Dugin a Shanghai: Multipolarità, Unipolarità, Egemonia – Terza Lezione [5]

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di Aleksandr Dugin

Anche l’eurasiatismo viene sviluppato dal nostro gruppo come filosofia politica che insiste sul fatto che la Russia non è un Paese, ma una civiltà e fa parte del multipolarismo. La Quarta Teoria Politica è un’altra teoria sviluppata da noi in Russia, insieme a gruppi intellettuali francesi e italiani, che invita a superare le ideologie politiche occidentali classiche – liberismo, comunismo e fascismo. La Quarta Teoria Politica invita ad andare oltre il Liberalismo e ad essere anti-liberali, ma non ad essere comunisti, fascisti o nazionalisti. È al di fuori di essi, perché la Quarta Teoria Politica non riconosce l’universalismo dell’Occidente moderno. Per noi è un invito a provincializzare l’Occidente, a dimostrare che è una provincia del mondo, non il centro. Nella multipolarità ci sono molti centri e province. La Quarta Teoria Politica è l’espressione politica del multipolarismo.

In Cina, il professor Zhao Tingyang, con il suo concetto di Tianxia Tixi, ha sviluppato il concetto di uno speciale modello cinese che non è solo il puro dominio con la forza, il badao, ma anche il wangdao, l’egemonia morale ed etica. Il concetto di wangdao descrive non solo la Cina come Stato, ma anche altri Paesi che la Cina influenza non necessariamente in modo diretto ed egemonico come nel badao. Si tratta di un approccio molto multipolare tra gli studiosi cinesi. Yan Xuetong è un realista delle relazioni internazionali, ma la sua difesa dell’identità cinese può essere considerata parte del multipolarismo. Allo stesso tempo, contesta il concetto di polo e preferisce parlare di “unità”. Il vostro famoso Zhang Weiwei offre una difesa molto importante della particolarità del modo di sviluppo cinese. È una difesa dell’identità cinese. C’è anche Qin Yaqing, che applica all’IR una concettualizzazione di diverse interazioni, casuali e ordinate, che formano una sorta di “gioco”, basato su diversi fattori che possono essere riassunti nel tradizionale sistema divinatorio cinese.

In Europa, c’è la scuola della Nuova Destra. La Nuova Destra europea è antiliberale e anticapitalista e comprende anche i tradizionalisti. Non è la “nuova destra” classica, americana o britannica, che è liberale. Alain de Benoist è il principale filosofo di questa scuola. Hanno sviluppato una visione multipolare in cui l’Europa dovrebbe essere un polo indipendente – completamente indipendente dagli Stati Uniti d’America e molto amichevole nei confronti della Russia. Lo promuovono in modo teorico con il concetto di Pluriversum, essendo seguaci di Carl Schmitt. Sono un gruppo di pensatori molto influente e interessante.

In America Latina esistono diverse scuole multipolari, come ad esempio la teoria della “non subordinazione fondazionale” promossa da Marcelo Gullo Omodeo in Argentina. C’è il “Meridianalismo” di Andre Martin in Brasile, che si occupa del Sud globale, molto vicino alla visione eurasiatica. C’è anche Norberto Ceresole, che è stato un peronista di sinistra e molto influente su Hugo Chavez, il suo principale ideologo, e un partigiano per l’unificazione dello spazio latinoamericano.

L’aspetto interessante è che esistono teorie del multipolarismo che si occupano proprio di individuare i possibili poli. Lo vediamo in Russia, che cerca di sviluppare il multipolarismo e di affermarsi come polo, in Cina che cerca di essere sempre più indipendente dall’egemonia occidentale, in Europa, che cerca di sfidare l’atlantismo, l’unipolarismo e la dominazione americana, e in America Latina. La cosa strana è che manca un concetto islamico di mondo multipolare. Abbiamo solo una caricatura nella versione salafita del Califfato che dovrebbe essere globale, e questo è impossibile oltre che teoricamente inesplorato. Ma manca l’affermazione dell’identità islamica e l’accettazione delle realtà del mondo, non so perché. Le mie opere sono state tradotte in turco, persiano e arabo. C’è un grande interesse, ma non conosco nessuna seria costruzione teorica che difenda l’indipendenza della civiltà islamica. Tutti nell’Islam sono favorevoli, ma non parlo dello stato d’animo del mondo islamico, bensì delle costruzioni teoriche. Lo stesso vale per l’India. L’India pretende di essere un egemone molto potente in Asia meridionale, ma non ci sono testi – è una civiltà molto profonda, metafisicamente sviluppata, ma non mostra alcun segno di multipolarità teorica.

Quindi, la teoria del mondo multipolare, l’approccio multipolare, sfida l’eurocentrismo, la modernità, l’universalismo e l’egemonia. Si basa sulla presunzione di una moltitudine di civiltà e rifiuta una gerarchia tra di esse. L’approccio multipolare si basa sul pluralismo antropologico, su una valutazione positiva della diversità e su una nuova lettura del concetto di Altro. L’Altro non è uguale o “più o meno uguale”, è completamente sconosciuto all’Occidente, per il quale l’Altro è “peggiore” nel tradizionale atteggiamento coloniale razzista, o nell’atteggiamento liberale l’Altro è uguale. All’Occidente manca una terza definizione dell’Altro. I globalisti dicono che l’Altro è esattamente uguale a noi, mentre i razzisti, i colonialisti e i nazionalisti dicono di essere migliori [dell’Altro]. Da nessuna parte c’è l’Altro, perché entrambi sono completamente ossessionati da se stessi in un atteggiamento iper-egoistico. Mettono l’Altro solo come il peggiore o lo stesso, ma dov’è l’Altro? Il significato dell’Altro è perduto.

La teoria del mondo multipolare è un progetto anti-eurocentrico di riprovincializzazione dell’Europa, un ritorno alla visione precolombiana. Se consideriamo la visione precolombiana, scopriamo subito che esisteva un ordine mondiale perfetto dal punto di vista della civiltà, senza colonialismo o dominazione occidentale. C’erano imperi tradizionali – l’Impero iraniano, l’Impero ottomano, l’Impero russo, l’Impero cinese, l’Impero arabo. Tutti si trovavano in un luogo perfetto dal punto di vista della civiltà, ma la modernità occidentale ha imposto il colonialismo e l’egemonia sul pianeta. La separazione tra America ed Europa, che fa parte del mondo multipolare, è essa stessa una sorta di ritorno all’epoca precolombiana. Oggi, in Siria, gli antichi imperi sono riemersi: vediamo l’Iran in ascesa, la Turchia in ascesa, la Russia e la Cina. Questo è un segno del ritorno al mondo precolombiano.

La teoria del mondo multipolare è antimoderna perché la modernità è occidentale. Potremmo dire che proponiamo una modernità alternativa o una alter-modernità, ma non siamo d’accordo che la modernità sia un destino. La modernità è stata una scelta di parte della società e della civiltà occidentale che ha portato alla catastrofe. Forse era il percorso del destino storico dell’Occidente, ma non era il nostro destino. La modernità è un concetto occidentale. La teoria del mondo multipolare rifiuta i principi dell’Illuminismo. L’Illuminismo è un optional. A questo proposito suggerisco la lettura dell’autore francese René Guénon, cattolico di origine francese, filosofo che si è convertito all’Islam al Cairo e vi ha trascorso il resto della sua vita, entrando in un ordine sufi. È il più grande autore, il fondatore della scuola tradizionalista con una critica radicale della modernità e dell’universalismo occidentale. Raccomando anche Julius Evola.

Infine, la teoria del mondo multipolare è contro-egemonica. La teoria del mondo multipolare considera l’attore principale non lo Stato, ma la civiltà. Le relazioni tra le civiltà sono considerate più o meno in una prospettiva realista, ma la differenza tra realismo e mondo multipolare consiste nell’aspetto principale: la teoria del mondo multipolare si occupa di civiltà e Grandi Spazi, non di Stati come nel realismo classico. Ma afferma la sovranità. Nella teoria del mondo multipolare si passa dalla sovranità dello Stato alla sovranità della civiltà, dopo di che si può applicare il realismo alle differenze di soggetti. Un polo è un Grande Spazio più civiltà.

La geopolitica della multipolarità comporta un altro cambiamento nella nostra comprensione della geopolitica. La geopolitica classica pensa in termini di Sea Power, rappresentato dall’Occidente, e di Land Power, rappresentato dall’Heartland, la Russia. Ora il Sea Power, nella geopolitica del multipolarismo, è l’unipolarismo, l’egemonia e il globalismo, ma il Land Power non è più solo l’Heartland. Il Land Power è tutti i sistemi di poli, tranne gli Stati Uniti. Tutti sono Heartland in qualche senso simbolico. Non si tratta di una geopolitica bipolare, ma di una geopolitica multipolare che considera il Land Power come le civiltà tradizionali. La terra, nell’interpretazione di Carl Schmitt, è prima di tutto tradizione, radici, spazio fisso che è lo spazio vitale della civiltà. Questo è un cambiamento molto importante nel concetto di Land Power nella versione multipolare della geopolitica.

Qui possiamo vedere le civiltà che corrispondono più o meno ai Grandi Spazi e all’analisi strategica. L’eurasiatismo e la Quarta teoria politica ne fanno parte.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

4 luglio 2022