Darya Dugina, sacrificio per l’eternità

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di Kalistrat Atudorei

Il brutale attentato in cui Daria Dugin, figlia del grande filosofo russo Aleksandr Dugin, è stata uccisa il 20 agosto 2022, lascia dietro di sé molti significati. L’evento deve essere considerato con attenzione: si rivela essere molto più di un semplice omicidio. È un momento che potrebbe diventare una pietra miliare della storia moderna.

Innanzitutto, man mano che indaghiamo sui crimini, cominciamo a vedere sempre più chiaramente chi era e rimane così preoccupato per gli sforzi di Dugin padre e di sua figlia. Ora abbiamo le prove che i servizi segreti dell’Ucraina, degli Stati Uniti, di Israele, della Gran Bretagna e forse di altri Paesi hanno collaborato all’omicidio. Dato che l’attacco è avvenuto a Mosca, non si può escludere che siano stati coinvolti agenti dei servizi occidentali, addirittura infiltrati nei servizi segreti russi. Tutte queste operazioni transnazionali, ovviamente, si svolgono sullo sfondo del conflitto in Ucraina. È evidente a chiunque abbia un minimo di buon senso che questo confronto è qualcosa di molto diverso da quello che i media euro-atlantici cercano di convincerci. Non si tratta affatto di un’aggressione “non provocata e ingiustificata” da parte della Federazione Russa contro l’Ucraina in quanto Stato “sovrano” e “democratico”, ma, come ha spiegato la stessa Daria Dugina poco prima della sua morte, di un confronto tra globalismo ed eurasiatismo.

L’attacco era probabilmente rivolto sia al padre, Aleksandr, sia alla figlia, Daria. Ma in fondo l’esplosione mirava a bloccare le idee che questi due, padre e figlia, sostenuti da un’intera scuola di pensiero, stavano diffondendo nelle menti di milioni di persone in tutto il mondo. Bisogna rendersi conto che Alexander Dugin era, ed è tuttora, estremamente scomodo per l’egemonia atlantista, perché è molto più di un semplice analista politico. È un creatore di sistemi politici e filosofici, un uomo di grande spessore intellettuale e spirituale, un modello che motiva e ispira le masse. E Daria Dugina era (non ci eravamo ancora abituati all’idea che se ne fosse andata) una brillante collaboratrice e continuatrice del filone di idee e di azione che suo padre aveva scoperto.

Ho conosciuto Daria tre anni fa, nel 2019, in occasione di un forum a Chisinau organizzato dal nostro comune amico, l’importante patriota, politologo e scrittore Iurie Roşca. Sono stata colpita dall’erudizione, dall’eloquenza e dalla profondità di pensiero di Daria, ma anche dalla grazia e dalla gentilezza che emanano dalla sua stessa presenza. Daria è stata un sostegno molto importante per suo padre. Sia per quanto riguarda il dialogo e la consapevolezza necessari per sviluppare i concetti, sia per quanto riguarda la partecipazione e l’organizzazione di eventi che hanno smosso le coscienze e le anime delle persone e generato flussi di idee di ampio respiro.

Guardiamo ora la questione da una prospettiva diversa: il conflitto in Ucraina non è stato provocato dagli ucraini stessi, ma da coloro che, attraverso la corruzione, il ricatto e i colpi di Stato, hanno preso il controllo dell’amministrazione di Kiev. Sono anche loro che hanno pervertito la coscienza di gran parte della popolazione ucraina, soprattutto nella parte occidentale del Paese. E questi loschi intrallazzatori non sono altro che i burattini del sistema globalista, sfruttati cinicamente dagli Stati Uniti d’America per decenni. Solo gli ingenui non si sono ancora resi conto che gli Stati Uniti sono diventati il braccio armato dei globalisti, in quanto paese leader della NATO, e la sede delle istituzioni più potenti del mondo: economiche (OMC), finanziarie e bancarie (Banca Mondiale, FMI, Federal Reserve System), di “cooperazione” internazionale (ONU) o di “salute” globale (OMS). L’Ucraina, a sua volta, è stata utilizzata come strumento servile per l’attuazione dei piani globalisti volti a mantenere la facciata dell’unipolarismo. Unipolarità che, se mantenuta, servirebbe all’obiettivo più importante dei globalisti, ovvero l’instaurazione di una dittatura planetaria sotto forma di governo mondiale. Ciò era destinato a mettere in ginocchio la Russia e a bloccare il risveglio del formidabile potenziale di civilizzazione posseduto dall’Eurasia come nucleo dello spazio continentale mondiale.

Tutte le forze che potevano essere mobilitate, compresi gli elementi neonazisti, sono state e continuano ad essere utilizzate in Ucraina per questi scopi sinistri, senza alcuna riserva, e si abbandonano ad atrocità difficili da immaginare per la gente comune. A questo proposito, è significativo che la giovane Darya Dugina sia già stata aggiunta a un elenco pubblicato su Internet, su un sito chiamato sarcasticamente Peacemaker. Nella visione distorta dei creatori di questo sito, “pace” significa soppressione di coloro che si oppongono ai loro obiettivi neonazisti. Significa uccidere con ogni mezzo necessario. E a tal fine, “Peacemaker” pubblica ancora ad uso dei collaboratori i dati personali dei “bersagli”: nome, indirizzo, numero di telefono, data e luogo di nascita, indirizzo e-mail, account sui social media… qualsiasi cosa che possa contribuire all’omicidio. Notiamo con disgusto che l’omicidio di questa giovane e affascinante ragazza è stato fonte di grande soddisfazione e gioia demoniaca per questi sadici neonazisti.

D’altra parte, il fatto stesso che questi servizi militari, paramilitari e di intelligence, subordinati ai globalisti, ricorrano a tali efferati omicidi dimostra niente di meno che la loro disperata determinazione a porre fine alle idee e ai concetti che Alexander Dugin, che negli ultimi anni ha goduto di un notevole sostegno da parte della figlia Daria, ha costruito per decenni.

Perché le idee di Aleksandr Dugin sono così “pericolose” per gli psicopatici globalisti? Perché risvegliano le persone alla realtà, perché fanno capire veramente le molle della storia, le linee di azione geostrategiche, perché queste idee risvegliano le masse dall’ignoranza e danno loro il sostegno per agire per stabilire l’uguaglianza internazionale.

Il massacro globalista, che ha tentacoli nell’umanità, cerca di mantenere le persone in uno stato di torpore, di malattia fisica e mentale cronica, di paura e tensione costante. Globalisti come i rappresentanti del Forum Economico Mondiale (che sta preparando il Grande Reset Anti-Umanista), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che in realtà sta organizzando il genocidio del pianeta) o anche dell’ONU (che sta insidiosamente spingendo una tirannica Agenda 2030) stanno sistematicamente lavorando per creare un Governo Mondiale ufficiale in piena vista. Sono tutti consapevoli che il sistema della “democrazia liberale”, costruito su menzogne e inganni, è sull’orlo del collasso; a questo punto hanno bisogno delle crisi più catastrofiche e di capri espiatori da incolpare. Il clima che cambia, la flatulenza delle mucche, l’atteggiamento nei confronti dei termini “madre” e “padre”, la fede in Dio o il rifiuto del chipping, le iniezioni di veleno nanotecnologico e le radiazioni criminali del 5G: tutte queste e molte altre cose sono diventate per i globalisti i principali, intollerabili problemi dell’umanità. Ma il “colpevole” più grave al momento è, ovviamente, la “Russia di Putin”, che minaccia la sicurezza e l’economia del mondo intero.

In questo contesto di intensa induzione programmatica di uno stato di psicosi collettiva, le idee di Dugin sulla normalità, sulla tradizione, sul multipolarismo, sui meccanismi dell’egemonia atlantista o sugli spazi di civiltà che costituiscono la matrice naturale dei poli di potere mondiale… sono stati ritenuti del tutto indesiderabili. L’ideologia globalista, al contrario, mira a standardizzare e confondere i popoli, le razze e le etnie, per mantenere la popolazione del pianeta nella più completa ignoranza, nell’obbedienza. Il globalismo cerca di sradicare le tradizioni, di recidere il sacro legame tra le persone e Dio e persino di negare l’esistenza del Divino. Ecco perché il lavoro di Aleksandr Dugin e dei suoi collaboratori è terribilmente dirompente per i piani degli psicopatici globalisti. Così, l’assassinio di Daria Dugina è avvenuto subito dopo il congresso di appassionati che valorizzavano la Tradizione, sostenevano il ripristino del naturale, affermavano il legame con le fonti religiose e spirituali della civiltà.

Ora, avendo ricevuto un’ulteriore triste prova di ciò che irrita le oscure società segrete che vogliono soggiogarci e persino sterminarci ad ogni costo, siamo ancora più consapevoli dell’importanza urgente dei valori per i quali la vita di Daria è stata donata. Non abbiamo altra scelta se non quella di continuare a lottare con Daria e tutti coloro che capiscono che mobilitarsi in difesa dei nostri valori fondamentali con tutte le nostre forze è l’unica possibilità di salvare l’umanità. Siamo già in una guerra tra la vita e la morte con questi precursori dell’Abisso. La nostra passività ci porterà inevitabilmente alla rovina. Chi ne è consapevole e agisce con decisione merita tutta l’ammirazione e il rispetto.

Da questo punto di vista Daria Dugina è un’eroina della storia. Non solo perché ha sottolineato la minaccia esistenziale in cui si trova la Federazione Russa in termini di sicurezza militare, ma anche come ultimo bastione della cristianità nel mondo. Daria Dugina è anche un modello per l’intera comunità internazionale tra coloro che cercano di vivere in libertà e dignità. La memoria di Daria deve quindi essere d’ora in poi onorata e custodita al massimo grado.

Forse ora siamo troppo vicini a questa tragedia per coglierne appieno il vero significato, ma col tempo capiremo meglio che Daria Dugina è entrata nel regno archetipico di coloro che hanno sacrificato tutto per i nostri ideali comuni e per Dio. Daria è un’eroina moderna che non ha combattuto con le armi in pugno, ma ci ha offerto il suo esempio personale, portando Luce, Verità, Coraggio e il fascino di una presenza angelica nella vita di tanti suoi simili.

Grazie, Daria!

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

8 settembre 2022