Gli ordini cavallereschi riconosciuti in Italia (seconda premessa necessaria)

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di Roberto Jonghi Lavarini

Lo stato italiano riconosce solamente gli ordini cavallereschi propri e delle altre nazioni sovrane, annoverando fra queste, oltre allo Stato del Vaticano anche lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta), autorizzandone quindi le cerimonie e l’uso pubblico delle insegne. Gli stati monarchici (fra questi anche le monarchie elettive come il Vaticano e lo SMOM) riconoscono anche gli ordini cavallereschi di collazione familiare (proprietà privata) di tutte le legittime dinastie già sovrane, fra loro imparentate da secoli di strategiche alleanze matrimoniali. La Chiesa Cattolica, di conseguenza, in Italia, riconosce ufficialmente anche gli ordini dinastici cattolici dei Savoia, degli Asburgo e dei Borbone. Discorso a parte vale per l’Ordine Costantiniano di San Giorgio (dei tre distinti ma legittimi rami Borbone di Parma, Napoli e Spagna) che è riconosciuto sia dalla Chiesa che dallo Stato Italiano, e, anche per questo, molto ambito dai militari, per gli avanzamenti di grado e di carriera. 

La Chiesa Ortodossa canonica (ovvero le 13 chiese nazionali più il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli) riconosce i propri ordini cavallereschi patriarcali e quelli delle legittime dinastie già sovrane di tradizione bizantina e orientale. Per accordi ecumenici di reciprocità, la Chiesa Cattolica riconosce, di fatto, gli ordini dei fratelli cristiani ortodossi e orientali presenti in Italia (oltre due milioni di fedeli), come, ad esempio, quello rumeno del Drago (della dinastia imperiale Cantacuzino di Valacchia, Moldavia e Transilvania), quello caucasico georgiano della Santa Croce (della millenaria Real Casa Bagrationi), e quelli bizantini della Corona Heracliana e della Guardia d’Onore di Santa Sophia (della famiglia italiana dei principi Tomassini Paternò Leopardi, ora in capo matrilineare al conte Ezra Foscari Widmann Rezzonico).

Tutti gli ordini cavallereschi hanno una tradizione militare e religiosa, per questo hanno una scala gerarchica precisa: dame e cavalieri, dame e cavalieri ufficiali, dame di commenda e commendatori, dame e cavalieri grandi ufficiali, dame e cavalieri di gran croce, dame e cavalieri di collare. In alcuni ordini (SMOM, Costantiniano ed Heracliano) vi sono gradi accessibili solo al ceto nobile, con comprovate patenti di nobiltà sui quattro quarti genealogici complessivi del candidato.

Altri ordini, non riconosciuti ufficialmente, ma ampliamente tollerati, soprattutto a livello locale, dalla gerarchia ecclesiastica cattolica, sono quelli dei discendenti diretti collaterali degli antichi stati preunitari italiani come, ad esempio, quelli degli Aragonesi (Paternò Castello), degli Svevi (Altavilla e Cilento), degli Estensi (ramo Este Orioles), dei De Medici (ramo di Ottajano).  Poi vi sono tutta una serie di associazioni culturali, confraternite e sodalizi cavallereschi, più o meno legittimi e seri, che, pur non essendo veri e propri ordini, si rifanno alla storia e tradizione di antichi ordini estinti, come quelli: Templare, di San Giovanni, San Lazzaro, San Nicola, Santa Brigida, della Concordia, di Parte Guelfa, di San Marco e via dicendo. Di questi ne ho recentemente censiti complessivamente una cinquantina, ma è veramente difficile starci dietro, fra continue controversie, litigi, espulsioni, scissioni e rifondazioni. Infine vi sono ancora un centinaio di sedicenti ordini completamente fasulli, spesso dai nomi fantasiosi e ridicoli e dalla simbologia araldica tragicomica, gestiti da millantatori, mitomani, quando non da veri e propri truffatori, che vendono titoli e medaglie, di nessun valore economico tanto meno simbolico, a tanti poveri ignoranti e sprovveduti che pagano per avere un “cav” sul biglietto da visita o un pacchiano attestato dietro la cassa della bottega o nel salotto di casa.

In sintesi, riepilogando, questi sono i quattro ordini cavallereschi cattolici più prestigiosi e conosciuti (ed anche imitati): Sovrano Militare Ordine di Malta, Ordine Costantiniano di San Giorgio, Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Poi vi sono quelli riconosciuti ufficialmente dalle sole tre autorità preposte, ovvero lo Stato italiano e le Chiese Cattolica e Ortodossa. Poi viene tutto il resto in maniera caotica. Posso solo consigliare, prima di approcciarsi ad una qualsiasi gruppo cavalleresco, di informarsi bene, di chiedere ad amico esperto, per evitare truffe e raggiri, o semplicemente di essere presi in giro.

 

PS – Sono Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro della Real Casa Savoia, dinastia alla quale la mia famiglia walser piemontese è storicamente legata da secoli. I miei nonni sono stati ai vertici dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme (come Luogotenente del nord Italia) e di quello di Malta (come Cerimoniere nel Principato di Monaco). Io sarei dovuto entrare automaticamente nei due ordini sopra citati, che ho sempre frequentato, fin da bambino, ma ho rifiutato perché, entrambi, mi hanno chiesto di rinunciare alla mia troppo nota militanza politica. Si è trattato di una scelta libera e condivisa, per questo sono rimasto in buoni rapporti con tutti. Nello SMOM avevano già visionato e ritenuto valida la mia documentazione nobiliare per entrare come Cavaliere di Grazia e Devozione. Sono membro di circa una quarantina di ordini cavallereschi vari di tutto il mondo, inutile sfizio elencarli tutti. Cito solo, per sincera affezione, la Santa Croce di Georgia, la Corona Heracliana di Costantinopoli, l’Ordine Imperiale del Drago e, anche, perché no, per fedeltà patriottica, l’Aquila Romana, particolare sistema premiale della famiglia Mussolini.

Foto: Idee&Azione

6 luglio 2022