Ecco perché l’Iran è diventato “il più importante fornitore di assistenza alla sicurezza della Russia”

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di Andrew Korybko

Sebbene entrambe le grandi potenze multipolari mirate neghino le accuse degli Stati Uniti di una loro partnership militare segreta, vale comunque la pena di analizzare questi legami nel caso in cui siano veri. Procedendo con l’esercizio di pensiero della presente analisi, sorge spontanea la domanda sul perché l’Iran avrebbe accettato di diventare “il più importante fornitore di assistenza alla sicurezza della Russia”, come ha recentemente affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price, visto che proverbialmente bisogna essere in due per ballare il tango.

Il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha rivelato la scorsa settimana, durante una conferenza stampa, che il suo egemone unipolare in declino valuta ufficialmente che “l’Iran è diventato il più importante fornitore di assistenza alla sicurezza necessaria alla Russia”. Ma anche la Russia, a sua volta, ha iniziato a fornire all’Iran l’assistenza alla sicurezza di cui ha bisogno”. Sebbene entrambe le grandi potenze multipolari mirate neghino le accuse degli Stati Uniti di una loro partnership militare segreta, vale comunque la pena di analizzare questi legami nel caso in cui siano veri.

Procedendo con l’esercizio di pensiero della presente analisi, sorge spontanea la domanda sul perché l’Iran avrebbe accettato di diventare “il più importante fornitore di assistenza alla sicurezza della Russia”, visto che proverbialmente bisogna essere in due per ballare il tango. La risposta si può ricavare ricordando che la Repubblica islamica è letteralmente guidata da un governo rivoluzionario che si è appassionato alla riforma delle relazioni internazionali negli ultimi quattro decenni.

Considerando che l’operazione speciale della Russia è servita ad accelerare la transizione sistemica globale verso la pluralità, che il Cremlino ne avesse l’intenzione o meno, ha perfettamente senso che Teheran sostenga militarmente Mosca in segreto. Dopo tutto, anche la Repubblica islamica ha interesse a vedere concretizzarsi l’emergente ordine mondiale multipolare, affinché le relazioni internazionali possano finalmente essere riformate in direzione di una maggiore democrazia, uguaglianza, giustizia e prevedibilità.

A tal fine, non solo l’Iran ha presumibilmente stretto una partnership militare segreta con la Russia, come sostengono gli Stati Uniti, per combattere per procura i loro comuni nemici della NATO in Ucraina, ma sta anche sperimentando un nuovo corridoio di connettività trans-eurasiatico con la Russia e l’India. Il grande significato strategico del Corridoio di Trasporto Nord-Sud (NSTC) è stato parzialmente riconosciuto anche da Bloomberg, che tuttavia non ha notato che esso funge anche da nucleo fisico del terzo polo di influenza che questi tre paesi stanno costruendo.

La Russia, l’India e l’Iran stanno collaborando strettamente per dare vita al tripolarismo, al fine di far superare alle relazioni internazionali la precedente impasse bimultipolare, caratterizzata dall’influenza sproporzionata del duopolio delle superpotenze sino-americane sulle relazioni internazionali. Mosca ha messo tutto in moto con la sua operazione speciale, Delhi si è rapidamente imposta come kingmaker nella nuova guerra fredda rimanendo neutrale nel conflitto ucraino e Teheran facilita i loro piani di connettività NSTC condivisi.

In poche parole, l’Iran ha molto più da guadagnare, in senso strategico generale, aiutando clandestinamente la Russia a tenere testa alla forza d’invasione completamente sostenuta dalla NATO ma con il fronte ucraino, che non restando passivamente in disparte e lasciando che tutto si svolga come altrimenti potrebbe. Lo scenario peggiore di una sconfitta di Mosca, che rimane irrealistico ma che viene comunque perseguito dal miliardo d’oro dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti, sarebbe quindi anche una sconfitta per Teheran per quanto riguarda la possibilità di rovinare i piani multipolari della sua leadership.

Questi calcoli spiegano perché probabilmente c’è una certa credibilità nell’affermazione di Price sulla cooperazione militare segreta tra Russia e Iran, nonostante i due paesi la neghino per qualsiasi ragione. Nel corso del conflitto ucraino, l’Iran si sta rapidamente affermando come una Grande Potenza di rilevanza globale, proprio come l’India, grazie alla sua posizione di rottura nei confronti di quella guerra per procura, che differisce da quella di Delhi nel senso che Teheran non è veramente neutrale come sostiene, ma è segretamente in piena solidarietà con Mosca.

In questo modo, la Grande Potenza eurasiatica può dipendere dalla Repubblica islamica per soddisfare qualsiasi sua esigenza militare inaspettata, il che è strategicamente rassicurante. Anche gli Stati Uniti lo sanno ed è per questo che sono così arrabbiati per la loro presunta cooperazione militare segreta, soprattutto perché i droni iraniani sarebbero stati finora molto utili a Mosca. Stando così le cose, si può quindi affermare con certezza che l’Iran è oggi uno dei principali partner della Russia in tutto il mondo.

 

Pubblicato in partnership su One World – Korybko Substack 

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Controinformazione.info

16 gennaio 2023

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