Default al contrario, la Zakharova non si sbagliava

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di Maurizio Ulisse Murelli

Da giorni, constatato che il default per la Russia annunciato dall’Occidente a Febbraio, non si è concretizzato nei pronosticati 3 giorni, né nei 6 successivi mesi, e altresì constatato che in tutta evidenza le sanzioni stanno portando in recessione chi le ha applicate, la stampa tutta, in tandem con il circolino politico di arguti analisti, si esibiscono con apocalittiche previsioni sull’implosione della Russia. Questa volta “nel medio termine e nei prossimi anni”. Alle previsioni hanno persino associato l’iconica metafora del boa che con le sue spire stritola lentamente la sua preda.

La cosa spassosa è che la psicopatia mista a schizofrenia di cui in tutta evidenza è affetto l’intero Occidente, porta gli audaci, arguti politici, analisti e imbonitori a sostenere che mentre il loro prevedere un apocalittico futuro per la Russia è appunto una legittima previsione, quella di Maria Zakharova, portavoce del ministro degli esteri russo, è una minaccia, uno scomposto attacco all’Italia, intromissione nella campagna elettorale e quant’altro. Eppure, Maria Zakharova ha semplicemente declinato una verità inconfutabile e fatto una previsione molto verosimile. Testualmente: 

«Il piano italiano per la riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche russe, messo a punto dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, è imposto a Roma da Bruxelles, che a sua volta agisce su ordini di Washington, ma alla fine saranno gli italiani che dovranno soffrire».

Dove sta l’intemerata, la minaccia, l’interferenza? Ma per la UE queste sono «parole folli» (testuale).

Diciamolo con le prole di una vecchia canzone: «La verità fa male” e porta i nostri servitorelli a scapocciare. E scapocciano talmente tanto che propongono ricette a tono: cucinare la pasta con l’acqua che non bolle, fare le docce fredde e possibilmente in branco, abbassare la temperatura dei termosifoni e amenità simili.

Fatevene una ragione: da apprendisti stregoni avete scatenato forze che non siete in grado di controllare….. e sarà, come dice Zakharova, SOFFRIRETE.

Del resto per dare un’idea in che mani siamo, della differenza di livello tra una leader russa e una europea basta questo:

«Stiamo fornendo e offrendo ulteriore supporto ai nostri alleati baltici del Mar Nero». (Liz Truss)

«I paesi baltici sono chiamati così perché si trovano al largo del mare Baltico, non il Mar Nero. Se qualcuno ha bisogno di essere salvato da qualcosa, allora è il mondo dalla stupidità e dall’ignoranza dei politici anglosassoni». (Maria Zakharova)

Lapsus della deliziosa Truss? No, perché l’ignoranza e la stupidità della Truss, che la mette a livello di Di Maio, si è palesata più volte. Per esempio a febbraio, quando nel corso di una conferenza stampa a Mosca con il suo omologo ministro degli esteri, davanti alla platea di giornalisti occidentali (che l’hanno graziata) alla trappola di Lavrov che gli obiettò: «Ma con questa logica anche Rostov e Voronezh dovrebbero essere sottoposte alla giurisdizione di Kyev», rispose: «Certamente sì!» ignorando, da ministra degli esteri inglese che le due città citate da Lavrov non si trovano nel Donbass ma da sempre fanno parte della Federazione russa.

C’è da sperare che quando la Truss darà seguito alla sua libidine per il bottone nucleare, abbia le idee chiare su quale obiettivo puntare i missili, sappia dove li indirizza, perché con questa sapienza geografica potrebbe spedirli a Matera, che come ben sa Di Maio si trova in Puglia… 

Del resto, Lombroso di certo non aveva ragione su tutto… ma forse su qualcosa legato alla fisiognomica ci aveva preso… Comunque, sicuramente, fa fede la compostezza, la postura, lo stile…

Foto: Idee&Azione

8 settembre 2022