Fesserie di propaganda

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di Maurizio Ulisse Murelli

Il livello propagandistico mediatico ha raggiunto livelli osceni tali che non si sa più se ridere o piangere. C’è chi par mio sta su Facebook a fare un briciolo di controinformazione nella piena consapevolezza che alla fine ce la raccontiamo tra di noi. Il nostro dire è pari alla stampa di un volantino in mille copie tirati con il ciclostile da distribuire per tutto il globo terracqueo e, se ci si pensa, è a dir poco mortificante. Lo si fa per dovere di firma senza alcuna illusione, ma sempre più sovente ci si domanda se vale la pena.

Tanto per dire e fare un esempio di come gira la ruota. Oltre un mese fa una ragazza in Iran muore e da allora è tutto un tagliarsi ciocche di capelli, manifestazioni cruente di protesta con centinaia di morti (pare e dicono). Ogni volta che mi è capitato di intercettare nei TG la cronaca di quell’episodio, sento dire dallo speaker che la ragazza è stata ammazzata di botte nel mentre girano le immagini dove si vede che la ragazza, redarguita da un agente della “polizia morale” si sente male e poi viene soccorsa (aveva problemi di cuore fin dall’infanzia) da un’ambulanza. Ma niente, lo speaker continua a dire “massacrata di botte” quand’anche smentito dalle immagini che nel frattempo vengono mandate in onda. E il suo dire con quello dei suoi compari mediatici ha scatenato una vera psicosi.

Vale la stessa cosa per i va@@ini. Accertato che chi si è inoculato non è immune dal contagio al pari di chi non se lo è fatto, la narrazione viene distorta e si istiga alla discriminazione anche nei confronti dei medici. E poi c’è la questione immigrazione. Una marea di fesserie che si accumulano e tracimano da radio, piccolo schermo, pagine di giornali. Le cronache dall’Ucraina rasentano il surreale. Solo ieri vedevo alcune immagini della “liberazione” di Kherson spacciate per attuali quando erano quelle di aprile già allora manipolate. Poi c’è l’affare Dugin e via elencando. Questa mattina alla rassegna stampa su “Rai news 24” c’era il giornalista che commentava le prima pagine che parlava del tremendo motto della “ics mas”: leggeva “Xa” proprio così: “ics”!!! Un motto talmente tremendo che chi va al Vittoriale degli Italiani lo vede ben “sparato” su un muro, essendo un “tremendo” motto dannunziano. E giù ad imputare alla X Mas” ogni nefandezza, persino il rastrellamento del ghetto ebraico dove non solo come storicamente accertato non era presente alcun italiano, ma essendo avvenuto il 16 ottobre 1943 la “Decima mas” di Borghese non poteva esserci a prescindere per il semplice fatto che fu fondata il 1° maggio 1944.

Insomma, ma veramente vale la pena di star qui a gettare perle ai porci che vogliono vivere di allucinazioni, amano l’ipnosi di massa e mai e poi mai sentono il bisogno di disancorarsi dalla Grande Menzogna? Viviamo un’epoca di rancori che alimentano rancori, falsità, stupri storici, narrazioni politiche da vomito dove ogni verità è rifiutata come la peste.

Sinceramente io mi domando se vale la pena insistere con lo stare dentro questo gioco o sottrarmi negandomi. Forse la via giusta è proprio quella di chiamarsi fuori. Sedersi sul bordo del baratro, guardare questo schifoso vortice e sorridere attendendo la fine dei tempi. E impiegare il tempo che ci è concesso in buone letture, passeggiare per boschi, monti e lungo le spiagge. Anche perché poi, e questa è la cosa triste, vedo (leggo post) di persone che dovrebbero avere i fondamentali per poter discernere e ben vedere, partecipare a questo delirio. Soprattutto in campo geopolitico, sulle crisi internazionali, sulla questione atlantismo, Russia, Ucraina, USA etc. Da non credere…. O, credendoci, stabilire che non c’è più speranza. E di fatto, per quel che mi riguarda, sto prendendo le giuste misure…

Foto: Idee&Azione

15 novembre 2022

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