Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [11]

image_pdfimage_print

di Fabrizio Manco

Le tre prove di Coraline e lo svelamento definitivo dell’altro mondo

“Fuggi signorina! scappa da questa strega finché hai il sangue nelle vene e il fiato nei polmoni!”,

dissero i tre fantasmini a Coraline, e improvvisamente l’altro Whyborn con tutta la sua forza strappa via Coraline dall’interno di quello specchio magico. Coraline però è convinta che sia l’altra madre che vuole farle del male, così cerca in tutti i modi di svincolarsi dalla morsa, ma quando vede l’altro Whyborn si rassicura: infatti si accorge che l’altro madre gli ha cuciti addosso un sorriso finto con l’ago per cucire. Coraline prova tristezza a vedere l’altro Whyborn con il finto sorriso:

“Whyborn! è stata lei ha farti questo?”;

L’altra madre in quanto creatura bugiarda e ingannevole, cercava sempre di fare apparire quel mondo come un luogo di felicità.  Come nel Paese dei balocchi della favola di Pinocchio, l’altro mondo era apparentemente allegro e innocente, ma dietro si nasconde l’orrore. A questo proposito anche nel   paese dei balocchi possiamo trovare nascosta la tematica dell’Apollineo e del Dionisiaco: l’Apollineo appare nei divertimenti, nei giochi e nella spensieratezza; il lato Dionisiaco appare sempre dopo, ed è rappresentato dall’ Omino di burro, dalla trasformazione in asini dei bambini e dallo sfruttamento degli asinelli nel circo. 

Coraline grazie all’altro Whyborn, che benché fosse creato dalla strega non era malvagio, si avvia verso la porta per tornare a casa; l’altra madre sente dei rumori e urla:

“Coraline, sei tu? come hai osato disobbedire a tua madre!”;

così velocemente Coraline si avvicina alla porta, ma vuole portare anche l’altro Whyborn, soltanto che lui rifiuta perché non è un vero essere vivente ma una imitazione con del materiale. Coraline le dice:

“ti prego Whyborn vieni con me, se resti qui ti farà ancora del male!”,

ma l’altro Whyborn mostra a Coraline di che cosa è fatto: un sacco di patate riempito con della sabbia.  Coraline entra precipitosamente nella porta, ma il corridoio non è più colorato e accogliente come prima: ovvio l’inganno era stato svelato, il velo Apollineo era stato squarciato, e il Dionisiaco si mostra per ciò che è; adesso il tunnel appariva roccioso, pieno di ragnatele e di oggetti lasciati ad ammuffire: barchette, cappellino e una piccola tunica: forse appartenenti a qualche bambino caduto nella trappola precedente. Coraline attraversa velocemente il tunnel e si ritrova di nuovo a casa nella sua cameretta, sua con i capelli tutti sporchi di ragnatele e polvere. 

 

“papà, mamma! sono a casa!”,

urla Coraline, ma nessuno rispose: dov’erano i suoi genitori?

nel libro di Gaiman, quando Coraline ritorna a casa, non vedendo i suoi genitori, chiama la polizia per denunciare il caso: ma l’agente di polizia non la crede, e pensando che sia uno scherzo di bambini, le consiglia di beversi una cioccolata calda e andare a letto.  Invece i suoi genitori erano davvero scomparsi, come svaniti nel nulla.  La gente comune non crede alle storie di rapimento da parte di una strega, sono cose da fiabe, da favole: insomma è roba per bambini.  Non può comprendere che il mondo è rivestito di un velo apparente e sottile, l’Apollineo, ma che in realtà nasconde un volto oscuro e tenebroso. 

Coraline, subito dopo si reca in cucina dove nel tavolo c’era posata la spesa di fatta da sua madre: ma era tutta marcia e aveva già attirato le mosche che ronzavano intorno al sacchetto: ma quanto tempo era stata intrappolata nell’altro mondo? dov’è si trovavano i suoi genitori; tutto improvvisamente si era fatto più grigio e piovoso; possibile che quella strega malefica aveva messo le sue mani anche nel mondo reale?

improvvisamente sente suonare il campanello, e tutta contenta corre ad aprire la porta, ma è solo il vero Whyborn, quello che parla, come lo chiama lei. Il vero Whyborn era venuto perché sua nonna voleva indietro la sua bambola, quella strana bambola dalle fattezze di Coraline che aveva fatto condurre Coraline nell’ altro mondo. Coraline capisce subito che la sorella di sua nonna forse l’aveva conosciuta: ma sicuro! Era una delle due bambine fantasma! Coraline racconta a Whyborn di essere stata ingannata da una strana creatura che diceva di essere la sua Altra Madre:

“tutto è più bello e più buono in quell’altro mondo!”,

disse Coraline a Whyborn,

“il cibo, i vestiti, i giochi, i vicini…. ma è una trappola!”;

Coraline quindi aveva capito finalmente tutto. 

“forse ho conosciuto la sorella scomparsa di tua nonna! ho parlato con tre bambini fantasma quando ero rinchiusa dall’altra madre all’interno di uno specchio magico; la bambola prima era vestita come il piccolo bambino che ho conosciuto che mi ha parlato per primo… dopo è stata la bambina con il cappello da pioniera, e dopo ancora è stata la sorella di tua nonna “!

ma Whyborn non capiva che cosa Coraline volesse dire con questa storia strana… di che cosa stai parlando Coraline?”,

chiese Whyborn a Coraline.

Infatti, lui non poteva saperne nulla, perché non era stato mai rapito dall’altra madre; anche se nell’altro mondo la megera aveva creato una versione di Whyborn con o bottoni sugli occhi.  Coraline cerca la bambola insieme a Whyborn ma non la trovano: dov’è si trovava in realtà.  Così in un attimo di rabbia litiga con Whyborn e lo fa scappare di casa, e successivamente Coraline si reca dentro la macchina di suo padre, e vedendo il cellulare di sua madre cerca di chiamarlo, ma risponde la segreteria telefonica. Va a trovare di nuovo le vere Ms. Pink e Ms. Forcible, alle quali racconto tutto ciò che le è capitato. Loro le consegnano uno strano anello di pietra pomice verde smeraldo con un foro al centro, ma lei si domanda a che cosa potesse servire un simile oggetto. Dopo di che, rientra in casa triste, perché i suoi genitori non li aveva trovati. Nella sua cameretta cerca di addormentarsi quando entra il gatto, ma nel vero mondo non parlava: si esprimeva con il linguaggio del corpo.  Il gatto fa capire a Coraline che i suoi genitori erano stati rapiti dall’altra madre, e porta Coraline davanti allo specchio vicino all’armadio. Lo specchio lentamente diventa nebbioso e mostra a Coraline i suoi genitori: erano entrambi infreddoliti e spaventati; suo padre teneva la mano sulla spalla della moglie, e insieme scrissero con il fiato dell’alito la parola:

 AIUTACI! SIAMO IN PERICOLO!

Coraline pianse disperata e chiese al gatto com’è era potuto succedere un qualcosa del genere: il gatto mostra a Coraline che sotto il suo letto c’era un ‘ altra bambola: e aveva le fattezze di suo padre e sua madre, in entrambi i lati. Era tutto chiaro: l’altra madre li aveva rapiti. Coraline piena di rabbia decise che l’unico modo per riavere i suoi genitori era tornare in quel mondo malefico e sconfiggere quella brutta strega. 

“i miei genitori non tornano è vero? non senza l’aiuto di qualcuno! e quel qualcuno sono io!”;

così piena di coraggio, prese una borsa, un cappellino, una forbice, una pinza, la pietra verde smeraldo, e mise tutto nella borsa: e con coraggio apre di nuovo quella piccola porta.

Il gatto la seguiva, e non appena entrarono nel tunnel, tornò a parlare:

“ti stai andando a cacciare dritta dritta nella sua trappola!”,

le disse a Coraline;

“me è l’unico modo per salvare i miei genitori, lo devo fare “

Le rispose Coraline;

“sfidala allora, proponile un gioco di sfida, lei adora i giochi!”,

 consiglia il gatto a Coraline.  Mentre camminavano nel buio del tunnel, un colpo di vento spense la candela che Coraline aveva acceso per farsi luce nell’oscurità: e ad un tratto scomparve anche il gatto! dov’era andato?

Coraline procedeva nell’oscurità, e improvvisamente appare sua madre; la sua vera madre? 

“Coraline! mia cara Coraline! sei tornata da noi!”

Però c’era qualcosa di molto strano: che ci faceva la sua vera madre nell’appartamento dell’altra madre? la ragazzina corse per abbracciarla, e mentre ancora la stringeva, la sua vera madre scompariva lentamente, e al suo posto comparve la strega Beldam: quel mostro in gonnella, aveva finto ancora, si era camuffata come la vera madre di Coraline per ingannarla!

“Tu non sei mia madre, sei sempre tu…. Il mostro in gonnella…. dove sono i miei genitori, i miei veri mamma e papà!… dimmelo!  brutto mostro! “

Le disse Coraline a Beldam.

Beldam appariva davanti a Coraline in tutta la sua bruttezza e malvagità: alta due metri, scheletrica, con i capelli neri, occhi bottone, un viso spaventoso e mani con delle lunghe dita artigliate e affilate con le unghie rosse. 

“non lo so dove sono i tuoi genitori…. forse si sono stancati di te e si sono fatti una vacanza in Francia! ….”

Le rispose beffardamente Beldam, ma Coraline rispose in tono di sfida:

“non è vero! sei bugiarda! li hai rapiti!”

“se non mi credi guarda in questo specchio!”,

le rispose Beldam; e le fece osservare uno specchio che lentamente mostrava le immagini dei veri genitori di Coraline, i quali erano con le valigie per farsi una vacanza:

“finalmente quella peste di Coraline non è con noi, possiamo andare a rilassarci dove vogliamo!”

 diceva la signora Jones a suo padre, il quale le rispose:

“finalmente siamo soli!”.

La visione sparì e Beldam disse a Coraline:

“adesso sei convinta piccola peste?!”

disse ancora in modo beffardo Beldam.

“io non ci credo! è sicuramente una tua diavoleria!”

rispose arrabbiata Coraline, e infatti era così. Beldam poteva ricreare ogni volta che lo voleva, tutti gli aspetti del mondo vero, e giocarci a piacimento, così da ingannare chi passava nelle sue trappole. Ma dentro di Coraline sorse un dubbio: e se invece era tutto vero? la visione di Beldam era reale?  ma il dubbio le passò subito in quanto ormai sapeva di che cosa era capace quel mostro . Beldam improvvisamente batte le mani, e un ratto malefico entra dalla porticina e consegna a Beldam una chiave: quella per aprire la porta, la quale Beldam la ingoia in un solo boccone. 

“perché tu non hai una chiave?”

le chiede Coraline,

“solo una è la chiave “,

le risponde l’altro padre, che ormai somigliava sempre di più ad una forma compresa tra un ortaggio, precisamente ad una zucca arancione, e a un sacco di patate, e con una voce ormai simile ad un organismo sfatto e affaticato.

Coraline continua a rivolgersi a Beldam in tono di sfida:

“non è vero, è un’altra bugia!”,

“adesso basta Coraline! non fare la bambina difficile, stai zitta che ti preparo la colazione!”,

rispose Beldam, e subito prese l’altro padre, o perlomeno la cosa che somigliava all’altro padre, e lo portò fuori in giardino, mentre uno scarafaggio dalle dimensioni umane portava a sedere Coraline in una poltrona. Mentre l’altra madre preparava la colazione, Coraline avveniva delle voci che gridavano, ma erano voci soffocate. 

“papà, mamma! dove vi tiene quel brutto mostro!”

disse Coraline tra sé e sé. Beldam le stava preparando una colazione a base di uova, crepes e pancetta, con una spremuta di succo di arancia. Coraline si sedette e propose a Beldam il suo piano:

“voglio farti una proposta!”,

le disse Coraline;

“perché non facciamo un gioco? so che ti piacciono molto i giochi “

disse Coraline con coraggio;

“a tutti piacciono i giochi “,

le risponde Beldam;

“e a quale gioco vorresti giocare Coraline?”,

le chiese viscidamente Beldam a Coraline 

“al gioco “trovatutto “, il gioco che permette di trovare le cose smarrite “,

rispose Coraline;

“e che cosa vorresti trovare Coraline “,

le chiese ancora più viscidamente Beldam a Coraline;

“i miei genitori, I miei veri mamma e papà, gli occhi dei bambini fantasma “,

disse Coraline a Beldam, la quale le rispose:

“ha già… gli occhi dei bambini fantasma “;

“se perderò “, continua Coraline, 

“resterò qui e potrai amarmi, e potrai cucirmi i bottoni sugli occhi!!”

“e se mettiamo il caso che tu vincessi il gioco?!”

le chiese con un sorriso sadico Beldam;

“allora me ne andrò “, le rispose Coraline, “e li libererò i miei veri genitori, e ci lascerai andare tutti, anche i bambini fantasma!”;

Beldam guardò Coraline con un sorriso perfido e poi le disse:

“affare fatto, accetto!”;

Coraline però le disse se prima poteva darle qualche indizio su dove cercare gli occhi dei bambini fantasma.  Beldam rispose con un indovinello:

“nelle tre meraviglie che ho creato per te, nascosto un occhio fantasma in bella vista è “.

 

Il primo ostacolo

Coraline ci pensò un attimo prima di accettare definitivamente, ma quando si gira per dare la mano a Beldam, lei era scomparsa: dov’era andata a finire quel mostro? inoltre Coraline all’inizio non capiva quali fossero queste “tre meraviglie “, quando ad un tratto si ricordò dal bellissimo giardino. Esce fuori lentamente e si inoltra nelle aiuole. Le piante carnivore e gli insetti questa volta attaccano Coraline facendola cadere, ma grazie alle forbici e alle pinze riesce a svincolarsi dalle grinfie dei rami che la volevano stritolare. Tre enormi vespe le rubano la pietra verde smeraldo, ma Coraline le lancia contro la sua borsa e le tre vespe finiscono a terra. Coraline recupera la pietra e guarda per la prima volta attraverso il buco: adesso il mondo attorno a lei appariva grigio e oscuro, era il vero volto di quel mondo: in lontananza vede brillare una luce, e capisce che è il primo occhi dei bambini fantasma; si precipita per afferrarlo quando sbuca l’altro padre a bordo della cavalletta, il quale le urla con una voce ormai uguale a quella di uno spettro:

“scusa Coraline, scusa tanto! è la madre non dipende da me!”,

facendo intendere che era soltanto un fantoccio manipolato da Beldam. Ma poiché non era una creatura malvagia, stacca il pomello del cambio di velocità dell’autovettura a forma di cavalletta e lo lancia a Coraline:

“prendi Coraline!”

e si abissa nel terreno. Non appena Coraline ha in mano il primo occhio dei bambini fantasma, tutto il giardino si trasforma in una distesa immensa di grigio, come una distesa di ghiaccio. Il pomello si illumina e appare il volto del primo bambino fantasma:

“grazie signorina! ci sei riuscita! mi hai trovato!, ma ci sono ancora altre due occhi!”,

“non ti preoccupare!”, rispose Coraline, “ci sto prendendo la mano “, e mise il primo occhio fantasma nella sua borsa. La luna nel cielo stava diventando lentamente oscura. 

 

Il secondo ostacolo

Se la prima meraviglia era il giardino, la seconda meraviglia era il teatro. Così Coraline entra nel teatro, che lo trova vuoto e buio. Si sentiva in lontananza le musichette e le canzoncine delle false Ms. Pink e Ms. Forcible: ma da dove venivano? Coraline prende la torcia caduta a terra e si fa luce in quel teatro vuoto: i barboncini di prima adesso erano diventati dei cani- pipistrelli con le ali, e infatti dormivano a testa in giù sopra il tetto del palco. improvvisamente sul palco compare una gigantesca caramella ancora impacchettata: Coraline prende la pietra preziosa e guarda attraverso il buco: all’interno della caramella si trovano due creature mostruose dalle sembianze femminili: una è rosa e l’altra bianca. Le loro mani sono unite. Coraline guarda attraverso la pietra preziosa attraverso il foro e scopre un’altra biglia, un altro occhio fantasma: ma quando lo estrae dalle mani, le due figure mostruose aggredito Coraline:

“ladra! ladra! ladra! ridadaccielo! ladra! ridaccelo!”, le urlarono.  Coraline Coraline prese la torcia e la tira nei cani- pipistrelli appollaiati sopra il cornicione del palco, così da scatenarli contro quei due mostri.  Coraline scappa appena in tempo, e tutto il teatro diventa una distesa di plastica grigia, come era avvenuto precedentemente con il giardino. Dalla biglia appare la bambina fantasma con il cappellino da pioniera, la quale disse a Coraline:

“signorina, faccia presto, la Sua tela si sta dipanando!”;

Coraline corse verso l’esterno e sali il piano superiore: era lì la terza meraviglia: Mr. Bobinskij e il suo circo dei topi.  La luna nel cielo stava diventando sempre di più oscura, come se un enorme bottone nero si mettesse al posto della luna. Salendo le scale, vide la veste dell’altro Whyborn svuotata della polvere.  Coraline la guarda con costernazione e poi urla al vento:

“Strega cattiva! Tu non mi fai paura!”;

in quell’appartamento trova l’altro Mr. Bobinskij, che ondeggiava come un sacco di patate, e con una voce da fantasma, che sembravano tre voci sovrapposte, le disse:

“ciao Balubushka! è questo che stavi cercando?!”,

mentre le mostrava la terza biglia contenente il terzo occhio fantasma; Coraline cerca di afferrarla, ma Mr. Bobinskij si allontana subito.  Coraline cammina in una stanza con poca illuminazione, tra cannoni giocattolo e forme di formaggio. Mr. Bobinskij poi le disse:

“Coraline, tu credi che vincere il gioco sia una bella cosa per te? te ne vai di nuovo nel mondo vero, con i tuoi noioso genitori, con la noia di ogni giorno! se resti qui con noi invece giocherai ogni giorno, e tua madre ti cucinerà sempre i tuoi piatti preferiti!”,

in realtà era l’altra madre che parlava, utilizzando il fantoccio di Mr. Bobinskij come una bocca. 

“tu proprio non capisci vero!”,

le disse Coraline,

“no, io non comprendo!”,

ma è ovvio che non comprendi!”, rispose Coraline, “sei soltanto una copia del vero Mr. Bobinskij!”,

e il falso Mr. Bobinskij le risponde:

“non sono più neanche questo!”;

Coraline con la pietra preziosa guarda attraverso il suo corpo e osserva la terza biglia, ma appena l’afferra una marea di topi e ratti escono dal sacco di patate a forma di Mr. Bobinskij. Coraline scappa ma viene aggredita dai ratti che le rubano la pietra preziosa.  Coraline inciampa nei fili e nei cannoni giocattolo e viene scaraventata sotto.  Ormai era tutto perduto pensò:

“ho perso il gioco, ho perso tutto!”,

la luna nel cielo si stava completamente coprendo di nero, quando improvvisamente sente un miagolio: era il gatto; che aveva appena staccato la testa ad un ratto e recuperato la terza biglia:

“mi sembra di averti già detto che non mi piacciono i ratti! …. e comunque questa mi sembra che sia tua!”,

e con la zampetta le diede la biglia.  Coraline si mise la biglia e il gatto dentro la borsa. Ringraziando di averla aiutata si avvia nell’appartamento dell’altra madre. Il gatto mostrava per la prima volta paura; non voleva entrare.  Adesso Coraline doveva affrontare l’ultima e definitiva prova. La sfida finale con la Grande Madre oscura. Improvvisamente tutto il mondo conosciuto si autodistrugge e un’immensa distesa di bianco avvolse ogni cosa. Un immenso nulla avvolse l’altro mondo. Tranne l’appartamento della strega Beldam. 

Foto: Psicologisti

24 maggio 2022