Essere rivoluzione

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di Rainaldo Graziani

Come promesso eccomi ad assolvere il mio impegno, previa richiesta, a divulgare la mia riflessione sui conflitti in corso.

Già, poiché a mio avviso esistono più conflitti e di proporzioni e conseguenze ben più grandi del conflitto in Ucraina.

Il conflitto in Ucraina è probabilmente una miccia che nel consumarsi velocemente favorirà una esplosione di dimensioni intercontinentali che investiranno sia il singolo individuo sia interi modelli e complessi sociali ovvero culturali nonché economici e finanziari.

Essendo tuttavia questa mia riflessione indirizzata alla conservazione del patrimonio che ogni singola comunità organica di destino ha finora rappresentato sarò il più schematico possibile richiedendovi dei naturali “salti logici” che potrebbero portarvi a definire cosa pensare avendo chiarito, innanzitutto, e quindi accettato, un metodo che poi equivale al COME PENSARE.

Un combattente della battaglia di Maratona, passato alla Storia per averci insegnato il senso tragico dell’esistenza, ebbe a dire all’umanità già 2500 anni fa: “La prima vittima della guerra è la Verità.” Poche migliaia d’anni dopo un giovane combattente vallone, un leone che attraversava la Storia, rivolgendosi sempre all’umanità, a pochi mesi dalla fine del secondo conflitto mondiale, sentenziò: “Godetevi la guerra poiché la pace sarà terribile”.

La pace… “pace” è una parola bellissima che a mio avviso annida il suo meraviglioso significato anche se tuttavia necessita di una premessa che la contraddistingue: Non vi è vera Pace senza Giustizia. In assenza di Giustizia credo che più di pace si possa parlare di tregua prolungata ed in genere imposta.

In questa sede non voglio soffermarmi sulla domanda se siamo noi che giriamo intorno al mondo o è il mondo che gira intorno a noi, diciamo che indipendentemente da ciò alcuni di noi sono consapevoli di essere “asse” e quindi l’argomento diviene meno significativo. Essere “asse”, che ci si riferisca ad un singolo individuo o ad un insieme di persone formanti una Comunità, significa essere in grado di resistere ai venti avversi… ovvero essere capaci di non lasciarsi centrifugare ed espellere dai cambiamenti caotici che in genere i Grandi Conflitti ingenerano. Molto probabilmente chi assolve questa funzione, per dirla con Jaspers, contribuirà sostanzialmente a generare un nuovo periodo assiale attorno al quale si modellerà il nostro e l’altrui futuro.

Ora per essere “asse”, che sia riferito a persona o ad aggregazione di donne e di uomini, è necessità imprescindibile il disporre o accedere ad una dimensione Spirituale. Nel riferirmi alla dimensione spirituale, almeno personalmente, non intendo solo un aspetto religioso o confessionale proprio cioè di una specifica confessione religiosa ma bensì i più ampi ambiti di valori che esprimono la complessità del rapporto con la sacralità da parte dell’Uomo. Ognuno di noi, ognuna delle comunità esistenti dovrebbe fare innanzitutto proprie queste convinzioni, dopodiché potrebbe dedicarsi all’analisi e quindi alla valutazione dei fatti, ad esempio il conflitto in Ucraina,  in ordine al quale si è innanzitutto consapevoli di disporre di pochi elementi essenziali ma se supportati da una chiave di lettura derivante dalla propria dimensione spirituale sicuramente sufficienti a non “dis-orientarsi” durante l’evoluzione degli accadimenti, così come ne prima ne al termine di essi.

Nel 1966 si credette che stesse per scoppiare la terza guerra mondiale allorché i russi volevano posizionare i loro missili nel territorio cubano. Dovette passare mezzo secolo per svelare un patto segreto tra le due superpotenze circa la gestione di una crisi che terrorizzò il mondo intero tranne gli attori e rappresentanti di quelle stesse superpotenze. Ora per certo sappiamo che la miccia (Ucraina) che scatenerà l’esplosione dei reali e più grandi conflitti si fonda sulla contrapposizione culturale, economica, tecnologica, bellica, geopolitica e finanziaria tra la “visione unipolare” del mondo (tecnocratica, globalista, liberista, società aperta etc.) e una “visione multipolare” che rifiuta quelle caratteristiche. Scegliere e criticare una od entrambe le visioni (e quindi criticarne una anche dall’interno oltreché l’altra dall’esterno) è un diritto correlato alla dimensione spirituale che si vuole o non si vuole possedere e rappresentare. Quindi concludo:

Quali responsabilità politiche ha l’Unione Europea nell’ingannare il governo ucraino garantendogli che la NATO sarebbe intervenuta militarmente?

Quali Interessi, seppur diversi, accomunano la Cina, gli USA, l’Inghilterra (brexit) e la Russia ad indebolire o dissolvere la UE?

Quale tecnocrate di passaporto italiano o di altro Paese ha a cuore il popolo cui egli stesso appartiene?

Quale differenza c’è tra l’UE ed il concetto etnosociologico di EUROPA?

Quanto tempo prima si pianifica una azione militare del genere e quali cambiamenti ci sono stati nel periodo di organizzazione di questo primo evento bellico?

Quali sono le condizioni praticabili nel breve termine alternative al processo di implosione della UE se oggetto non dichiarato di aggressione da parte delle maggiori superpotenze mondiali anche per fini diversi tra loro?

Io non ho tutte queste risposte ma so il sacrificio ed il sangue versato dalle nostre Comunità di destino negli ultimi 30 o 40 anni e vi invito dunque a guardare dietro di voi e verificare quanto di essenziale, bello ed di strategico avete o abbiamo costruito nel passato… Non gettiamolo alle ortiche perché privi di “asse” nel gioco sterile delle contrapposizioni di pancia o di intelletto o peggio ancora in nome di ordini insensati di scuderia… Richiamatevi alla vostra dimensione spirituale ed in nome di essa non scontratevi ma piuttosto confrontatevi con chi tra “noi” sembra posizionarsi su un fronte forse solo apparentemente avverso.

La nostra Patria è là dove si combatte per l’Idea.

Foto: Idee&Azione

7 marzo 2022