Date a Cesare quel che è di Cesare

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di Roberto Siconolfi

Viviamo in una repubblica parlamentare, e in base a costituzione, leggi e regolamenti ora il governo passa alla coalizione che ha la maggioranza dei parlamentari, il centro-destra, e la presidenza del consiglio al capo del partito di maggioranza relativa, Giorgia Meloni.

Vediamo cosa può accadere, io spero sempre il meglio per il mio paese, i miei amici e la mia gente.

Il range d’azione va dall’Italia come un protettorato della NATO nel mediterraneo, una specie di Ucraina ma con venature identitarie e meno progressiste.

Fino a una politica indipendente all’interno della UE modello Ungheria.

O cose ancor più spregiudicate in caso di un eventuale cambio di passo nelle elezioni midterm USA.

Valutare le azioni della Meloni sarà semplice, se si accomoderà nei binari predisposti da Washington, Bruxelles, e lobby varie allora sarà coccolata dal mainstream.

Se invece esiterà in tale accomodamento allora il mainstrream gli scatenerà contro giornali, televisioni, piazze (alcune), e magistratura con l’accusa di fascismo, razzismo, omofobia, misoginia, ecc.

Io non oso immaginare che la Meloni voglia trascinare l’Italia nell’ennesimo conflitto mondiale, da parte sempre degli stessi gruppi di potere che i conflitti mondiali li hanno già scatenati.

E credo che agli italiani non gliene voglia più di tanto di sostenere la guerra e la fame in nome di una nazione che conoscono a stento e per via delle collaboratrici domestiche – non lo dico per insulto ma per dato di fatto.

Noi nel frattempo continuiamo a lavorare per l’alternativa, non ci aspettiamo nulla dai poteri attuali, in un caso o nell’altro.

L’indipendenza se è è integrale!

Foto: Idee&Azione

29 settembre 2022

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