Guerra escatologica: la Russia e l’Occidente [1]

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di Youssef Hindi

L’escatologia è una delle dimensioni fondamentali della geopolitica mondiale contemporanea. Un geopolitologo non può più escludere l’aspetto escatologico delle relazioni internazionali dalle sue analisi, dal momento che i leader delle due maggiori potenze nucleari del mondo pongono al centro del loro discorso l’“Apocalisse”, il “martirio” che conduce al “paradiso”, “Satana” e l’“Anticristo”.

I leader americani ci hanno abituato alla retorica teologico-politica e messianica che fa riferimento ai tempi della fine. È parte integrante della genesi e della storia politica degli Stati Uniti. Ma ciò che è nuovo – dalla rivoluzione di Euromaidan guidata da Washington nel 2014 e ancor più con la guerra in Ucraina come conseguenza – è l’inclinazione escatologica nel discorso dei più alti leader russi. Abbiamo raggiunto una fase storica senza precedenti in cui le due più grandi potenze militari e nucleari, che si confrontano sullo scacchiere geopolitico, tengono un discorso religioso accusandosi reciprocamente di incarnare il male, con l’esplicita minaccia di distruzione nucleare reciproca.

Il presente studio si propone di distinguere il ruolo escatologico e la natura teologico-politica di ciascuno di questi due protagonisti della geopolitica mondiale. Per farlo, utilizzeremo gli strumenti delle scienze religiose, della storia delle religioni e, naturalmente, dell’escatologia, uniti all’analisi dell’evoluzione storica di queste grandi potenze e di quelle di cui sono eredi.

 

 

Scontro di civiltà

La Russia cristiana affronta il progressismo Anticristico

Lo stravolgimento del diritto internazionale e la demonizzazione del nemico

Dallo smantellamento dello Stato moderno, lo Stato sovrano, che il teorico del diritto Carl Schmitt (1888-1985) aveva intuito già negli anni Venti, il diritto internazionale e il quadro giuridico della guerra sono stati stravolti. Il diritto europeo moderno poneva teoricamente i due belligeranti su un piano di parità; tuttavia, sotto l’influenza delle ineguali potenze anglo-americane, siamo entrati, nel XX secolo, nell’era della criminalizzazione del nemico, della sua demonizzazione. Il nemico viene così escluso dall’umanità.

“La pace di Versailles (che non fu tanto una pace quanto una gogna) fu, al contrario, il risultato della guerra di sanzione, dove il nemico, dichiarato aggressore, scende al rango di criminale… La guerra di sanzione, per definizione ‘giusta’, è quindi l’essenza della guerra civile. Volendola introdurre tra Stati sovrani, trasformiamo i loro conflitti armati in guerre civili internazionali. La confusione iniziata a Versailles culminò tre decenni dopo nei ‘crimini contro la pace’ dei processi di Norimberga, che diedero il colpo di grazia alla concezione europea della guerra di duello.” [1]

Questo ci riporta al concetto medievale di guerra giusta. In Europa, la Chiesa romana era l’autorità suprema che poteva decidere se una guerra fosse giusta o meno. Scomparsa questa autorità, è l’ONU, con sede a New York, ad aver sostituito la Chiesa. L’autorità dell’ONU non si esercita né sugli Stati Uniti né su Israele, i principali responsabili del caos nel mondo, per cui il pianeta Terra si è trasformato in un Far West, dove regna la legge della giungla, la legge del più forte, la legge degli anglo-americani, dei giudeo-protestanti.

Nel 1947, Carl Schmitt percepì il pericolo rappresentato dai moderni mezzi di distruzione in possesso degli Stati Uniti. La guerra, spiegava, inciterà il belligerante in possesso di armamenti superiori a demonizzare il suo nemico, a privarlo dello status di nemico, a vederlo solo come un mostro da eliminare [2].

Da allora, abbiamo visto gli americani distruggere interi Paesi, massacrare popolazioni civili a milioni, invocando la lotta per la libertà, contro l’Asse del Male, ecc.

Nel frattempo, la Russia si è ricostruita ed è diventata, in Siria come in Europa, un muro contro le ambizioni imperiali anglo-americane e israeliane.

Si tratta di un fatto indiscutibile di cui daremo un’interpretazione storico-politico-escatologica telescopizzando i testi ebraici, cristiani e musulmani relativi ai tempi della fine.

 

Escatologia e messianismo: geopolitica americana

Se studiamo la Storia delle civiltà in epoca contemporanea, cioè nel XIX e XX secolo, possiamo concludere che l’attuale confronto tra Russia e Occidente è uno scontro di civiltà. Uno scontro tra modernismo e tradizione. Il modernismo è rappresentato e guidato dall’Occidente con la sua avanguardia, prima l’Impero britannico e poi gli Stati Uniti.

Per amore di rigore, dobbiamo distinguere l’Europa continentale dal mondo talassocratico anglo-americano. Oggi l’Occidente è equiparato alla costruzione ideologica del Giudeo-Cristianesimo, che si riferisce molto più al mondo anglosassone che all’Europa latina e germanica.

Quello che oggi viene chiamato “Occidente” non è solo una costruzione ideologica, ma anche politica, ovvero l’Unione Europea e la sua controparte geostrategica, il braccio armato degli Stati Uniti, la NATO. Questo Occidente è stato sovvertito dalla Riforma protestante e dall’Inghilterra, che ha vissuto un’espansione economica e geopolitica guidata da un messianismo giudeo-protestante il quale ha accompagnato e seguito la rivoluzione di Oliver Cromwell (1599-1658).

L’impero anglo-americano è dunque questo insieme ideologico, politico e geopolitico che ha gradualmente assorbito il vecchio continente cattolico, greco-latino e germanico e che, al volgere del XX secolo, non può più dirsi cristiano. Il modernismo materialista e le rivoluzioni di matrice giudeo-protestante che lo hanno promosso hanno invaso e gradualmente disintegrato l’Europa cattolica.

La manifestazione geopolitica del confronto tra tradizione e modernismo è stata descritta dallo storico britannico Arnold J. Toynbee nel 1947:

“Questo attacco concentrico sferrato dall’Occidente moderno contro il mondo dell’Islam ha inaugurato l’attuale conflitto tra le due civiltà.

Si vedrà che fa parte di un movimento ancora più ampio e ambizioso con il quale la civiltà occidentale mira niente meno che all’incorporazione di tutta l’umanità in un’unica grande società e al controllo di tutto ciò che, per terra, mare e aria, l’uomo può sfruttare grazie alla moderna tecnologia occidentale.

Ciò che l’Occidente sta facendo all’Islam, lo sta facendo allo stesso tempo alle altre civiltà sopravvissute – i cristiani ortodossi, gli indiani, l’Estremo Oriente – e alle società primitive sopravvissute che sono ora in uno stato di collasso, anche nei loro ultimi resti nell’Africa tropicale.” [3]

Questo movimento per incorporare l’intera umanità in un’unica grande società è accompagnato da un altro movimento per integrare tutte le religioni tradizionali in un’unica società [4] nell’ambito delle Nazioni Unite delle Religioni, il Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali [5]. La dichiarazione del 2012 del rappresentante dell’ebraismo al Congresso mondiale delle religioni, il rabbino ashkenazita di Israele Yona Metsger, è esplicita:

“Il mio sogno è costruire qualcosa di simile a ciò che le Nazioni Unite sono per i diplomatici, unificando i religiosi, i dignitari di ogni nazione, di ogni paese, compresi quelli che non hanno relazioni diplomatiche.” [6]

Dalla fine della Seconda guerra mondiale, sono gli Stati Uniti, subentrati alla Gran Bretagna, a guidare il modernismo giudaico-protestante e a condurre questa guerra di civiltà per imporre il proprio modello al mondo.

Questo imperialismo anglo-americano è il prodotto del messianismo dell’Antico Testamento; la fusione del messianismo ebraico e del calvinismo. Questo spiega perché gli inglesi e gli americani sostengono il progetto sionista, che è un ramo del messianismo ebraico che cerca di realizzare le promesse bibliche [7].

Negli anni Trenta del Quattrocento, l’Inghilterra iniziò una riforma religiosa: chiusura dei monasteri, confisca dei beni ecclesiastici e rottura con Roma. Thomas Cromwell (uno zio dell’antenato di Oliver Cromwell), ministro capo di re Enrico VIII, guidò questa politica. Nella seconda metà del XVI secolo, l’Inghilterra divenne una potenza marittima e l’influenza del giudaismo crebbe.

La fusione tra il giudaismo e il nascente impero talassocratico protestante ebbe luogo e costituì, insieme all’America, la potenza geopolitica anticristica.

“Un tempo si riteneva che tra l’espulsione degli ebrei sotto Edoardo I (1290) e il ritorno (più o meno ufficiale) alla libertà di immigrazione sotto Cromwell (1654-1656) non ci fossero ebrei in Inghilterra. Questa opinione non è più condivisa oggi da chiunque abbia familiarità con la storia degli ebrei in Inghilterra. Gli ebrei sono sempre stati presenti in questo Paese, ma sono diventati molto numerosi nel corso del XVI secolo. La stessa (regina) Elisabetta aveva una certa predilezione per gli studi ebraici e per un entourage ebraico. Il suo medico era Rodrigo Lopez, l’ebreo che fornì a Shakespeare il modello per il suo Shylock” [8].

“È noto che all’epoca della Riforma esisteva un’intima relazione tra l’ebraismo e alcune sette cristiane e che la lingua ebraica e gli studi giudaici erano oggetto di grande interesse. È particolarmente noto che nell’Inghilterra del XVII secolo i Puritani circondarono gli ebrei di un culto quasi fanatico. Non solo le opinioni religiose di personaggi influenti come Oliver Cromwell erano ispirate in tutto e per tutto all’Antico Testamento, ma Cromwell stesso sognava una riconciliazione tra l’Antico Testamento e il Nuovo e un’intima unione tra gli ebrei, popolo eletto di Dio e la comunità religiosa anglo-puritana. Un predicatore puritano, Nathanael Holmes (Homesius), dichiarò che il suo desiderio più ardente era quello di conformarsi alla lettera ad alcuni versetti dei Profeti e di servire Israele in ginocchio. La vita pubblica e i sermoni della chiesa avevano un’impronta israelita. L’unica cosa che mancava era che gli oratori parlamentari cominciassero a parlare in ebraico, cosa che li faceva sentire come se fossero stati trapiantati in Palestina. I Livellatori, che si definivano ‘ebrei’, chiedevano la promulgazione di una legge che rendesse la Torah un codice inglese; gli ufficiali di Cromwell proposero che il suo Consiglio di Stato fosse composto da settanta membri, sull’esempio del Sinedrio ebraico; tra i membri del Parlamento del 1653 c’era il generale Thomas Harrison, un anabattista, che, d’accordo con il suo partito, sosteneva l’introduzione della legge mosaica in Inghilterra; nel 1649, fu proposto al Parlamento di sostituire il giorno festivo della domenica con il sabato; gli stendardi dei Puritani vittoriosi recavano l’iscrizione: ‘Il Leone di Giuda’. [9]

Ma ci sono anche prove che il clero e i laici cristiani di questo periodo leggessero non solo l’Antico Testamento, ma anche la letteratura rabbinica. È quindi abbastanza naturale ammettere che le dottrine puritane provenissero direttamente da quelle ebraiche.” [10]

All’inizio del XVII secolo, i teologi protestanti inglesi iniziarono a sostenere l’idea di reinsediare gli ebrei in Terra Santa per accelerare il ritorno di Gesù e convertire così gli ebrei al cristianesimo. Tra i teologi protestanti che promossero questo progetto vi furono Joseph Mede (1586-1635), Richard Baxter (1615-1691) e un parlamentare inglese, Sir Henry Finch (1558-1625), che scrisse un’opera di esegesi in cui “prevedeva” il ritorno degli ebrei in Terra Santa: “The World’s Great Restoration, or the Calling of the Jews”.

Questa visione messianica originariamente ebraica, divenuta protestante, si radicherà in America, colonizzata dai Padri Pellegrini inglesi (1620), che si consideravano il nuovo popolo eletto, l’America come la nuova Terra Promessa, la terra delle origini del mondo, dove avrebbero dovuto costruire una “Nuova Gerusalemme”.

 

“Il più delle volte l’Atlantico viene paragonato al Mar Rosso, l’emigrazione delle sette inglesi viene identificata con la fuga degli Ebrei. Il paragone era effettivamente utile: il Mar Rosso che si chiude dopo il passaggio dei fuggitivi è una barriera definitiva tra il popolo eletto e i suoi oppressori; ma anche l’attraversamento del Mar Rosso appartiene alla storia provvidenziale.” [11]

I Padri Pellegrini vedevano l’America come una nuova Terra Promessa, una nuova Gerusalemme e poi nel XIX secolo, negli anni Quaranta dell’Ottocento, apparve l’idea messianica del “destino manifesto”, l’espansione civilizzatrice verso Occidente – la colonizzazione dell’Ovest dell’America da parte degli anglosassoni provenienti dall’Est – e nel XX secolo il “destino manifesto” degli Stati Uniti riguarderà il mondo intero. È un imperialismo messianico universale.

Theodore Roosevelt, che presiedette gli Stati Uniti dal 1901 al 1909, utilizzò il concetto di destino manifesto per giustificare l’imperialismo americano.

Anche Woodrow Wilson (1913-1921) faceva parte di questa tradizione messianica, affermando:

“Credo che Dio abbia presieduto alla nascita di questa nazione e che siamo stati scelti per guidare le nazioni del mondo nella loro marcia lungo i sentieri della libertà.” [12]

“L’America è l’unica nazione ideale del mondo… All’America è stato dato l’infinito privilegio di compiere il suo destino e di salvare il mondo… Siamo venuti a redimere il mondo dandogli libertà e giustizia.” [13]

Nella continuità dell’idea di un nuovo popolo eletto, a metà del XX secolo emerse la dottrina dell’“eccezionalismo americano”, promossa in particolare dall’influente sociologo Talcott Parsons (1902-1979).

Il Presidente Ronald Reagan (1981-1989) è stato influenzato dallo scrittore evangelico millenarista e sionista cristiano Harold Lee Lindsey (nato nel 1929). Il suo libro teopolitico, “The Late Great Planet Earth” (1971, con una tiratura di quattro milioni di copie) era il libro da letto del Presidente Reagan. Lindsay scrive nel suo libro:

“L’evento essenziale che molti lettori della Bibbia del passato non hanno considerato è questo segno profetico epocale: Israele deve ancora una volta formare una nazione nella terra dei suoi antenati. La nazione di Israele, un sogno per tanti anni, divenne realtà il 14 maggio 1948, quando David Ben Gurion lesse la Dichiarazione di indipendenza che annunciava la fondazione di una nazione ebraica con il nome di Israele.” [14]

Interpretando le profezie di Ezechiele e Gioele sulla potenza settentrionale che attaccherà Israele alla fine dei tempi, Harold Lindsey, come molti rabbini, dedusse che si trattava della Russia:

“Gog, dalla terra di Rosh, Meshech e Tubal, si riferisce al potere che si trova alle estremità del nord. Basta guardare un mappamondo per verificare l’esattezza di questa inclinazione geografica. C’è solo una nazione che si trova alle estremità settentrionali viste da Israele: l’URSS.” [15]

James Watt, Segretario all’Ambiente sotto Ronald Reagan, dichiarò che era inutile preoccuparsi dell’ecologia perché Cristo sarebbe presto tornato sulla terra.

“Allo stesso modo, la rappresentazione di Saddam Hussein come Anticristo all’epoca della prima guerra del Golfo non è estranea alla permanenza di un immaginario millenarista nella politica americana in Medio Oriente. Più in generale, la presenza del religioso all’interno della politica si sta rivelando sempre più decisiva.” [16]

Nel 2003, quando gli Stati Uniti di George W. Bush si stavano preparando a bombardare l’Iraq sotto l’influenza della lobby filo-israeliana [17], il presidente americano cercò di convincere il presidente francese Jacques Chirac che si trattava della guerra di Gog e Magog.

“Nel 2003, Thomas Römer, professore di teologia all’Università di Losanna, ricevette una telefonata dall’Eliseo. I consiglieri di Jacques Chirac volevano saperne di più su Gog e Magog… Due nomi misteriosi pronunciati da George W. Bush mentre cercava di convincere la Francia ad unirsi a lui nella guerra in Iraq. Secondo una profezia apocalittica, Bush avrebbe detto a Chirac che Gog e Magog erano all’opera in Medio Oriente e che le profezie bibliche si stavano realizzando. Questo avveniva poche settimane prima dell’intervento in Iraq. Thomas Römer spiega: Gog e Magog sono due creature che compaiono nella Genesi e soprattutto in due dei capitoli più oscuri del ‘Libro di Ezechiele’ dell’Antico Testamento. Profezia apocalittica di un esercito mondiale che combatte la battaglia finale contro Israele.”

“Questo scontro è voluto da Dio, che vuole approfittare di questo conflitto per spazzare via i nemici del suo popolo, prima che inizi una nuova era”, continua Thomas Römer.

Römer sottolinea che George W. Bush non è il primo a cercare un’incarnazione di Gog e Magog sulla terra. Ronald Reagan credeva che la guerra fredda e l’esistenza della bomba atomica rendessero possibile la profezia di Ezechiele [18].

Più recentemente, Mike Pompeo, protestante evangelico sionista e segretario di Stato nell’amministrazione Trump, ha affermato che “penso sia certamente possibile” che Trump sia la moderna Regina Ester [19].

[1] Peter Haggenmacher, presentazione de “Nomos de la Terre” di Carl Schmitt (1950), 2001, Presses Universitaire de France, pag. 40.

[2] Carl Schmitt, “Glossarium”, 31 Agosto 1947, pagg. 6-7; 1 Settembre 1947, pag. 7; 2 Settembre 1947, pagg. 7-8. In “Nomos de la Terre”, introduzione, pagg. 26-27.

[3] Arnold J. Toynbee, “L’Islam, l’Occident et l’avenir” (1947), 2013, Edizioni Des Malassis, pagg. 14-15.

[4] Senza mancare di ricordare l’opera di J. R. R. Tolkien “Il Signore degli Anelli”, 1954-1955.

[5] Si veda il sito web del “Congress Of The Leaders of World and Traditional Religions”:

http://www.religionscongress.org/component/option,com_frontpage/Itemid,1/lang,english/

[6] Euronews, “Kazakhstan: une quête d’unité spirituelle”, 04/06/12.

[7] Youssef Hindi, “Occident et Islam – Tome 1: Sources et genèse messianiques du sionisme”, Sigest, 2015.

[8] Werner Sombart, “Les Juifs et la vie économique, traduit de l’allemand au français par le Dr S. Jankélévitch”, 1923, rééd. Kontre Kulture, 2012, pagg. 52-53.

[9] Heinrich Graetz, “Geschichte der Juden”, IX, pag. 86 e seg., pag. 213 e seg.; X, pag. 87 e seg.; Alb. M. Hyamson, “History of the Jews in England”, 1908, pag. 164 e seg.; Jewish Quarterly Review, VIII, 1891, pag. 61.

[10] Werner Sombart, op. cit. pagg. 438-439.

[11] Élise Marienstras, “Les Mythes fondateurs de la nation américaine”, Paris, Complexe, 1992, pag. 76. Citato da: Pascal Bouvier, “Millenarisme, messianisme, fondamentalisme: permanence d’un imaginaire politique”, L’Harmattan, 2008, pag. 49.

[12] Ronald Steel, “Mr Fix-it”, New York Review of Books, 05/10/2000, pagg. 19-21:

https://www.nybooks.com/articles/2000/10/05/mr-fix-it/

[13] Citato da Bernard Vincent, “La Destiné manifeste”, Messène, Paris, 1999.

[14] Harold Lindsey, “L’agonie de notre vieille planète”, Braine-L’Alleud, Editeur de littérature biblique, 1974, pagg. 52-53. Citato da: Pascal Bouvier, op. cit. pag. 76.

[15] Harold Lindsey, op. cit. pag. 79. Citato da: Pascal Bouvier, op. cit. pag. 77.

[16] Pascal Bouvier, op. cit. pag. 82.

[17] Stephen Walt e John Mearsheimer, “The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy”, Farrar, Straus and Giroux, 2007.

[18] https://www.nouvelobs.com/rue89/rue89-chirac/20070917.RUE1698/un-petit-scoop-sur-bush-chirac-dieu-gog-et-magog.html

[19] https://www.evangeliques.info/2019/03/25/israel-donald-trump-reine-esther-des-temps-modernes/

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Idee&Azione

9 settembre 2022