Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [14]

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di Fabrizio Manco

Evoluzione della predazione, degli artropodi e origine degli occhi

L’aspetto predatorio è quello che caratterizza le streghe e gli esseri malvagi nelle fiabe, nelle favole e nel fantasy. Negli esseri viventi tale aspetto è legato alla sopravvivenza.  Possiamo affermare che la predazione ha origine antichissima e si può rintracciare già nelle primissime forme di vita unicellulari. Infatti, le cellule eucariote contengono i mitocondri. Tali organelli, ritenuti importantissimi per lo sviluppo cellulare e per la trasmissione dei caratteri genetici del DNA, si originarono quando le cellule procariote, cioè quelle senza nucleo, inglobarono al loro interno altre cellule, fagocitandole e digerendole. Molto probabilmente ciò accade nei primissimi milioni di anni della vita sulla terra, cioè circa 800/ 900 milioni di anni fa, nell’ epoca del Neoproteozoico, prima dell’Ediacarano. Durante questo periodo si evolsero anche le cellule protiste coanoflagellati, le quali sono dotate di flagelli e di ciglia per muoversi nell’acqua e nei fluidi, un po’ come gli spermatozoi. Esse, possono divorare altre cellule per nutrirsi.

Le prime forme viventi complesse pluricellulari dotate di aggressività e di predazione appartengono alla Fauna di Burgess, la quale comprende le specie bizzarre come Opabinia, Hallicigenia, Wiwaxia, ma soprattutto l’Anomalocaris saron, un bizzarro animale lungo anche fino a due metri, che aveva sviluppato una forte aggressività e predazione. Molto probabilmente è il primo animale pluricellulare dotato di un’accurata predazione.  Vissuto nei mari del Cambriano medio, tra i 530 milioni e i 505 milioni di anni fa, questo artropode cacciava i trilobiti, come dimostrano alcuni fossili con segni riconducibili all’apparato boccale dell’Anomalocaris saron.  Gli artropodi (Arthropoda, Letraille 1829) si evolsero nei mari del Siluriano, come dimostrano i fossili degli scorpioni marini preistorici: il Brontoscorpius anglicus,  che lungo fino ad un metro predava i trilobiti, i quali venivano afferrati e stretti nella morsa delle sue chele, il Paleophonus nuncius di aspetto simile ma più acquatico,  e il gigantesco Pulmonoscorpius Kirktonensis, vissuto nel Carbonifero inferiore, cioè 345 milioni di anni fa nelle attuali regioni della Scozia. In questi ambienti e nello stesso periodo vissero anche i primi teropodi terrestri come il Casineria Kiddi, l’Eucritta melanolimnetes e il Westlothiana lizziae,  i quali erano delle possibili prede di questo scorpione gigantesco che li attaccava avvelenadoli con il pungiglione e poi bloccandoli con le chele. Gli artropodi, che comprendono i ragni e alcuni dei loro rami hanno dato origine anche alle mantidi, furono le prime creature a solcare la terraferma, prima degli anfibi, e i primi predatori a calcare la terraferma cento milioni di anni prima dei dinosauri.  I dinosauri a loro volta si evolsero suddividendosi in teropodi carnivori, come i carnosauri, e in erbivori, come i sauropodi, gli ornitischi, e i saurischi . Ovviamente i dinosauri aggressivi e feroci erano i predatori come i teropodi carnivori.  Mentre i dinosauri erbivori potevano usare la loro aggressività se erano minacciati o disturbati. Nei mammiferi abbiamo lo stesso I carnivori e gli erbivori. I mammiferi carnivori come il marsupiale smilodonte, conosciuto come La tigre dai denti a sciabola, sono stati i primissimi mammiferi dotati di istinto predatorio, successivi al primo mammifero marsupiale  dotato di istinto predatorio : il Repenomamus  robustus ( Li  et al, 2000  ) vissuto nel Cretaceo superiore. 

Altre creature predatrici della preistoria sono i rettili marini come i plesiosauri, pliosauri e mosasauri, i quali durante il Giurassico e il Cretaceo sono stati letteralmente il terrore dei mari, cacciando e predando anche pterosauri che si avvicinavano al mare, dinosauri che si trovavano sulle coste e grandi pesci carnivori come gli squali.  I pesci stessi, originatesi da piccolissime creature, nel corso dell’evoluzione, tra l’Ordoviciano, il Devoniano e Mesozoico, raggiunsero anche delle forme gigantesche e mostruose, con una grande aggressività e istinto predatorio. Lo stesso schema evolutivo lo si trova nei primi anfibi e nei rettili. 

Gli occhi si evolsero per la prima volta in organismi piccolissimi antenati dei pesci come la Pikaia Gracilens, la Metaspriggina walcotti e lo Zhongxiniscus intermedia, tutte creature vissute nei mari del Cambriano, circa 500 milioni di anni fa sì.  Nel corso dell’evoluzione gli occhi si strutturarono negli artropodi, negli insetti, negli anfibi, nei rettili, negli uccelli e nei mammiferi.  Nei rettili marini come gli Ittiosauri, gli occhi raggiunsero la massima grandezza, come dimostrano gli anelli sclerotici dell’Olphtalmosaurus, un Ittiosauro vissuto nel Giurassico, e del Temnodontosaurus platyodon ( Lydekker,  1889), il quale aveva sviluppato gli occhi più grandi del mondo animale, con un diametro di circa 26 centimetri.  Negli uccelli gli occhi migliori li hanno sviluppati i rapaci. 

 

Simbologia della chiave

Nella favola di Coraline si fa spesso riferimento alla chiave: viene spiegato che la chiave è soltanto una: perché una è la psiche e l’anima di una persona. Inoltre, la strega Beldam ingoia la chiave.  Anche questo è un riferimento alla dea Demetra, che durante il banchetto di Tantalo ingoia la chiave. Ma quando Coraline apre la porticina per entrare nell’altro mondo, è un possibile riferimento all’apertura della porta che conduce al regno dell’Oltremondo. Nella mitologia egizia, infatti, la Chiave della vita o Croce ansata, permette a chi la possiede l’accesso al regno dei morti, ai misteri della vita e dell’universo e all’anima umana.  Ecco perché sostengo che la storia di Coraline, tra I tanti significati nascosti, racconta anche la storia di una bambina che raggiunge il regno dei morti. La storia originale che inizialmente Neil Gaiman voleva scrivere era la storia di una bambina che salvava i suoi genitori da un destino peggio della morte.  La chiave è qualcosa che permette di aprire porte, cancelli, armadi, ma anche la psiche e l’anima.  Ed è per questo che, come l’anima individuale, è unica, così lo è anche la chiave per accedervi e penetrare in fondo ad essa.  Concludo questo mio studio con alcuni versi tratti dall’ Inno a Demetra attribuito a Omero, che riassume entrambi i lati della femminilità: Apollinea è Dionisiaca. 

“Comincio a cantare Demetra dai bei capelli, e la sua figliola dalle caviglie sottili, che Adoneo rapì, glielo concesse Zeus onniveggente, signore del tuono, ingannando Demetra dalla spada d’oro, dea dalle splendide messi, mentre giocava insieme alle floride figlie di Oceano….

Stupita la fanciulla protese entrambe le mani per cogliere il bel balocco, ma la ampia terra si apri, e usci il signore figlio di Crono che ha molti nomi con i suoi cavalli immortali. Afferrò la ragazza e la condusse sul suo carro d’oro……

Ma quando entra nella terra, levò un lunghissimo grido: echeggiarono le vette dei monti e gli abissi del mare alla sua voce immortale, e la vendibile madre la senti. Un acerbo dolore le prese il cuore…. e si lanciò come un uccello sulla terra è sul mare, alla sua ricerca.  Per nove giorni allora l’augusta Demetra vagò sulla terra, stringendo in mano fiaccole ardenti…. e le venne incontro Ecate, con in mano una torcia, la quale le disse: “Augusta Demetra, chi fra i mortali ha rapito Persefone? Infatti, ho sentito le sue grida, ma non ho visto con i miei occhi chi fosse!”

Persefone diventa così la dea oscura, che vuole separarsi da tutti gli Dei dell’Olimpo, finché non riavrò la sua adorata figlia. Inoltre, nel suo cuore medita un piano terribile contro i mortali: colpire i loro raccolti.  Nessun dio riesce a convincerla, e la dea si rifugia a Eleusi.  Così diventa la dispensatrice di abbondanza, ma allo stesso tempo è la dea della distruzione di ogni raccolto: Persefone è il bene e il male, la distruttrice di ogni cosa e la dispensatrice di abbondanza.

 

Bibligorafia

Coraline: Neil Gaiman, Edizioni Mondadori. 

Coraline e la porta magica: Film di Henry Salick, Focus feautures, Laika Entertainment, Pandemonium films.

  1. R. R. Tolkien: L’8 degli Anelli: La compagnia dell’anello: Edizioni Bompiani.

Carl Gustav Jung: Psicologia e Alchimia: Bollati Boringhieri.

Carl Gustav Jung: Mysterium Coniunctionis: Bollati Boringhieri.

Marie Louise Von Franz: l’ombra e il male nella fiaba: Edizioni Bollati Boringhieri. 

Erich Neumann: La grande madre: fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio: Edizioni Astrolabio. 

Aleksander Nikolaevic Veselovskij: La fanciulla perseguitata.

Aleksander Gel ‘ evic Dugin: introduzione a Noomachia: lezione 1: Noologia. 

Inni Omerici: Edizioni Bur/ Rizzoli. 

John Keats: Poesie: Edizioni Mondadori. 

Didascalia delle immagini: copertina della locandina del film “Coraline e la porta magica “, e delle diverse edizioni del libro di Neil Gaiman; fonte: Google. 

Foto: Wikipedia

27 maggio 2022