Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [6]

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di Fabrizio Manco

La simbologia della porta

La porta, la caverna, il pozzo e altre entrate con porte e portoni, oppure come gli antri delle montagne, sono tutti portali che conducono in altri mondi e in altre dimensioni. Tali portali li troviamo per esempio nella fiaba di H. T. A. Hoffmann “Lo Schiaccianoci e il Re dei topi (1816), contenuta nella raccolta I Fratelli di San Serapione (1816). Ma i portali per entrare in altri mondi li incontriamo soprattutto nel genere Fantasy e fantastico, in opere come “ Le cronache di Narnia “ ( 1950- 1956 ) , soprattutto nel racconto “ Il leone, la strega, l’armadio” ( 1950 ) , nel “ Il Signore degli Anelli “ ( 1954 – 1955- 1956 ) , dove in particolare nel primo libro “La compagnia dell’ anello” ( 1954) e nel terzo “ Il ritorno del re “( 1956 ) ,  compaiono numerosi portali e porte, come la porta del regno del popolo dei Nani del primo romanzo della Trilogia. Ma la porta che conduce in altri mondi è presente soprattutto nei due racconti dello scrittore inglese conosciuto con lo pseudonimo di Lewis Carrol (1832- 1898): Alice nel paese delle meraviglie (1865) e il seguito Alice attraverso lo specchio e quello che vi trovo’ (1871), nei quali racconti fantastici, porte, caverne e specchi, sono tutti dei portali per accedere in altri mondi, e che contengono atmosfere e situazioni che hanno molto ispirato l’opera Coraline di Neil Gaiman. Porte che si aprono su altri mondi sono presenti anche nel film Arthur e il popolo dei Minimei (2006) di Luc Besson, il quale film è tratto dagli stessi romanzi per l’infanzia scritti da lui, Arthur e il popolo dei Minimei e Arthur e la città proibita, nei quali racconti attraverso un portale su giunge in un’altra dimensione popolata da essere piccolissimi come gnomi: i Minimei.  Numerosi riferimenti alle porte e alla loro simbologia le troviamo anche nel film della Pixar Monsters&Co (2002, Pixar, peter Docter and Lee Unkrich), nel quale il mondo reale e il mondo dei mostri è collegato e allo stesso tempo separato, da porte che permettono il passaggio dei mostri direttamente nelle camerette dei bambini.  Un’altra presenza della porta la troviamo nel film di Tim Burton, per la regia di Henry Salick, Nightmare before Christmas (1993, Touchstone Productions), dove Jack Skeleton, il protagonista della pellicola, cade accidentalmente all’interno di una porta contenuta in un albero dove viene condotto nel mondo di Babbo Natale. 

 

L’inganno dell’altra madre

Tornando al nostro racconto, la misteriosa donna con i bottoni al posto degli occhi, la quale si fa chiamare l’Altra Madre, è in realtà una creatura mostruosa, dalle fattezze di un gigantesco ragno mantidiforme: Essa è una strega di nome Beldam, come Coraline scoprirà dopo, e del quale parleremo in seguito. 

Ciò che l’altra madre fa fin dall’inizio però, è quello di fare credere a Coraline che lei è veramente sua madre e che le vuole molto bene. E per farle credere che lei la ama tantissimo, le prepara ogni volta i suoi piatti preferiti ed è sempre pronta a giocare con lei.  Ma ben presto Coraline si accorgerà che è tutto un inganno, scoprendo la dura verità sull’ Altra Madre.

 

L’inganno dell’Altra Madre e dell’Altro Mondo: l’Apollineo e il Dionisiaco in” Coraline e la porta magica”

Se nel mondo originario Coraline vive con due genitori distaccati e freddi, nell’ Altro Mondo tutto è apparentemente più bello e più allegro: i suoi genitori, il cibo, gli amici, i vicini, la casa, il divertimento; l’unica differenza inquietante, è che gli abitanti di quell’ Altro Mondo hanno dei bottoni al posto degli occhi. 

Fin dalla prima volta che Coraline entra nell’altro mondo, l’ambiguità dell’altra madre è molto palese: per cena le fa trovare tutte le cose più buone che un bambino possa desiderare: una meravigliosa tavola imbandita con un pollo arrosto con patatine fritte, bevande di frutta esotica e una gustosissima torta di benvenuto con la scritta decorata sopra “Benvenuta a casa!”, e un trenino giocattolo che porta le bevande; insomma, tutto l’opposto di casa sua.

“Ti stavamo aspettando Coraline “! esordisce l’altra madre.

“a chi ha me?!”, risponde Coraline,

“ma io ho già due genitori “, dice Coraline,

“Si, ma noi siamo i tuoi altri genitori, io sono la tua Altra Madre è lui è il tuo altro padre, tutti i bambini hanno altri genitori!”. 

La creatura di nome Beldam, quindi, è camuffata come l’Altra Madre, una donna quasi simile alla madre originale, e cerca in tutti i modi di rapire la fiducia della bambina con le menzogne.  Addirittura, finge di essere una madre che adora i giochi che fanno i bambini con il fango:

“maschere di fango, torte di fango, creme di fango… noi qui adoriamo il fango, e ci piace molto giocare sotto la pioggia; ho guarda! sta piovendo!”,

“dove, io non ho visto nessuna pioggia “!

risponde Coraline molto confusa;

E proprio in quel momento un tuono e una saetta fulminea a forma di una mano rapace si intravvede da dietro la finestra, la quale forma somiglia molto alle mani manipolatrici che si osservano all’inizio del film. 

Foto: LAIKA Features

18 maggio 2022