grano ucraino precedentemente mediato dalla Turchia.

Il presidente turco è arrivato a Sochi nel pomeriggio del 5 agosto. Prima del colloquio con il presidente russo, il leader turco ha dichiarato di voler aprire “una nuova pagina nelle nostre relazioni turco-russe”.  I due leader hanno sottolineato il proseguimento del dialogo sull’energia (sia sul gas che sulla costruzione della centrale nucleare di Akkuyu), nonché la questione delle esportazioni di grano dai porti sul Mar Nero controllati dall’Ucraina.

Prima dell’incontro tra i due presidenti, una delegazione economica del governo russo ha visitato la Turchia su invito di Erdogan, preparando una tabella di marcia per i colloqui. I due incontri devono sfociare nella firma di un memorandum sullo sviluppo delle relazioni commerciali ed economiche tra la Russia e la Turchia.

Al termine dei colloqui, i due presidenti hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui hanno concordato di “aumentare il commercio bilaterale in modo equilibrato e raggiungere i loro obiettivi; soddisfare le aspettative della controparte nei settori dell’economia e dell’energia; compiere passi concreti per rafforzare la cooperazione su questioni che sono state a lungo all’ordine del giorno di entrambi i Paesi, in settori quali i trasporti, il commercio, l’agricoltura, l’industria, la finanza, il turismo e l’edilizia”.

La Turchia, secondo la dichiarazione, ha anche accettato questa interpretazione del “pacchetto di accordi di Istanbul”, che include “esportazioni senza ostacoli di grano russo, fertilizzanti e materie prime per la loro produzione”, minando il blocco imposto dall’Occidente alla Russia.

La dimensione economica della cooperazione russo-turca continua a svolgere un ruolo importante nel contesto della guerra delle sanzioni occidentali contro il nostro Paese. In questo contesto, la Turchia sta diventando un hub per aggirare le misure restrittive. I magazzini dei porti turchi sono pieni di merci destinate alla Russia, ha riferito il quotidiano Dunya il 4 agosto, citando persone del settore logistico. La Turchia è diventata un trafficato hub di transito per le importazioni russe.

Come ha osservato il Presidente Putin prima della chiusura dei colloqui con Erdogan, “l’anno scorso abbiamo avuto un aumento del 57% del fatturato commerciale, e nei primi mesi di quest’anno, fino a maggio compreso, è raddoppiato”.

Un’altra importante decisione geoeconomica annunciata dopo i colloqui di Sochi: la Turchia pagherà il gas russo in rubli. Si tratta di un altro passo verso l’indebolimento dell’egemonia del dollaro.

Di ritorno in aereo dalla Russia, Erdogan ha dichiarato ai giornalisti che ci sono stati “cambiamenti molto seri” per quanto riguarda l’uso del sistema russo di carte di pagamento MIR, che consente ai russi in Turchia di pagare con le carte in un momento in cui Visa e Mastercard hanno sospeso le operazioni nel loro Paese. Erdogan ha detto che le carte MIR aiuteranno i turisti russi a pagare gli acquisti e gli alberghi.

Situazione in Siria e Libia

Il 19 luglio, durante l’incontro dei leader russi e iraniani nel formato di Astana, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che i presidenti “hanno discusso i passi che potrebbero essere fatti finora nella situazione attuale” riguardo alle formazioni curde filo-americane in Siria, “perché il problema del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, YPG – Unità di Autodifesa del Popolo, PYD – Partito dell’Unione Democratica è un problema comune”. In precedenza, la Russia si era formalmente opposta all’operazione della Turchia nel territorio in cui sono dispiegate le unità curde. Tuttavia, secondo il Presidente Putin, la situazione è inaccettabile “a Zayefrat, dove, con il sostegno di alcuni Paesi, si sta tentando di stabilire una presenza militare straniera illegale in violazione della sovranità dello Stato siriano e di fomentare sentimenti separatisti”.

Prima dei colloqui con Erdogan, il Presidente Putin ha sottolineato che la “crisi siriana” non sarebbe stata elusa.

È chiaro che sia la Russia che la Turchia hanno un interesse geopolitico a eliminare la presenza degli americani e dei loro proxy in Siria.

Prima dei colloqui di Sochi, esperti e analisti politici turchi hanno riferito che la cooperazione con la Russia in Medio Oriente e Nord Africa (Libia) potrebbe essere stata all’ordine del giorno, vista la crescente attenzione degli Stati Uniti per queste regioni.

Durante l’incontro, la parte turca aveva previsto di discutere delle relazioni bilaterali tra Turchia e Russia e anche degli sviluppi in Siria, Afghanistan e Libia, secondo l’agenzia di comunicazione presidenziale Erdogan. In particolare, questo è stato riportato dal canale statale TRT. Altri media hanno riferito che sarebbe stata discussa la questione libica.

Alla vigilia della sua visita a Sochi, politici libici di spicco – il presidente del Parlamento libico Agila Saleh, orientata a Mosca e al Cairo, e il vicepresidente del Consiglio presidenziale libico Abdullah al-Lafi – hanno incontrato Erdogan.

La dichiarazione congiunta dei leader russi e turchi si concentra sulle questioni siriane e libiche. I due Paesi sono solidali sulla questione della lotta ai terroristi e ai separatisti, che sono sostenuti dagli americani. In Libia, anche Mosca e Ankara dichiarano la loro solidarietà:

“Le due parti hanno confermato di attribuire grande importanza all’avanzamento del processo politico. È stata sottolineata l’importanza di preservare l’unità politica e l’integrità territoriale della Siria. È stata riaffermata la determinazione ad agire insieme e in stretto coordinamento tra loro per combattere tutte le organizzazioni terroristiche. Forte impegno per la sovranità, l’integrità territoriale e l’unità nazionale della Libia. Le parti hanno sottolineato l’importanza di tenere elezioni libere, eque e credibili, basate sul più ampio consenso possibile, e hanno riaffermato il loro sostegno al processo politico in corso guidato dalla Libia e di sua proprietà”, si legge nel documento, firmato a Sochi il 5 agosto.

L’analista politico turco Mehmet Perincek, nella sua valutazione del vertice di Sochi per il quotidiano Aydınlık, ha sottolineato che “Turchia e Russia possono agire insieme sulla Libia”. Le forze imperialiste possono essere rimosse dalla Libia. Se la Turchia convincerà la Libia occidentale e la Russia quella orientale, il problema sarà risolto. La Russia non è contraria alla vendita di petrolio alla Libia. Questo aprirà la strada alla vendita del petrolio libico e al suo utilizzo a beneficio del popolo libico”.

La situazione in Libia non è stata a lungo un argomento chiave di discussione tra Mosca e Ankara. Tuttavia, la sicurezza del Mediterraneo meridionale e orientale e la situazione dei mercati energetici dipendono da questo Paese nordafricano. In precedenza, Russia e Turchia avevano di fatto estromesso altre potenze dalla Libia, ma ora Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Italia e Francia sono visibilmente radicati nella regione. La Libia è strategicamente importante per l’efficace embargo petrolifero contro la Russia, per la fornitura di petrolio e gas all’Europa meridionale e per la stabilità del continente africano. È possibile trovare un terreno comune tra Mosca e Ankara, che mira soprattutto a diminuire l’influenza occidentale nel Paese e nell’intero Nord Africa.

Reazione occidentale

Il riavvicinamento tra Russia e Turchia ha allarmato l’Occidente. “Nelle capitali occidentali cresce l’ansia per l’approfondimento dei legami della Turchia con la Russia”, afferma il Financial Times. Sei funzionari occidentali hanno dichiarato al Financial Times di essere preoccupati per la promessa fatta venerdì dai leader turchi e russi di espandere la cooperazione commerciale ed energetica dopo un incontro di quattro ore a Sochi.

Un funzionario dell’UE ha dichiarato che il blocco dei 27 membri sta osservando la cooperazione turco-russa “sempre più da vicino”, esprimendo la preoccupazione che la Turchia stia diventando “sempre più” una piattaforma per gli scambi commerciali con la Russia. Parlando con la pubblicazione, funzionari anonimi degli Stati Uniti e dell’UE hanno affermato che potrebbero estendere le sanzioni ad Ankara se continuasse l’impegno economico con Mosca. Il 2 agosto, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto misure restrittive alla società turca MMK Metalurji, introducendo un nuovo pacchetto di sanzioni anti-russo. L’azienda possiede due fabbriche di acciaio in Turchia e un porto a Hatay.

La Turchia, sotto la guida di Recep Tayyip Erdogan, è emersa come una potenza regionale indipendente, uno dei centri del mondo islamico. Il Paese si comporta in modo sempre più indipendente dall’Occidente e cerca di integrarsi attivamente nell’ordine mondiale multipolare che si sta delineando. Su questa strada i suoi interessi strategici coincidono con quelli della Russia, anche se questi interessi divergono nelle questioni tattiche.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Startmag

9 agosto 2022