Cronache del declino cognitivo: parte ennesima

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di Lorenzo Centini

Se si leggesse la storiografia specializzata si troverebbe espressa come consenso generalizzato l’opinione per la quale Adolf Hitler non intendesse scatenare la Seconda Guerra Mondiale, nel senso che il governo tedesco aveva invece scommesso sull’acquiescenza anglofrancese di fronte all’attacco alla Polonia.

Come controprova vi è che se il governo tedesco fosse stato sicuro del contrario (cioè l’intervento di Londra e Parigi a difesa di Varsavia) non avrebbe di certo cominciato quella guerra.

Questo risultato della ricerca storica, che emerge da una analisi delle carte tedesche, è talmente diciamo banale che si trova nei superbignami di Barbero – il quale notoriamente adopera bibliografia secondaria “mediana” per la costruzione dei suoi interventi in cui non è specializzato direttamente. Come fa ogni buon divulgatore, peraltro.

Adolf Hitler ha, nei fatti, scatenato la Seconda Guerra Mondiale: se questa fosse un reato, Adolf Hitler sarebbe un reo colposo e non preterintenzionale. La differenza non è di poco conto sul piano dell’analisi delle intenzioni e le valutazioni politiche. Sul piano poi dell’effetto reale cambia pochissimo, ma i due livelli non si possono sovrapporre. Sono, semplicemente, diversi.

Se Adolf Hitler avesse scientemente deciso di iniziare quella che aveva previsto essere una guerra mondiale, al governo Hitler si potrebbe addebitare l’accusa di deliberata voglia distruttiva. Rimanendo invece sul piano (che è quello reale, scientifico, stabile) in cui Hitler ha sbagliato un calcolo e ha prodotto effetti diversi da ciò che voleva sortire, si può semmai addebitare ad Hitler una incoscienza e un ragionamento politico sballato. Il che forse, in termini di perfomance politica, è pure peggiore.

Che l’Occidente non riesca più a dirimere questo semplice distinguo, che invece applica comunemente in mille altri casi, dimostra come la classe intellettuale e giornalistica occidentale sia compiutamente bollita; c’è da sperare a questo punto che sia malafede. Almeno l’intelligenza sarebbe salva.

All’orizzonte un futuro-presente di un’Europa che ha mentalmente perso la capacità di accettare concetti basilari come: eterogenesi dei fini, scommessa politica, neutralità degli eventi, cinismo politico.

Oh, baby, baby, it’s a wild world.

Foto: Idee&Azione

4 maggio 2022