Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [7]

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di Fabrizio Manco

Lo svelamento dell ‘ altra madre e dell’altro mondo: il Dionisiaco e l’Apocalisse di tutte le cose

Dopo che Coraline ebbe il colloquio con il gatto, si reca subito alla casa / teatro di Ms. Pink e Ms. Forcible, dove c’è in programma un imminente esibizione di loro due. Appena entra a teatro trova soltanto dei cani con i bottoni sugli occhi come pubblico: erano tutti uguali agli stessi barboncini neri delle due attrici: oltre a Coraline, l’unico “essere umano “presente in sala era l’altro Whyborn con i bottoni sugli occhi. Coraline insieme all’altro Whyborn, aveva già visto uno spettacolo nell’altro mondo: l’esibizione dell’altro Mr. Bobinskij con i bottoni sugli occhi che faceva esibire i suoi topolini ammaestrati nel circo dei topi. 

Lo spettacolo delle altre Ms. Pink e Ms. Forcible con i bottoni sugli occhi fu un successo: le due attrici si esibirono prima eseguendo il numero di un’operetta, dove la prima interpretava la sirena dell’Odissea di Omero, e la seconda Afrodite.  L’altra Ms. Pink canta la canzone vestita da sirena. Da notare che nel film in questa parte, ci sono tanti riferimenti al mondo della cultura, come il poema di Omero, L’Odissea, il dipinto di Sandro Botticelli, La Venere, e Amleto di William Shakespeare. 

“io son la sirena che viene dal mar, colei che i cuori sa spezzar,

Ma se ami donnine, volgari e bruttine, il tuo cuor potrei rubar!”;

Subito dopo entra in scena Ms. Forcible, vestita da Afrodite, la quale canta una canzone di replica alla sirena:

“se sei metà pesce puoi solo sperar, di ballonzolare nel mar,

Ma quando di getto si riempie il corsetto, e al mondo ci si va di inchinar!”;

 E subito dopo entrambe si alternano con le battute nella stessa canzone:

“se l’ostrica è vecchia e con il seno scadente, non può rimanere nel buffet,

Genuini si nasce!

 tu puzzi di pesce!

 ho udito un fantasma?!

 l’invidia ti plasma!

 la sirena che incanta!

 io Venere nata,

Sarò la regina del mar “.

Dopo questa esibizione Ms. Pink e Ms. Forcible si aprono il vecchio costume, dal quale escono in versione giovanile, e sulle note del Can – Can di Offenbach, recitano uno dei brani più famosi di William Shakespeare, tratto da un monologo di Amleto:

“che sublime capolavoro è l’uomo, quanto è nobile nella ragione, quanto infinito nelle risorse, nella forma e nelle movenze, quanto è espressivo e mirabile negli atti, come un angelo, nell’ intelletto è come un Dio! il re degli animali “.

E mentre le due altre Ms. Pink e Ms. Forcible recitano questi versi, fanno delle acrobazie, prendono Coraline dalla sedia e la trascinano nel soffitto del teatro, dal quale lei cade e viene presa al volo da entrambe; lo spettacolo è un successo, l’altro Whyborn lancia una rosa a Coraline Co complimento e i cani abbaiano come se fossero applausi.  La serata è stata meravigliosa, e Coraline eccitatissima racconta tutto agli altri genitori che la stanno aspettando all’uscita.

L’altra madre però sembra essere leggermente diversa come anatomia rispetto a prima: adesso il suo fondoschiena sembra essere molto più bombato e allungato, quasi come la parte posteriore di un insetto. 

“tu adori stare qui vero Coraline”,

dice l’altra madre a Coraline;

“sì mi piace tantissimo!”,

risponde Coraline tutta contenta;

“ma puoi restare qui per sempre, se lo vuoi “,

dice l’altra madre in modo allettante,

“davvero, posso restare con voi per sempre?”, risponde tutta eccitata Coraline, 

“sì, certo che puoi restare qui da noi; tua madre ti preparerà sempre i tuoi piatti preferiti, e ti comprerà tutto ciò che vorrai, e inoltre noi giocheremo e ci divertiremo ogni giorno!”, afferma l’altro padre;

“c’è soltanto da fare una piccola cosa se vuoi stare qui “, dice l’altra madre;

“Che cosa?”, risponde Coraline incuriosita;

“oh! è una sorpresa!”, dice l’altro padre;

E portano Coraline a sedere a tavola, e una volta seduti l’altra madre mette davanti a Coraline un cofanetto di forma esagonale, dicendole:

“per te, bambolina nostra “,

Coraline tutta incuriosita apre subito il cofanetto, ma appena toglie il coperchio vede due grandi bottoni neri, un rocchetto di filo di stoffa e un ago uncinato! i due bottoni neri e il rocchetto di stoffa con l’ago uncinato, erano posizionati come per formare un viso con due occhi e un naso; e subito Coraline capisce che qualcosa non quadra e incomincia ad avere dei dubbi sull’altra madre, la quale come se niente fosse le dice:

“il colore nero è quello tradizionale, ma puoi averli anche rosa, verdi, rossi o vermigli… certo ne sarei un po’ gelosa “,

“No mai! “

 urla Coraline all’altra madre comprendendo subito il ricatto e sbattendo via il cofanetto, “non mi metterò mai i bottoni sugli occhi!”,

“oh ma devi dire di sì se vuoi stare qui!”, risponde l’altra madre come se niente fosse;

“È così appuntito che non sentirai niente!”,

afferma l’altro padre, ma subito dopo aver detto questa frase, l’altra madre le tira un calcio da sotto il tavolo. Come mai? di che cosa si preoccupa l’altra madre? che si venisse a scoprire che cosa?

Coraline non sa cosa fare, e l’altra madre e l’altro padre si alzano e le vengono incontro confortandola falsamente, e l’altra madre le dice:

“lascio a te la decisione, è una tua scelta, noi ti sosterremo e ti saremo vicini “,

ma Coraline si alza e si finge stanca, e dice agli altri genitori che vuole andare a dormire:

“come! prima di cena!”

esclama l’altro padre, 

“non ho fame, e poi sono stanca, voglio dormirci sopra sulle mie decisioni “,

“se vuoi ti rimbocco le coperte “, dice l’altra madre;

“no grazie hai fatto già abbastanza per me “,

le risponde Coraline, 

“ma figurati…. vedrai che io … cioè noi “,

dice l’altra madre avvicinando l’altro padre,

“faremo tutto ciò che è meglio per te, e Presto vedrai le cose come noi …”

Il falso lato Apollineo che fino a quel momento aveva camuffato quell’altro mondo pieno di orrore stava lentamente svanendo e il Dionisiaco si stava lentamente rivelando per ciò che è.  Coraline corre subito per le scale salendo in camera sua, dove prende tutti i giocattoli e lo mette in un baule e con esso blocca la porta; poi si mette a letto cercando di addormentarsi il prima possibile per sfuggire da quella strega malvagia. Cerca di addormentarsi ma è troppo nervosa, sente ancora quelle frasi malvage e ingannevoli nella sua mente:

“c’è soltanto da fare una piccola cosa!”,

“è così appuntito che non sentirai niente!”,

“presto vedrai le cose come noi …”.

Tutte le altre volte, quando Coraline entrava nell’altro mondo, si addormentava nel letto quando doveva andare via, e la mattina si ritrovava nel suo mondo vero. Ma questa volta è diverso: non riesce più a dormire ed è intrappolata nell’altro mondo: quindi quell’altra dimensione è reale. 

La frase

“presto vedrai le cose come noi “,

 è la tipica affermazione di una personalità manipolatrice, che mira a fare il lavaggio del cervello alle sue vittime, per resettare e disintegrare il suo modo di pensare e portarlo nella sua direttiva di idee malate; per esempio, tutte le Ideologie si comportano in questo modo. Le Ideologie non sono altro che il Programma Monarch applicato alle masse: poiché ciò che vuole l’ideologia è manipolare gli individui, bisogna riprogrammare la loro mente e portarla a vedere ciò che essi vedono.

Coraline scende di nuovo le scale di corsa per cercare di fuggire; ma sente il suono del pianoforte dell’altro padre nella stanza accanto: si precipita ad aprire la porta e vede l’altro padre che suona piccole note lugubri con un dito:

“Ehi tu!”, urla Coraline, 

“dov’è l’altra madre, voglio andare a casa io “,

L’altro padre però non è più allegro come la prima volta; qualcosa in quell’altra casa stava cambiando, ormai l’inganno si stava mostrando per quello che è:

“tutto sarà bello, quando la madre lo rinfrescherà, la sua forza è la nostra forza “,

dice l’altro padre a Coraline, ma improvvisamente le mani del pianoforte lo bloccano e tappano la sua bocca, indicandogli di non parlare:

“non posso parlare quando la madre non c’è!”,

 dice desolato l’altro padre. 

“dov’è l’altro Whyborn, forse lui può aiutarmi!”

dice Coraline, ma l’altro padre risponde:

“non può! ha messo il muso lungo e la madre non ha gradito “,

e dicendo questo viene bloccato con molta più forza dalle mani del pianoforte. Coraline scappa via spaventata e sconvolta, e corre via fuori da quella casa, nel sentiero in mezzo al bosco, dove incontra di nuovo il gatto nero.

Il bosco è il luogo per antonomasia dello smarrimento interiore e della desolazione dell’anima, della notte buia dell’anima prima della rinascita. Ma la foresta buia rappresenta anche la Grande Dea Madre, che prima accoglie con la sua protezione, ma dopo fa smarrire la propria via. 

I bottoni sugli occhi di questo racconto sono la rappresentazione simbolica del non avere un’anima, non avere una dimensione interiore. Poiché gli occhi sono il simbolo dell’anima e dello sguardo interno, non avere gli occhi e avere al loro posto dei bottoni, è il simbolo del vuoto interiore: e il ricatto dell’altra madre affinché Coraline potesse avere tutto ciò che apparentemente di bello l’altro mondo le offriva, è il tipo atteggiamento di personalità vuote e oscure, che ricattano gli individui per manipolarli per i propri scopi. È l’atteggiamento della nostra società occidentale quella dei consumi, dove ogni giorno gli individui sono plagiati e manipolati dalla pubblicità, dalla moda, dai Mass- Media, dai Social, da Internet, dalle attrici del momento, che cercano in tutti i modi di attirare gli individui nel loro mondo fatto di bellezza perfetta, cose buone da mangiare, vestiti firmati, godimento sessuale sfrenato, corpi perfetti e mozzafiato…

Ma per tutto questo c’è un prezzo da pagare. Per avere tutto questo non bisogna avere un’anima, non bisogna avere un’interiorità, non bisogna avere occhi per guardare e osservare: bisogna essere avvolti dell’oscurità perenne.

“E ora che cosa hai intenzione di fare “,

dice il gatto a Coraline, 

“non lo so, ma di sicuro devo assolutamente andarmene da questo posto orrendo!”

Risponde Coraline;

ma mentre cammina con il gatto si accorge che sta passando di nuovo nella stessa strada di prima:

“ma da questo posto ci siamo già passati prima!”,

esclama Coraline, 

“niente c’è qui: è la parte vuota di questo mondo, lei ha soltanto creato tutte le cose che potevano impressionarti “,

le risponde il gatto, 

“però mi chiedo perché: perché vuole me ?!”,

chiede Coraline al gatto;

“lei vuole qualcuno da amare, qualcosa che non sia lei, o forse cerca soltanto qualcosa da mangiare “

risponde il gatto;

“cosa?!, da mangiare?!, ma le madri non mangiano le figlie!”,

rispose Coraline

“oh non lo so, tu che sapore hai?”,

chiede il gatto sarcasticamente a Coraline;

e mentre facevano queste conversazioni, il terreno dove passeggia Coraline e il gatto lentamente era diventato bianco, una immensa distesa di bianco, in mezzo al nulla, dove gli alberi mentre si allontanava, diventavano sempre più stilizzati, quasi fossero fatti da popolazioni primitive o da bambini piccoli.

“ma come puoi allontanarti da un posto e tornarci subito dopo?!”,

chiede Coraline al gatto, perché era come se avessero fatto il giro del mondo in pochi minuti: Coraline e il gatto erano di nuovo davanti la casa dell’altra madre. 

“è semplice!”, disse il gatto,

“hai fatto il giro intorno al mondo “,

“piccolo il mondo “, esclama Coraline;

“forse è piccolo per te, ma abbastanza grande per lei “,

risponde il gatto;

“ma che cosa è lei ?!”,

chiese Coraline, ma il gatto questa volta non rispose. Improvvisamente passò correndo un topolino del circo dell’altro Mr. Bobinskij che il gatto acchiappo’ all’istante: e non appena lo morse il topolino si trasforma in un grande ratto:

“no! è uno dei topi del circo “

, disse Coraline preoccupata, ancora non si rendeva conto che l’altro mondo era tutto un grande inganno. 

“non mi piacciono i ratti come regola generale, ma questo poi stava lanciando un allarme!”,

disse il gatto mentre andava a nascondersi con la sua preda dentro un tronco. 

“bravo micio!”, esclamò sconvolta Coraline.

Subito dopo Coraline entra di nuovo a casa, o perlomeno nell’altra casa, dove scassa la porta con un bastone, ed entrando in salotto osserva che tutto è diventato buio, con delle luci deboli, e al posto delle sedie e dei tavoli, ci sono insetti: cavallette e scarafaggi che fungono da poltrone e tavoli: nel divano è seduta l’Altra Madre, la quale fa sedere Coraline su una sedia portata da una cavalletta, ed esordisce dicendo:

“dicono che anche l’animo e il cuore si possono ammorbidire, con l’amore … ne vuoi uno? sono cioccofaggi, da Zanzibar “,

e mentre dice questo, le porge un cofanetto pieno di cioccolatini formati da scarafaggi ricoperti da una glassa di cioccolato.

Coraline sta quasi per vomitare nel vedere l’altra madre mangiare tali schifezze. 

“io voglio stare con i miei veri mamma e papà, lasciami e farmi tornare a casa subito!”,

dice Coraline in tono di sfida all’altra madre;

“è così che si risponde a tua madre!”, la rimprovera l’Altra Madre;

“tu non sei mia madre!”

 insiste Coraline;

a questo punto l’altra madre incomincia ad assumere un’espressione malvagia in volto, e a Coraline dice:

“chiedimi subito scusa!”,

“no!”,

 le risponde Coraline;

  l’altra madre a quel punto incomincia ad allungarsi e a diventare sempre più alta, non aveva più le sembianze umane:

“ti darò …. tre secondi per rimangiarti le tue parole Coraline: uno…, due … e tre…”,

e afferra Coraline per il naso trascinandola per il corridoio, chiudendola a chiave all’interno di uno specchio magico, mentre l’ammonisce:

“potrai uscire di qui quando diventerai una figlia amorevole!”.

All’interno dello specchio Coraline avverte delle presenze insieme a delle luci fosforescenti;

“chi c’è lì?!”, chiede Coraline;

“Silenzio, zitta e taci, che la megera potrebbe sentirti!”,

afferma una voce misteriosa. Quello che Coraline scopre adesso è la colonna portante di tutto il racconto, la dura verità sull’ Altra Madre.  Coraline vede tre figure di bambini fantasma sopra un letto; tre fantasmini fosforescenti che illuminano il buio della stanza interna dello specchio. Erano un maschietto e due femminucce, con due occhi bottoni cuciti negli occhi, e tutti e tre si tenevano una mano sull’occhio.

“Ma tu chi sei?”, chiede Coraline al primo fantasmino;

“non ricordiamo i nostri nomi, ma io ricordo ancora la mia vera mamma “,

“perché siete qui “,

chiede Coraline ai tre fantasmini, i quali le rispondono:

“la megera! spiava le nostre vite dagli occhi della bambola, e vedeva che noi non eravamo felici, così ci ha attirato con blandizie, frivolezze e delizie, e giocattoli e giochi, e più da lei avevamo…. e ancor più volevamo, così abbiamo lasciato che ci cucisse i bottoni…. lei diceva di amarci, e invece ci ha chiusi qui, e si è mangiata le nostre vite! “;

“non può chiudermi per sempre al buio, non se vuole me! batterla è la mia unica possibilità!”,

dice Coraline sempre più decisa ad affrontare l’Altra Madre;

“forse, se riesci a scappare puoi recuperare i nostri occhi!”,

dissero i tre fantasmini

“ha preso anche quelli?”,

“sì signorina, e li ha nascosti, ritrovaci gli occhi signorina, e libererai le nostre anime!”,

dissero i tre fantasmini a Coraline;

“ci proverò “, rispose Coraline;

 

Simbologia e significato degli occhi

Il simbolismo e il significato degli occhi è antichissimo: per gli Egizi l’occhio è la sede dell’anima; infatti Osiride  è nascosto nell’ occhio di Horus, e  Plutarco di Chronea , nel suo trattato Iside o Osiride, esattamente nel paragrafo 55 ,  afferma che il fratello / ombra  malvagio di Osiride,  “  a volte strappa l’occhio di Horus,  a volte lo ingoia “, per  l’alchimia l’occhio rappresenta il cielo; gli  Oculi Piscium , cioè Gli occhi di pesce,  sono spesso citati e menzionati dagli autori dei trattati alchemici,  forse per la prima volta da un certo Morieno Romano,  e nel Tractatus Aristotelis,  contenuto nella raccolta di testi alchemici Theatrum Alchemicum volume 5; dove alla pagina 884 si legge che:

“sino a che la Terra riluca come occhi di pesce “.

Sia l’occhio che il Sole sono un’allegoria della coscienza.  Così come il Sole è perennemente acceso e Infuocato, così l’occhio è perennemente aperto, come lo sono gli occhi dei pesci.  E gli Oculi Piscium sono le scintille dell’anima.  Presso la fede induista e Buddhista, il mondo è sorretto dal vuoto. Il vuoto è la dimora delle anime onniscienti, ed è chiamato “L’ occhio spirituale dell’universo “.

In un autore alchemico, un certo Magnetus, troviamo un simbolo attribuito al Malus/ Magus Philosophus, dove le stelle, i pianeti, le nuvole, l’acqua e la terra, sono tutti dotati di occhi.  Gli occhi presso la simbologia alchemica sono la rappresentazione di tutto ciò che è presente nel Cosmo e che lo compone. Tutti gli elementi del Cosmo guardano e osservano loro stessi e il mondo. 

Il non avere occhi, l’avere tolto gli occhi in cambio dell’oscurità permanente, equivale a non avere più un’anima: per questo i bambini fantasma del racconto Coraline, sono momentaneamente bloccati nell’altro mondo: finché qualcuno o qualcosa non ritrovi i loro occhi originali, le loro anime non possono andare dove è la loro vera dimora.  Ma come raccontano i tre fantasmini stessi, anche quando erano ancora in vita non vedevano, erano già ciechi perché bramavano delle cose delle quali non avevano un vero bisogno: erano soltanto bandizie e delizie.  A questo punto un passo di un autore alchemico, un certo Dorneus, contenuto nella sua Philosophia meditativa, può chiarire alcune cose:

“quale follia vi acceca? in voi, infatti, è non al di là fuori di voi, si troverà tutto ciò che voi cercate fuori di voi anziché in voi.  Tale è il vizio dell’uomo comune…, che disprezza ogni cosa sua propria, per bramare solo ciò che è degli altri…. In noi infatti brilla, seppur oscuramente, una vita, che è luce dagli uomini per così dire delle tenebre, essa non va cercata procedendo da fuori di noi, bensì in noi stessi… “

Il volto dell’altro mondo: il lato dionisiaco si svela

Con le verità rivelate a Coraline dai tre fantasmini fosforescenti, si scopre la verità sull’ Altra Madre e sull’ altro mondo.  Il lato Dionisiaco si toglie definitivamente il velo falso dell’Apollineo e si mostra per ciò che è realmente:

L’Altra Madre è un mostro pericoloso, una strega malvagia che inganna i bambini che desiderano avere di più. È lei che ha costruito le bambole per spiare le vite dei bambini e attirarli nel suo mondo falso, costruito tutto da lei, copiando il mondo reale.  L’altro padre, l’altra casa, i paesaggi, i giardini e tutto ciò che Coraline ha visto sono dei simulacri, delle finte imitazioni di cose che esistono già.  Le mani metalliche che si vedono all’inizio del film appartengono a questo malvagio essere, di nome Beldam. 

Il nome Beldam è un nome di origine Anglosassone, che sta ad indicare una strega malvagia: è quindi uno dei numerosi nomi per indicare la strega. Beldam però è capace di altre azioni magiche rispetto alle altre streghe, come per esempio il mutare forma: è infatti in grado di trasformarsi senza pozioni magiche in altre creature, come per esempio quando imitata alla perfezione la vera madre di Coraline: la signora Jones.

Foto: Psicologiagessate

19 maggio 2022