Con alcuni non è più possibile dialogare

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di Riccardo Paccosi

Io non trovo le parole per esprimere appieno il disprezzo assoluto, il profondo schifo, che mi suscita un uomo del genere.

La tesi di togliere il diritto di cura ospedaliera sulla base di un’opinione dissidente da quella maggioritaria, è un precedente giuridico che, di fatto, va ad abbattere il principio di assistenza sanitaria universale garantito dall’Articolo 32 della Costituzione.

Oggi, a essere deprivati dei dirirtti costituzionali sono i no vax, domani sarà chi ha dei precedenti penali, dopodomani sarà – come negli Stati Uniti – chi ha una condotta di vita poco sana e, riconosciuto colpevole d’aver attentato alla propria salute, non potrà avvalersi delle cure gratuite o della copertura assicurativa.

Negli anni dal 2008 al 2011 in cui ho fatto il “marxista nel PD”, c’era Bersani segretario.

Pur non facendomi illusioni sulla persona in quanto tale, pensavo che il suo mestiere fosse comunque quello di dover tentare delle mediazioni al ribasso tra quel poco di socialdemocrazia che permaneva in Italia e la furia distruttrice e nichilista del neoliberalismo. Pensavo questo sulla base anche della necessità, per il PD, di dover mantenere in vita i rapporti con il lavoro dipendente, nonché con un “popolo di sinistra” comunque incline a mantenere a scopo cosmetico una quota minimale di diritti sociali.

Quello su cui veramente sbagliavo, non era tanto il giudizio sul ruolo di Bersani quanto quello sul popolo di sinistra: una borghesia infame, intrisa di falsa coscienza, che non soltanto ha aderito pedissequamente al neoliberalismo, all’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e delle pensioni di anzianità; non soltanto i falsi e ipocriti che scendevano in piazza con le bandiere arcobaleno sono poi diventati, in pochi anni, sostenitori dei bombardamenti Nato e dei colpi di stato di destra in America Latina; non soltanto hanno sostenuto politiche eurofederali che hanno fatto triplicare, in Italia, il numero di famiglie viventi sotto la soglia di povertà; non soltanto hanno fatto tutto questo, dicevo, ma proprio come la borghesia italiana e tedesca di esattamente un secolo fa, con la massima disinvoltura e linearità, questa fascia sociale putrida che porta il nome di sinistra è passata dal liberalismo al fascismo, ovvero al sostegno a un regime che sottrae diritti civili ai dissidenti politici.

Una deriva dal Sol dell’Avvenire alle fogne del fascismo, che getta altresì una luce retrospettivamente pessima su tutta la biografia di queste persone: rircordando quando negli anni ’70 ampia parte di questa stessa borghesia si definiva “comunista”, possiamo oggi esimerci dal pensare che tale adesione dottrinale non fosse altro che una proiezione narcisistica e in mala fede?

Con questo popolo di sinistra, non può esserci più alcun tipo di dialogo o di relazione. A loro dev’essere consegnata solo la damnatio memoriae e la vergogna esattamente come al popolo tedesco che aveva accettato le leggi razziali e i campi di concentramento.

Il dialogo con chi la pensa diversamente dev’esserci e deve svilupparsi, ma riguarda quella vastissima area grigia di persone non schierate, quel 50% di popolazione che non va a votare e che non è rappresentata da nessuno.

Con chi appoggia l’eversione e lo smantellamento della Costituzione, invece, ogni dialogo è definitivamente precluso.

Foto: Idee&Azione

18 gennaio 2022