Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [13]

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di Fabrizio Manco

L’archetipo di Persefone e Kore

Se vogliamo tratteggiare le caratteristiche di Beldam e di Coraline, possiamo affermare che Beldam è Persefone e Coraline e Kore.  Persefone è una dea oscura e malvagia: è la grande madre regina malvagia, come Venere di Amore e Psiche e come Grimilde e Beldam; è quindi una divinità malvagia; ella è il lato oscuro della luna.  Kore/ Luna è più timida e più buona, e in quanto timida e introversa, ella è il lato luminoso della luna.  Le caratteristiche morfologiche dell’anatomia di Persefone e quindi della personalità Persefone sono un viso molto lungo, capelli lunghi prevalentemente di colore nero, sguardo malefico e occhi neri. Kore ha delle caratteristiche decisamente più dolci e Apollinei: viso tondo o comunque tendente al tondo, occhi di colore chiaro e capelli biondi o castani chiari.

Persefone, Proserpina per i Romani, è la Regina Oscura, la Regina dell’Oltremondo, in quanto compagna di Ade. Beldam è quindi la Regina Oscura Persefone, la Regina dell’Oltremondo: Coraline, infatti, è andata nell’ Oltremondo, a scontrarsi con la Regina Oscura.  È possibile quindi affermare che la favola di Coraline e la porta magica, sia il libro che il film, racconti la storia della morte e resurrezione di una bambina.  Il lato oscuro del femminile è infatti una morte dell’anima. Coraline ha attraversato la morte dell’anima. Come mai i genitori di Coraline non ricordano più di essere stati rinchiusi nella sfera di vetro con la neve?

Perché molto probabilmente sono rinati essendo morti anche loro, e quando si rinasce si cancella l’oscurità precedente. La conferma di questa mia interpretazione arriva dal libro di Neil Gaiman stesso, dove nella sua introduzione al racconto, spiega che la prima versione della sua storia narrava:

“La storia di Coraline, una bambina minuta per la sua età, che si trovò in grandissimo pericolo. Prima che tutto fosse finito, Coraline aveva visto ciò che si nascondevano dietro gli specchi, l’aveva scampata bella con una mano malvagia e si era ritrovata faccia a faccia con l’altra sua madre; aveva salvato i suoi veri genitori da un destino peggiore della morte e aveva trionfato su ogni avversità. Questa è la storia di Coraline, che perse i suoi genitori, per poi ritrovarli, e che si salvò “.

Un altro accenno alla morte da parte di Neil Gaiman lo si trova a pagina 43 del racconto originale:

“la porta si aprì su un corridoio buio: i mattoni erano scomparsi, come se non ci fossero mai stati.  Da quel corridoio veniva un agghiacciante odore di stantio: l’odore di qualcosa di molto vecchio e di molto lento “.

Un’altra citazione la troviamo a pagina 65:

“Coraline fece un respiro profondo e avanzo ‘ nel buio, dove strane voci sussurravano e venti lontani fischiavano. Adesso aveva la certezza che dietro di lei ci fosse qualcosa: qualcosa di molto vecchio e di molto lento…. E chiuse gli occhi davanti al buio. Alla fine, urto ‘contro qualcosa: la poltrona di casa sua: era a casa “.

Questi tre passaggi del racconto originale di Neil Gaiman parlano che Coraline ha visto la morte e l’ha attraversata, vincendo con la sua sfida, e quindi rinascendo ad una nuova vita. 

Ma non dobbiamo interpretare la morte come quella fisica: la morte di Coraline e dei suoi genitori è una morte dell’anima, quella che ogni giorno sembra essere presente in una grande quantità di esseri umani. 

Non sono tantissimi i film e le opere di narrativa che raccontano di donne malvagia o del femminile oscuro.  La nostra società considera la donna soltanto nel lato Apollineo, di Kore, della Fata Turchina e della Vergine Maria.  È difficile rappresentare la donna Strega, malvagia e oscura.   Tuttavia, alcuni film validi su questo tema ci sono. Uno di questi è Audition (1999), del regista Giapponese Takahashi Miike.  Il film, considerato il capolavoro del regista Nipponico e uno dei capolavori del genere Horror, narra la storia molto perturbante e oscura di una donna malvagia. Un uomo di mezza età, di nome Shigehaiu Ayoarama, diventato vedovo, viene convinto dal figlio Shigeiko Ayoama, a cercare una nuova compagna: così viene portato all’ audizione di un film di un amico regista, con il solo scopo di fare conoscere qualche ragazza a suo padre. Ayoarama viene colpito dalla bellezza sublime di una ragazza in particolare, Asami Yamazaki, la quale si presenta dolce, sensibile e delicata.  Ma ben presto Ayoarama deve fare i conti con l’aspetto oscuro e macabro di questa donna apparentemente sensibile e dolce: la ragazza, infatti, si dimostra un essere malvagio, una torturatrice seriale, che ha alle spalle numerose torture di essere umani. Infatti, a casa sua vive con un uomo dentro un sacco, il quale è stato da lei stessa mutilato di dita e lingua. Lo stesso Ayoarama viene assalito e torturato dalla donna, non appena scopre la verità su di lei. 

In questo film, oltre alla tematica della donna oscura e crudele, abbiamo ancora una volta il tema dell’Apollineo e del Dionisiaco. La stessa ragazza apparentemente sublime, si rivela un essere malvagio e crudele. Come ha sottolineato il filosofo Russo Aleksander Gel ‘ evic Dugin in un suo articolo pubblicato su Ideeazione il 1° luglio 2021, dal titolo Anatomia del Giappone moderno, il film Audition (1999), rappresenta l’archetipo della Grande Madre oscura. E aggiungo che la Regina dell’Oltremondo, la quale come Beldam in Coraline e la porta magica, è la Regina della distruzione e della morte. In lei non c’è nessuna Rinascita: la sua essenza è bloccata nella Nigredo, è un Sol Niger perenne.  Ecate è come Persefone: è la dea della malvagità, della notte, delle tenebre, regina dei morti e dell’inferno: Ecate e Persefone sono divinità Ctonie; infernali. E non a caso sono anche le dee della stregoneria, delle arti magiche e della magia nera. La dea Ecate nella mitologia e nelle raffigurazioni artistiche è quasi sempre accompagnata da molti cani neri. Infatti, è la protettrice dei cani. Come mai nel racconto di Coraline, nell’ altro mondo, sono presenti numerosi cani, in particolare gli Scottish Terrier, come si può vedere nel falso teatro allestito dall’altra madre? una plausibile risposta porta ancora acqua alla mia teoria secondo la quale l’altra madre è la Regina della notte e delle tenebre. I cani Scottish Terrier del racconto di Coraline sono i cani di Ecate. Non a caso, questa razza di cani, ha un mantello nero molto resistente agli sforzi e alla poggia, e anche la personalità di questi cani è molto dura e selvatica. L’altra madre ha contatti soltanto con ratti e con i cani. La femminilità spesso è stata collegata ai lupi e ai cani, e su questo non si deve fare mistero: la femminilità è molto istintiva e aggressiva, come l’istinto di un lupo o di un cane. 

 

Il lato oscuro di Dama Galadriel

Nemmeno la meravigliosa ed eterea Dama Galadriel,  la Regina Apollinea degli Elfi della Terra di Mezzo,  è immune dal lato Dionisiaco di Persefone e del Sol Niger: quando infatti Frodo Baggins  le mostra il suo fardello,  ovvero l’ Unico Anello,  subito dopo aver guardato nelle profondità dell ‘ acqua dello specchio di Galadriel , la Dama per qualche minuto tura fuori tutta la sia furia e tutto il suo lato oscuro e Dionisiaco, rivelando anche lei un cuore pieno di avidità e di desiderio di potere sugli altri:

“Frodo: se me lo chiedi, io ti darò l’unico anello!

Galadriel: me lo offri di tua iniziativa? Non nego che il mio cuore lo ha desiderato a lungo! al posto dell’Oscuro Signore tu avresti una Regina! Non oscura, ma bellissima e terribile come l’alba! infida come il mare! più forte delle fondamenta della terra! e tutti mi ameranno disperandosi!”.  

Mentre Dama Galadriel pronuncia queste parole, la sua figura sprigiona una luce accecante, ma diviene per un attimo anche nera e oscura.  Tuttavia, il suo lato oscuro, il lato di Persefone Oscura, non riesce a dominare, e Galadriel infatti dice:

“Ho superato la prova! me ne andrò all’ Ovest, ma rimarrò Galadriel “.

Secondo la mia interpretazione, Galadriel è riuscita a rimanere con il lato Apollineo, perchè ha rigettato l’oscurità di Persefone Oscura legata al dominio e al potere. Su questa figura dell’Universo Tolkeniano ci sarebbe tanto altro da dire, ma per il momento in questa sede va bene così.

Quindi come abbiamo visto ogni figura femminile ha il suo lato oscuro, la sua Ombra. L’ombra è presente in ogni personaggio nelle fiabe, come del resto ha scritto anche la psicoanalista Marie Louise Von Franz nella sua raccolta di due cicli di conferenze intitolata L’ombra e il male nella fiaba.  Così si può affermare che anche Coraline e il gatto hanno la loro Ombra, mentre Beldam rappresenta il male. La nostra società non riesce ad ammettere il lato oscuro femminile, e considera soltanto il lato Apollineo e pieno di luce, cioè la luna: ma come detto prima la luna ha la sua Ombra, il suo lato oscuro, che nella femminilità e nella donna si incarna nelle figure archetipiche della Dea madre Cibele e della Strega malvagia. L’ ambiguità del femminile, da un lato oscuro e dall’altro apollineo, è stato delineato anche dallo psicoanalista Tedesco Erich Neumann (1905 – 1960), il quale nella sua opera più significativa, La grande madre: fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio, analizzando il grande archetipo della grande Madre, divide la madre in Madre buona e Madre terribile. E in tale prospettiva Neumann afferma che nella madre buona può nascondersi la grande madre terribile, poiché come la femminilità dà la vita, così la può togliere.  Tale lato oscuro e ambivalente si trova nel mito di Attis e di Cibele: il giovane Attis viene sacrificato ad un albero sacro di Cibele: così come lo ha lei stessa partorito, così lo sacrifica ad un albero. 

Foto: Psicologiagessate

26 maggio 2022