Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [10]

image_pdfimage_print

di Fabrizio Manco

 

Il lato oscuro e Dionisiaco del femminile.

Da quello che abbiamo appena letto, la femminilità è stata sempre considerata solo in una sola dimensione, e uso questa espressione prendendo in prestito un termine del filosofo Herbert Marcuse usata nel titolo della sua opera più famosa: L’uomo ad una dimensione, edita nel 1964. Nel libro di Herbert Marcuse, si criticava il fatto che l’essere umano nella moderna società industriale e capitalistica, governata dalla Tecnica e dalla tecnologia, sia considerato solo ed esclusivamente come un prodotto del capitale e come un mezzo per la tecnica. La femminilità e il femminile, volendo fare un’analogia, è sempre stata considerata soltanto ed esclusivamente o come vittima, o come pura e sublime: in una parola Apollinea. Ma questa considerazione è sbagliata e falsa. Il lato Apollineo che il femminile espone è soltanto una parvenza: il vero volto del femminile, così come di tutte le cose, è quello Dionisiaco, quello Infero legato alla luna.  La luna e l’acqua sono infatti il simbolo per eccellenza del femminile e della femminilità. E gli antichi però sapevano e conoscevano l’esistenza di questo lato oscuro delle donne, e lo hanno incorporato nei miti che raccontano di Lamie, Empuse, Dee Ctonie e streghe, le quali le ho accennato prima. Le streghe sono divinità Ctonie e oscure. 

In una interpretazione di Ulisse Aldrovandi (1522- 1605), il famoso zoologo e bibliotecario, dell’Anonimo Bolognese, un indovinello scoperto in una villa nella città di Bologna, che viene spiegata da Ulisse Aldrovandi nella sua opera Dendrologiae libri duo, pagina 146, queste parole:

“affermo che Elia Lelia Crispide è stata una delle amadriadi…. Vale a dire una delle Ninfe collegate ad una quercia dell’agro suburbano di Bologna, o in essa racchiusa. La ninfa gli apparve nell’aspetto più tenero e allo stesso tempo più arcigno…mostrando lineamenti assai mutevoli, e accese l’amore di Lucio Agatone Priscio, cittadino Bolognese e quel tempo, strappandolo sicuramente al caos, ossia alla confusione detta Agatonica, e lo colmo’di affanni e di tormenti penosi”.

Quello che sta cercando di dire Ulisse Aldrovandi secondo la mia interpretazione, è che la natura è ambivalente: tutta la natura da un lato mostra un volto rassicurante e sublime, ma in realtà nasconde un volto inquietante, perturbante e malvagio. Soltanto colui che sa accettare questo lato oscuro del mondo può trasformarsi in un vero Superuomo: il bambino, il Puer può farlo, poiché il Dionisiaco è il sì alla vita nel suo lato più oscuro, e il bambino ha le armi per accettare questo lato e trascinarlo dalla sua parte.

 

La strega nel folclore Russo e slavo

Prima ho accennato alle streghe nella cultura occidentale, ma esse sono presenti anche nelle culture Slave dell’Est Europa.  Nel folclore Russo, polacco, croato e bulgaro c’è la Baba Jaga, vista prima nella favola di Vasilissa la bella. Essa dimora in una capanna sorretta da zampe di gallina e mangia i bambini, o quali li pesta con un mortaio che porta sempre con sé. Il compositore Russo Modest Mussorgskij (1839- 1881) la descrive in un pezzo della sua Suite Quadri di una esposizione (1884- 1886). Ma nel folclore slavo è presente un altro demone femminile: La strega di mezzogiorno. Fu raccontata per la prima volta dal poeta Ceco Karel Jarobin Erben (1811- 1870), il quale la descrisse nella sua ballata dal titolo Polednice = La Dama di mezzogiorno, che fa parte della raccolta di ballate popolari Cecoslovacche Un Bouquet di ballate popolari del 1853. Il compositore Ceco Antonin Dvorak (1841- 1904), si ispirò a tale ballata e realizza un bellissimo poema Sinfonico dal titolo omonimo: La strega di mezzogiorno (1896: Op. 106/ B96). La musica di questo poema sinfonico ha l’inconfondibile impronta stilistica della musica di Dvorak: melodie bellissime caratterizzate da un ampio respiro sinfonico. In particolare, in questo poema Dvorak, descrive alla perfezione il lato dionisiaco e oscuro della strega e della sua presenza malefica, attraverso un uso degli archi di ampio respiro sinfonico che anticipa lo stile delle future colonne sonore. Il testo della ballata di Erben racconta la storia di una madre che è alle prese con il figlioletto molto vivace e che combina guai sui campi. La madre per farlo stare buono lo minaccia dicendogli che chiama la strega di mezzogiorno e lo fa prendere da lei se non la smette.  Ma il bambino continua. La madre allora chiama la strega, la quale si presenta puntuale nel campo di grano. La madre è sconvolta perché pensava di fare uno scherzo al bambino. Ma la strega non molla la preda. Quando ritorna il padre, trova sua moglie con il suo bambino morto: per non lasciarlo alla strega lo aveva soffocato.

Se possiamo fare un’interpretazione psicoanalitica, la strega dimora nell’ inconscio di quella madre, la quale non voleva quel bambino.  Nell’ inconscio femminile, infatti, dimorano le divinità ctonie e infernali, prettamente femminili, le quali odiano i bambini. C’è anche una certa ambivalenza nella maternità: se da un lato è Apollinea, cioè accogliente e sublime, dall’altro lato è Dionisiaca e distruttiva.

 

La strega di mezzogiorno

“Presso una casa di campagna c’è una mamma e un bambino; la mamma cucina e il suo bambino sta giocando, e mentre gioca fa molto rumore, tanto da disturbare sua madre. 

“basta, basta, devo cucinare, perché il papà stasera viene tardi!”,

 disse la mamma a suo figlio, ma il bambino continua a giocare facendo finta di non sentire;

Gurda che cosa hai fatto! hai fatto spegnere il fuoco!  ora come faccio a cucinare ! “potresti stare un attimo in silenzio?!”,

disse la mamma;

“Qua ci sono i giocattoli, i soldatini e i piccoli cannoni, mettiti in un angolo e gioca in silenzio”!

Ma il bambino faceva tanto baccano e sua madre non lo sopportava.

“fai silenzio, possa un calabrone pungerti, se no fai silenzio chiamerò la strega di mezzogiorno e di faccio portare via!”,

disse la madre al bambino, ma il bambino continuava a fare rumore e baccano, e allora sua madre sbotta:

“strega do mezzogiorno vieni a prendere questo bambino, liberami da questa piccola peste!”.

Subito si sente girare la manovella della porta: la porta della cucina lentamente si apre, e appare una vecchia donna dalla pelle bruna, con un cappello a punta, con un bastone e con le gambe storte.  La quale con una voce rauca e ululante come il vento disse:

“Eccomi, mi hai chiamato, e sono arrivata! sono la strega di mezzogiorno, dammi subito quel bambino! “ ;

La strega entra in cucina e lentamente come un’ombra si avvicina al tavolo e afferra il bambino, ma sua madre fa di tutto per non farlo prendere da quella strega, ma è troppo tardi: la strega è già vicina; il bambino muore soffocato nell’ abbraccio mortale di sua madre; la strega di mezzogiorno lo ha rapito e se lo è portato via. 

Quando torna il padre vede la terribile scena: sua moglie a terra con il bambino morto in grembo “.

 

Le azioni malvage delle streghe

Tutto ciò che i demoni femminili come le streghe realizzano ha a che fare con il male e con la malvagità; e anche i loro poteri sono legati all’essenza del male. Adesso di seguito riporto le azioni di queste creature malvage per fare chiarezza sulle loro azioni, le quali azioni sono degli atti criminali.

Manipolazione:

tutte le streghe come Beldam, sono delle abili manipolatrici seriali, e non hanno problemi a manipolare più persone seguendo lo stesso schema.  Sono creature che minacciano, inseguono e pedinano le loro vittime. 

Rubano i bambini:

le streghe rapiscono i bambini per pura malvagità, per approfittarsi di loro in quanto creature fragili e indifese; spesso ai bambini divorano la loro anima fino a farli morire, come fa Beldam del racconto in nostra analisi di Coraline e la porta magica.

Possono trasformarsi in quello che vogliono:

Come la strega di Biancaneve, Grimilde, la quale si trasforma in una vecchia decrepita per ingannare Biancaneve; come Malefica della Bella addormentata nel bosco, la quale può trasformarsi in un drago alato, e come Beldam del nostro racconto Coraline, la quale nel film e nel romanzo è capace di effettuare quattro trasformazioni: la prima forma di Beldam è quella che imita alla perfezione Ms. Jones (tranne che per gli occhi bottone), la vera madre su Coraline. La seconda forma che assume Beldam è quella di uno corpo magro e scheletrico e allungato a dismisura. La terza forma la mantiene soltanto per pochi istanti. E l’assume quando Coraline torna di nuovo nell’altro mondo per sfidarla; Beldam è uguale a sua madre Ms. Jones, compresi gli occhi.  La quarta e ultima forma è quella originale, la più antica: alta quasi due metri, scheletrica, con un corpo che somiglia ad un grande ragno/ mantide, con un viso simile ad un teschio e due grandi mani metalliche. 

I crimini di Beldam riguardano il rapimento dei bambini con lo scopo di rubarli per sempre ai loro genitori,  abuso della loro ingenuità, lavaggio del cervello ( un collegamento al Progetto Monarch) , tortura e mutilazione ( riferito al fatto che strappa gli occhi ai bambini per cucire su di loro i bottoni neri, e questo crimine è inoltre legato alla torture e persecuzioni delle  fanciulle perseguitate viste prima), cospirazione,  bugie seriali, abuso , tortura e sfruttamento degli animali ( Beldam si serve dei ratti e dei topi per i suoi scopi), ricatto ( chi vuole stare nel suo falso mondo deve farsi  cucire i bottoni sugli occhi).

Beldam inoltre sembra avere anche dei poteri illimitati, perché ha la capacità di ricreare praticamente tutto ciò che esiste. Ma solo cose che esistono nel mondo reale. Può creare in un istante la pioggia, i fulmini, gli oggetti, persone e situazioni: infatti l’altro padre è stato creato con una zucca nel film, e nel romanzo originale con una pasta simile a quella del pane, e l’altro Whyborn è stato fatto con la sabbia e un sacco di stoffa.   Beldam è quindi la manipolazione incarnata; è un Demiurgo malvagio che crea il mondo, un mondo a sua immagine e somiglianza intriso di male e di orrore, come la visione del mondo della corrente filosofica Gnostica. Lo Gnosticismo, un movimento filosofico è religioso diffuso soprattutto tra il Terzo e il Quarto secolo D. C., il mondo conosciuto è stato creato da un Demiurgo malvagio, una creatura inferiore, la quale non doveva nascere. Il mondo, quindi, è il regno del Dionisiaco, e il vero volto del mondo è appunto il volto oscuro di Dionisio. 

 

Origine e significato del nome “Beldam”.

Il nome Beldam ha molteplici origini e significati. sicuramente una prima origine la possiamo rintracciare nella pianta di Belladonna, la Atropa Belladonna, così chiamata in riferimento ad Atropo, una delle tre Moire, la quale aveva il compito di togliere la vita. Questo perché la pianta è velenosa, e l’avere mangiato per sbaglio le sue bacche provoca la morte dell’organismo, in quanto le bacche di questa pianta contengono un Alcaloide letale per gli organismi viventi. Si può quindi comprendere come la strega di Coraline, Beldam, fin dal nome è associata alla morte e all’ allavvenelamento: soprattutto delle anime e poi dei corpi. Durante l’Antichità e il Medioevo dalle bacche di questa pianta veniva estratto un liquido molto potente per realizzare pozioni velenose. Inoltre, l’effetto della bacca della Belladonna colpisce soprattutto gli occhi, i quali durante la fase di avvelenamento le pupille si dilatano e bruciano al contatto con la luce. Ancora un riferimento agli occhi e un riferimento ad un qualcosa di malefico che colpisce gli occhi.  Un’altra origine del nome Beldam è il nome Bella Dama, in francese Belledame / Belle dame, in inglese The Beautiful Lady. Nel poema di John Keats,  La belle dame sans merci del 1819, nella  quale il poeta nella sua immaginazione  narra di incontrare un cavaliere il quale gli racconta di avere incontrato in un luogo deserto e desolato,  una donna misteriosa e bellissima, La bella dama, la quale però si rivelò malefica: la dama infatti ingannava con la sua bellezza i cavalieri di passaggio, attraendoli in una caverna, dove subito si svelava per ciò che era: un essere malefico che consumava tutta la loro energia vitale fino a farli morire e schiavizzarli al suo cospetto. 

Foto: LAIKA

23 maggio 2022