Da Samarcanda emerge il Nuovo Ordine Multipolare del Mondo

image_pdfimage_print

di Luciano Lago

Nell’antica ed affascinante città di Samarcanda, al centro dell’Asia (Uzbekistan), si è svolto tra 15 e 16 settembre il “Security Summit” del Gruppo di Shanghai (SCO) l’organizzazione che raggruppa i principali paesi del continente che sono anche i più densamente popolati del mondo.  Il summit riunisce due membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU (Cina e Russia), quattro potenze nucleari (Cina, Russia, India e Pakistan) e le repubbliche dell’Asia centrale denuclearizzata.

Previsto e deciso per l’anno prossimo al vertice SCO in India, l’Iran sarà formalmente integrato nell’organizzazione mentre altri paesi, dalla Bielorussia alla Turchia, sono in lista d’attesa per entrare nella SCO.

Lo stesso Putin ha tenuto a sottolineare che la SCO è la più grande organizzazione regionale del mondo, mentre il primo ministro indiano Narendra Modi ha commentato che i suoi membri rappresentano il 30 per cento dell’economia globale e il 40 per cento della popolazione mondiale.

Putin ha lanciato i suoi strali contro il palese intento degli Stati Uniti di imporre l’ordine americano e le sue regole sul resto del mondo ed ha affermato che “gli attuali tentativi di imporre il mondo unipolare hanno assunto una forma assolutamente mostruosa, che la stragrande maggioranza dei paesi del pianeta trova inaccettabile. (…) Russia e Cina si incontrano per un Ordine Mondiale Multipolare, democratico, equo, basato sul diritto internazionale e sul ruolo centrale dell’ONU, e non su alcune regole che qualcuno si è inventato e che cerca di imporre agli altri senza nemmeno spiegare cosa sono.

Il vertice si è svolto in un periodo in cui il mondo sta assistendo a un forte aggravamento delle relazioni Est-Ovest causato dall’insorgere di un nuovo assetto dell’ordine mondiale. Ancora una volta, l’Occidente sta “costruendo” muri di alienazione e “abbassando” una seconda cortina di ferro in 70 anni. Gli Stati Uniti stanno facendo futili tentativi di formare una coalizione “ampia” contro la Russia e stanno ricorrendo a ricatti e minacce contro la Cina nel tentativo di preservare il mondo unipolare.

A questo proposito è interessante leggere i commenti dei media statunitensi in cui traspare da questi la disperazione da parte del “collettivo occidentale” di isolare la Russia in un momento in cui anche i leader occidentali hanno candidamente ammesso che la maggior parte del mondo non occidentale non si identifica con la narrativa di fonte atlantista sull’Ucraina e si rifiuta di annullare le sue relazioni con la Russia.

Nel suo discorso Putin ha inoltre sostenuto la politica della Cina unica, riferendosi al secessionismo di Taiwan indotto dagli Stati Uniti, e ha condannato le provocazioni degli Stati Uniti e dei suoi satelliti nello Stretto di Taiwan. Un importante gesto di solidarietà con il forte alleato asiatico.

Putin ha mostrato il suo gradimento per il fatto che la Cina abbia espresso preoccupazione per l’operazione militare speciale in Ucraina, che è stata sfruttata nel peggiore dei modi negativi dai media dell’anglosfera, come il Financial Times e dal Wall Street Journal, nel mezzo della feroce guerra di propaganda USA/NATO contro la Russia.

Nonostante questo, le sanzioni ed i ricatti di Washington, molti paesi stanno intensificando la loro cooperazione con la Russia, ad esempio Turchia, Arabia Saudita, Egitto, l’Iran.

Quanto al premier cinese, questi, dopo aver chiamato Putin un “vecchio amico”, il mandarino Xi ha stabilito che è prioritario per tutti i paesi proteggersi dai tentativi di forze esterne (occidentali) di provocare rivoluzioni colorate, quindi l’ingerenza di altri paesi   negli affari interni dovrebbe essere congiuntamente contrastata   sotto qualsiasi pretesto.

Lo stesso Xi ha affermato che la Cina è disposta a compiere sforzi con la Russia per assumere definitivamente il ruolo di superpotenze e svolgere una funzione di guida per iniettare stabilità ed energia positiva in un mondo scosso dalle turbolenze sociali.

Gli analisti internazionali mettono in rilievo l’importanza dei progetti relativi alla Belt and Road cinese e gli accordi intervenuti nel corso del vertice tra Cina/Russia/Mongolia che garantiscono connettività energetica e infrastrutture attraverso un corridoio economico, nell’ambito della nuova Via della Seta, così come il colossale progetto  del Siberia 2, il gasdotto che va dalla Russia alla Cina, passando per la Mongolia – destinato a sostituire i gasdotti Nord Stream 1 e 2 dalla Russia alla Germania, quelli che gli Stati Uniti hanno silurato con l’assenso della Germania al suo suicidio energetico e industriale.

Negli stessi giorni del vertice di Samarcanda, Russia e Cina hanno mostrato i loro muscoli attraverso le loro seconde esercitazioni navali congiunte nell’Oceano Pacifico – dopo le spettacolari esercitazioni militari di Vostok 2022 dal 1° al 7 settembre nel Mar del Giappone.

I media anglo-statunitensi hanno lanciato il loro allarme affermando che il duo Putin/Xi stia cercando di creare un nuovo ordine mondiale per contrastare il predominio degli Stati Uniti. La Cina respinge queste critiche ed oppone la sua filosofia della stabilità, dello sviluppo armonioso e del cambiamento.

Quello che emerge dal vertice multipolare di Samarcanda è il fatto incontrovertibile che, oltre a forgiare il nuovo ordine mondiale, questa organizzazione ed i paesi che ne fanno parte non è disposta a sopportare l’ordine unipolare decadente dell’Anglosfera e il suo traballante “Great Globalist Reset”.

Foto: Xinhua

21 settembre 2022

Seguici sui nostri canali
Telegram 
Facebook 
YouTube