È da tempo finita l’era delle grandi mobilitazioni di massa per la pace

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di Maurizio Ulisse Murelli

È da tempo finita l’era delle grandi mobilitazioni di massa, delle grandi contestazioni. Il sentimento della protesta è stato sterilizzato e sul perché e il per come qui non mi soffermo. Oggi, sporadicamente, si hanno mobilitazioni solo per la causa “transizione ecologica”, ovvero per la “rivoluzione verde” che, a differenza delle grandi mobilitazioni del passato, hanno il pieno supporto mediatico, media che come ben sappiamo sono i megafoni conformi ai grandi interessi economico-finanziari; basti pensare alla glorificazione di Greta fatta girare come una trottola in tutti i luoghi di potere delle istituzioni mondiali: parlamenti nazionali, ONU, Parlamento europeo etc., oggi scalzata dal podio più alto da Zelensky.

In questo quadro è totalmente latitante il movimento pacifista che ha conosciuto il suo epico momento ai tempi della guerra del Vietnam e poi è andato via via sfiatando avendo un parziale ritorno di fiamma solo ai tempi della guerra in Iraq, per poi sparire e diventare insignificante. Siamo palesemente a rischio di guerra mondiale, ma di cortei pacifisti degni di nota non se ne vede l’ombra e anche se dovessero cominciare a piovere bombe termonucleari tattiche, quel movimento non riprenderà quota.

Si stanno aggrappando all’idea della pace per far crescere una mobilitazione che chieda si fermi la guerra in Ucraina solo piccole realtà politico culturali ed alcune personalità che sono essenzialmente antiatlantiste e più o meno occultamente antiamericane e filorusse. Ma l’intento non prende quota e non potrebbe essere diversamente. Il pacifismo nel passato si metteva in mezzo tra due posizioni contrapposte, mentre oggi c’è una sola posizione, quella filoatlantica antirussa e quelli che vorrebbero sostenere le ragioni della Russia e i torti dell’Occidente non hanno fegato per azzardare una netta presa di posizione. Obbiettivamente si deve dire che sanno benissimo che sarebbero schiacciati e non troverebbero nessun tipo di ribalta per esporre la propria posizione. Allora si camuffano. Ma questa posizione è sterile. Il movimento pacifista non può prendere quota e la pace non può esser conseguita.

In Italia, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale esistevano due posizioni: quella minoritaria che aderiva alla Triplice alleanza (quindi Italia con Germania e Austro-Ungheria come da patto stipulato nel 1882) e quella maggioritaria che auspicava il salto della quaglia per aderire al patto stipulato da Francia, Gran Bretagna e Russia nel 1907). Una terza posizione non esisteva. E così è stato negli anni Trenta, quando c’era chi spingeva per un’alleanza con la Germania e chi con la Francia (tra questi Marinetti e d’Annunzio). Anche qui nessuna terza posizione. Oggi di posizione ne abbiamo una sola, acritica e senza opposizione che è quella atlantista. Quella non allineata alla vulgata atlantista vorrebbe essere pacifista, viene sistematicamente schiacciata e comunque non ha nessuna carta da giocare perché la pace non la vogliono i due attori principali: gli USA che vogliono demolire Europa e Russia e Russia che non ce ne sta di essere messa sotto schiaffo e deve conseguire la vittoria.

Come ormai ammettono anche alcuni analisti filoatlantici, quella in Ucraina è una guerra per procura per i desiderata americani. Ci sono poi alcuni fenomeni che sostengono un’intesa tra USA e Russia per schiacciare l’Europa e dividersi il potere globale. Ma di costoro non mette conto prenderli in considerazione avendo essi come fondamentali le stesse logiche dei terrapiattisti).

L’Ucraina è a tutti gli effetti uno Stato pirata e fallito, governato da truffatori e affaristi (altro che democrazia). A parte le schifezze lì perpetrate dagli angloamericani a partire dal 2005 a cui gli oligarchi ucraini si sono piegati, basti dire che all’indomani della sua indipendenza ha svenduto in Africa il 70% elle sue risorse militari ereditate dall’URSS.

E non era poca roba perché in Ucraina i russi avevano stoccato un’ingente armamentario che superava di gran lunga tutto quello allocato negli altri paesi del Patto di Varsavia (Germania Est, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia etc.). Quando dunque si va a vedere cosa è capitato in Africa e in Medio Oriente dal 2000 avanti si tenga conto di questo dato.

“L’Ucraina non deve perdere, la Russia non deve vincere”, il mantra. Allora diamo armi all’Ucraina per arrivare a costringere i Russi alla pace. Ora la questione riguarda i Leopard tedeschi. È di ieri la notizia che la Germania avrebbe ceduto alle pressioni NATO, dando via libera alla Polonia per la fornitura di carri e cedendone essa stessa ben 19! In pratica si tratta di 19 Leopard di vecchia generazione già destinati alla demolizione. Ben 100 dei carri (dei circa 200) Leopard in dotazione all’esercito tedesco vengono dichiarati in manutenzione… (sic!) A questi carri si devono aggiungere i 2 forse 8 forniti dagli inglesi, e 5 francesi, cioè tra i 34 e i 50 carri, una potenza di fuoco micidiale da dispiegare lungo gli oltre 1000 km di fronte che metterà in difficoltà i Russi i quali, stima la Nato, dispone di 3500 carri (se tutto va bene ne hanno il doppio) a cui si devono aggiungere quelli bielorussi…

Quel che impensierisce la Russia semmai sono i razzi a lunga gittata che possono colpire i territori della Federazione. Ma se ciò accadrà vedremo un ulteriore escalation di impiego di impiego di armi adeguate da parte dei russi, che sono, per i motivi che ho esposto nel precedente articolo, a corto: avrebbero gli arsenali vuoti. Vedremo, e lo vedremo presto.

Per chiudere. Non c’è stazio per la pace e il movimento pacifista. Chi pensa di assumere una posizione tattica manovrando per attivare questo movimento perde tempo. Per quanto difficile, si sostengano le ragioni della Russia, i torti della Nato inserendosi nelle timide e camuffate manovre della Germania, nonostante i debosciati guerrafondai del Partito dei Verdi (ora forse anche Francia) che stanno facendo melina, magari perché hanno preso coscienza del disastro che incombe sull’Europa e che la Russia non perderà sul campo come non ha perso andando in default a marzo dell’anno scorso.

Foto: Controinformazione.info

24 gennaio 2023

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