Dugin a Shanghai: Relazioni internazionali e geopolitica – Seconda Lezione [2]

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di Aleksandr Dugin

Il vero fondatore della geopolitica, Sir Halford John Mackinder, era un geografo politico e fondatore della London School of Economics. È stato uno dei principali pensatori dell’imperialismo britannico. Cercando di mettere insieme tutte le minacce, i principi, le prospettive e la “logica” dell’imperialismo britannico, nonché di prepararne il futuro in modo pratico, Mackinder giunse alla prima visione che era una sorta di risultato dei precedenti approcci alla geografia politica. Nel 1904 pubblicò in Inghilterra un testo molto importante composto da piccoli articoli, intitolato The Geographical Pivot of History. In questi articoli, Mackinder esponeva le vere basi e i principi della geopolitica. Possiamo parlare di geografia politica prima di Mackinder, ma possiamo parlare di geopolitica sensu stricto solo dopo Mackinder. La linea di demarcazione è tracciata tra la preparazione e la creazione del metodo scientifico. Mackinder è una figura centrale, e questa è la visione principale fino ad ora. La sua attualità è assoluta. Non possiamo liquidare Mackinder. Non c’è altra geopolitica all’infuori di quella di Mackinder – come nell’Islam non c’è altro Dio che Allah. Mackinder ha creato questa scienza, questo metodo, basandosi su idee, teorie e dottrine precedenti, ma è proprio qui l’essenza della Geopolitica: Mackinder affermò che esiste un’opposizione fondamentale tra due potenze globali – e questa è la Geopolitica, appunto.

C’è il potere terrestre, identificato come Heartland, il “perno geografico” o “asse” della storia. Tutta la storia si muove intorno a questo perno, questo asse, questo Heartland. La storia è un processo, una dinamica, e qui c’è il punto di “non dinamica”, il punto statico, il perno, attorno al quale si muove la ruota. Questo è il Potere della Terra.

C’è il Sea Power, che è appunto la storia. La storia, o il tempo, è il potere del mare. L’eternità, o il punto immobile, è Heartland o Land Power. Rappresentano due tipi di civiltà. Il Land Power si basa sulla costanza e sull’eternità, poiché la terra è fissa, non si muove, è uno spazio fisso. È la fissità stessa, che è ciò che Mackinder intendeva per Land Power. Il Sea Power è qualcosa che si muove.

Questo dualismo serviva a Mackinder per spiegare il significato della storia. Secondo Mackinder, la lotta o il dualismo tra Land Power e Sea Power è la chiave per comprendere la storia. Possiamo notare che questo è esattamente un tipo di spiegazione o teorizzazione del Grande Gioco. Ma questa è anche la generalizzazione di Mackinder, perché non è solo una spiegazione del Grande Gioco. Il Grande Gioco – che vide l’Impero britannico cercare di controllare i mari e gli oceani contro l’Impero russo – fu un momento concreto, storico, strategico; ma Mackinder ha generalizzato che il Grande Gioco riflette qualcosa di più profondo, qualcosa di universale, i principi fondamentali di come si svolge la storia umana. Questo è il principio fondamentale della Geopolitica.

Quando Mackinder cercò di applicare le sue idee alla storia, scoprì che non c’è solo il confronto britannico e russo degli ultimi secoli che può essere spiegato da questa mappa geopolitica, ma vide il Sea Power nella storia, e identificò il Sea Power in: Atene, come potenza marittima costiera, in Cartagine, l’avversaria di Roma nelle guerre puniche, in Venezia come potenza marittima e civiltà commerciale, nell’impero coloniale olandese e infine nella Gran Bretagna. Si tratta di una sorta di continuità geopolitica tra le diverse forme di potere marittimo nella storia. Non si tratta quindi solo di una spiegazione del Grande Gioco, ma di una legge. Tutte le potenze marittime della storia si sono basate sul commercio, sulle oligarchie, sullo sviluppo tecnico e sul controllo dei mari, non della terraferma – perché il Sea Power non si spinge mai troppo in profondità nel continente. Controllano il continente controllando la costa. La costa è molto più importante della massa continentale. Si tratta, in ultima analisi, del controllo di tutto lo spazio in cui l’uomo vive “da fuori”, dai mari e dagli oceani. Il punto di vista dell’Oceano, del Mare o dell’Acqua è l’elemento principale. Questo è il potere dell’Acqua, dove non si possono tracciare confini. Non c’è nulla di fisso nell’Acqua. L’oceano, il mare e i laghi sono spazi in continua evoluzione. Non si possono addomesticare le creature che vivono nell’acqua. Si possono solo pescare. Non ci si può nutrire liberamente nell’acqua. È necessaria una nave, qualcosa di artificiale. Questa è la differenza tra la natura dell’acqua e quella della terra. La Terra è stabile. Sulla Terra ci si sente bene, al sicuro e si possono addomesticare gli animali. La Terra è una sorta di ambiente naturale, mentre l’Oceano è innaturale. Per potervi soggiornare è necessario disporre di un certo tipo di tecnologia, come ad esempio una nave. C’è una sorta di alienazione dallo spazio, dall’ambiente, che è al centro di Sea Power. Già nell’opera di Mackinder, Sea Power acquisisce una sorta di dimensione metafisica o culturale. Non si tratta solo del Great Game e della strategia imperiale britannica, ma di qualcosa di molto più profondo. Questo aspetto è stato esposto solo in piccole osservazioni in questi articoli, ma era assolutamente sotteso.

Il Land Power nella storia è l’esatto contrario. È Sparta che combatte contro Atene nella Guerra del Peloponneso. È Roma contro Cartagine nelle guerre puniche. L’Austria, la Germania e la Russia contro l’imperialismo occidentale, inglese e francese. Questa analisi è molto più ampia delle situazioni concrete. Mackinder ha proposto la chiave per decifrare la logica della storia, ossia che tutta la storia umana si basa su questo tipo di cosmologia o mitologia, una mitologia politica di due principi opposti che lottano l’uno contro l’altro e cercano di vincere – a volte vince Sparta, a volte Atene, a volte Roma, a volte Cartagine, e così via, a volte la Russia, a volte la Gran Bretagna. C’è un equilibrio, una perenne guerra di continenti.

Già nelle opere di Mackinder, Sea Power significa commercio, liberalismo, democrazia, progresso, innovazione tecnica, oligarchia, scienza, avventura, spirito imprenditoriale e capitalismo. Tutti questi segni o caratteristiche hanno creato il capitalismo. Il capitalismo è nato in Gran Bretagna durante l’esperienza coloniale. Sea Power è legato al capitalismo liberale, alla democrazia. Sea Power acquisisce quindi anche una dimensione politica e ideologica già in Mackinder. Ecco perché Sea Power è “buono” per il capitalismo. Ecco la profezia che si autoavvera: Sea Power è progresso, Land Power è regresso o stagnazione. Il Potere della Terra rappresenta la forza, il conservatorismo, la gerarchia, l’ordine, l’ascetica come morale, l’aristocrazia, la religione, l’etica e la stabilità. Se confrontiamo questi concetti, non si tratta necessariamente di socialismo. È qualcosa che non è liberalismo. Potrebbe essere un impero tradizionale, una società premoderna o conservatrice, ma potrebbe anche essere socialismo. Tutto ciò che non è capitalismo e liberalismo può essere Land Power. Questa è appunto la geopolitica.

La geopolitica moderna del XXI secolo è la stessa. È ancora il punto di vista del buon vecchio Mackinder. Qui vediamo i principali termini e concetti della geopolitica.

Il Rimland è un concetto molto importante, perché è la zona costiera. In geopolitica, il Rimland è proprio la parte più interessante della struttura dello spazio, perché c’è lo spazio marino, lo spazio terrestre e lo spazio del Rimland, che è qualcosa “tra” terra e mare. La costa del Rimland può essere controllata dal mare o dalla terra. Chi controlla il Rimland, controlla tutto.

Qui possiamo vedere la famosa mappa di Mackinder, pubblicata sul National Geographic nel suo articolo “The Geographical Pivot of History”. Qui vediamo tutta la geopolitica in una sola mappa. È talmente “classica” e fondamentale che oggi tutti coloro che studiano la geopolitica e applicano l’analisi geopolitica alla situazione moderna utilizzano ancora questa mappa, disegnata all’inizio del XX secolo. Questa mappa, disegnata più di cento anni fa, è talmente attuale da essere una sorta di mappa profetica. Quello che vediamo qui è il Sea Power in quella che viene chiamata Mezzaluna Esterna e Insulare. Questo è il territorio controllato dall’Impero britannico e dal mondo anglosassone.  C’è l’area del perno, la stessa di Heartland, che è la terraferma del potere terrestre. Qui risiede il Potere Terrestre. E c’è la Mezzaluna interna o marginale, che è il Rimland o la zona costiera.

La storia del mondo inizia quando sia il Land Power che il Sea Power hanno acquisito dimensioni planetarie. Prima la lotta era su scala ridotta, ma ora ha acquisito una dimensione planetaria e c’è una sola spiegazione per ciò che sta accadendo a livello planetario: Il potere marittimo sta combattendo contro il potere terrestre, cercando di controllare la Mezzaluna interna o marginale. L’oggetto della lotta tra le due potenze geopolitiche, secondo Mackinder, è il controllo di questa zona, che può essere controllata in due modi. Il primo è il Sea Power, il che significa che la metropoli, il centro dell’Impero britannico, è il padrone di tutto questo spazio. In realtà, all’inizio del XX secolo, tutto questo spazio era controllato dall’Impero britannico. Dovevano (e devono) controllare l’Europa, il Nord Africa, il Medio Oriente, l’Iran, l’India, almeno la parte costiera della Cina, il Giappone e la parte dell’Estremo Oriente che appartiene alla Russia. L’idea era che la Mezzaluna interna, o Rimland, dovesse essere controllata dal Sea Power, e che questa fosse la strada per il dominio globale del mondo anglosassone. La concettualizzazione dell’Impero britannico portò Mackinder a questa conclusione e il disegno di questa mappa fu l’atto fondante della creazione della Geopolitica.

Ma cosa dovrebbe fare il Land Power nel campo della storia? Mackinder riconosceva onestamente che il Land Power avrebbe reagito. Il Land Power, o Heartland, cercherà di fare l’esatto contrario: espandere il proprio potere a Occidente, conquistare l’Europa occidentale, o tutta l’Europa, imporre la propria influenza nel Caucaso, in Medio Oriente e in Turchia, cercando di utilizzare il territorio della Turchia in declino, e l’Heartland cercherà di distruggere il controllo dell’Impero britannico sull’Afghanistan, sull’Asia centrale e sull’India e, arrivando in Cina, di espellere l’Impero britannico lì, così come in Giappone. Si trattava di una sorta di Grande Gioco, bilanciato su scala planetaria con, soprattutto, una dimensione filosofica. La legge di Mackinder era: Chi controlla l’Europa orientale, controlla l’Heartland, e chi controlla l’Heartland, governa il mondo. Per Mackinder era fondamentale controllare tutto l’Heartland, o il Land Power. L’Europa orientale è solo una parte della verità, perché tutta la Mezzaluna interna dovrebbe essere controllata dal Sea Power.

Ma concentriamoci su questa parte della frase: “Chi controlla l’Heartland, governa il mondo”. Questo è il punto più importante. Se Heartland è controllato dall’esterno, il mondo è governato dal Sea Power. Ciò significa l’ideale democratico, il progresso, la modernità e il capitalismo su scala globale. Se Heartland è governato da se stesso, dal Land Power, è qualcosa di opposto: eternità, tradizione, ordine, gerarchia, conservatorismo.

Agli occhi di Mackinder, l’Heartland è un oggetto. Questo oggetto inizia con l’Europa orientale, come nella Mezzaluna interna, la linea costiera dell’Eurasia. Se il controllo di questa linea o zona costiera è abbastanza forte, non c’è possibilità di confronto diretto tra Eurasia, o Heartland, e Sea Power. L’Heartland diventa un oggetto, ma di Heartland; se Heartland inizia a essere un soggetto, si afferma come soggetto geopolitico, si risveglia o si sveglia da solo, allora c’è un problema per il dominio globale dell’Impero britannico. Questa fu la regola principale della geopolitica da allora in poi. La lotta per l’Eurasia è un’applicazione di questo principio.

Il seguace di Mackinder, Nicholas Spykman (1893-1943), sviluppò la sua teoria come una sorta di versione allargata di quella di Mackinder, ponendo l’accento sul Rimland. Spykman disse: Chi controlla il Rimland, controlla l’Herartland. Chi controlla l’Heartland, governa il mondo”. Mackinder era concentrato sull’Europa orientale – dopo tutto, era un alto commissario dell’Intesa in Ucraina, che cercava di dividere e separare l’Ucraina dall’Impero russo. La stessa idea è stata ripresa da Brzezinski e messa in pratica nel 2014 sul Maidan. Viviamo nel mondo di Mackinder e non possiamo uscirne.

Spykman ha detto che dobbiamo dare la massima importanza a Rimland in generale. Per governare il mondo in generale, dovremmo separare l’Estremo Oriente dalla Russia, esercitare tutto il controllo sulla Cina dal mare, controllare il Medio Oriente, l’Africa settentrionale, l’India, il Pakistan, l’Iran, la Turchia e tutta l’Europa, e ridurre la zona di controllo dell’Heartland.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Idee&Azione

25 giugno 2022