Guerra escatologica: la Russia e l’Occidente [3]

image_pdfimage_print

di Youssef Hindi

Che cos’è il Katechon?

Il Katechon e l’Anticristo

Katechon in greco significa “ciò che trattiene” o “colui che trattiene” (la fine). È un concetto che si trova in un passo escatologico della seconda lettera di San Paolo ai Tessalonicesi:

“Per quanto riguarda la venuta del Signore Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, è nostro desiderio, fratelli, affinché non siate turbati o messi nei guai da uno spirito, da una parola o da una lettera da parte nostra, che vi suggerisca che il giorno del Signore è già arrivato; non credete a parole false, perché prima ci sarà un allontanamento dalla fede e la rivelazione dell’uomo del peccato, il figlio della distruzione, che si oppone a ogni autorità, innalzandosi su tutto ciò che è chiamato Dio o che è oggetto di culto; così da prendere posto nel Tempio di Dio, proponendosi come Dio. Non ricordate quello che ho detto quando ero con voi e vi ho parlato di queste cose? E ora vi è chiaro cosa trattiene (Katechon) la sua rivelazione fino al momento in cui sarà visibile. Perché il segreto del male è già all’opera, ma c’è uno che trattiene (Katechon) il male finché non sia tolto di mezzo. E poi verrà la rivelazione di quel malvagio, che il Signore Gesù metterà a morte con il soffio della sua bocca e darà alla distruzione con la rivelazione della sua venuta. Anche colui la cui venuta è segnata dall’opera di Satana, con ogni potenza, segni e falsi prodigi e con ogni inganno tra coloro il cui destino è la distruzione, perché erano del tutto privi dell’amore per la vera fede, grazie al quale avrebbero potuto ottenere la salvezza. E per questo motivo, Dio li consegnerà al potere dell’inganno ed essi presteranno fede a ciò che è falso: affinché siano giudicati tutti coloro che non hanno avuto fede in ciò che è vero, ma si sono compiaciuti del male.” (San Paolo, Seconda epistola ai Tessalonicesi, II, 1-12)

Il Katechon è quindi un’entità, un essere e/o una forza che trattiene la venuta dell’Anticristo.

Secondo Eusebio di Cesarea (265-339), vescovo e storico dei primi secoli del cristianesimo, il Katechon è l’Impero Romano. Roma sarebbe quindi la potenza terrena che trattiene l’Anticristo [26].

La vicinanza di Eusebio di Cesarea all’imperatore romano Costantino I è senza dubbio un fattore di interpretazione, ma non lo esclude. Vedremo più avanti che i Padri della Chiesa sono giunti alla sua stessa conclusione.

Costantino I fu l’imperatore che, nel 313 (Editto di Milano), pose fine alla persecuzione dei cristiani e che, nel 325, istituzionalizzò la Chiesa alla quale donò il palazzo dell’imperatrice Fausta sul Monte Celio, il Laterano, che divenne la Santa Sede del vescovo di Roma.

Il Katechon, Roma e l’escatologia ebraica

L’interpretazione di Eusebio di Cesarea riecheggia la tradizione ebraica. Infatti, gli ebrei non riconoscono Gesù, figlio della Vergine Maria, come Messia. Inoltre, secondo l’escatologia cristiana e musulmana, il Messia atteso dagli ebrei è l’Anticristo.

Secondo il Talmud, Sanhedrin 98a (II secolo d.C.), il Messia si troverà alle porte di Roma tra i lebbrosi e i mendicanti della Città Eterna [27]. Lo storico del giudaismo Gershom Scholem commenta:

“Questa ‘storia rabbinica’ davvero sorprendente appare già nel II secolo, molto prima che la Roma che aveva distrutto il Tempio e gettato Israele in esilio lasciasse il posto alla Roma del Vicario di Cristo e a una Chiesa che cerca di prevalere attraverso l’affermazione del compimento messianico. Questa antitesi simbolica tra il vero Messia seduto alle porte di Roma e il Capo della cristianità lì intronizzato è stata costantemente nella mente degli ebrei quando hanno riflettuto sul Messia nel corso dei secoli. In diverse occasioni, gli aspiranti alla dignità messianica si recano in pellegrinaggio a Roma e si siedono sul ponte di fronte a Castel Sant’Angelo, compiendo così un rituale simbolico.” [28] 

La caduta di Roma è iscritta nella tradizione ebraica come una delle condizioni per la redenzione, per l’avvento del Messia degli ebrei e del regno di Israele.

Come ha sottolineato G. Scholem, l’escatologia ebraica si concentrava su Roma molto prima che diventasse la sede della Chiesa. L’Impero Romano, che aveva distrutto il Secondo Tempio, era visto dagli ebrei come un nemico e lo sarebbe stato doppiamente quando Roma fosse diventata la sede della Santa Sede.

Il grande rabbino e maestro del Talmud, Eliezer ben Hourcanos, vissuto nel I secolo, diede un’interpretazione di un versetto della Genesi alla luce del libro di Daniele da cui trasse le sue conclusioni sulla vittoria finale di Israele. Egli elenca gli imperi che cadranno, i “nemici” di Israele che saranno “vestiti di vergogna”, mentre sul capo del Messia “splenderà il suo diadema”. Il quarto e ultimo impero nemico di Israele non è altro che Roma” [29].

Pertanto, se il Messia degli ebrei è l’Anticristo, l’avversario che cerca di rovesciare l’ordine di Dio sulla terra, egli è logicamente destinato a sovvertire ogni impero cristiano, ogni regno cristiano, ogni Stato cristiano, ogni nazione cristiana. E con “impero cristiano” escludiamo gli imperi giudeo-protestanti anglo-americani, che sono vicini nei valori, nell’orientamento religioso, nell’escatologia, nell’azione politica e nel ruolo nel mondo più al messianismo ebraico che al vero cristianesimo. L’impero angloamericano è uno degli avatar dell’Anticristo. È stato il mondo giudaico-protestante a far nascere il femminismo e l’ideologia LGBT [30].

Gli esempi storici illustrano molto chiaramente questo schema di opposizione tra Roma e il messianismo ebraico, tra l’Impero cristiano e l’Anticristo. Vengono qui riportati due esempi di azione Katechontica, nel XIII e XVI secolo, in cui autoproclamati messia ebrei tentarono di imporsi su Roma e di sottomettere la Chiesa.

Il rabbino cabalista Abraham Abulafia, autoproclamatosi Messia figlio di Giuseppe che annunciava l’arrivo del Messia figlio di Davide [31], si recò a Roma nel 1280 per incontrare Papa Nicola III e sottometterlo. Prima che potesse incontrare papa Nicola III, questi fu informato del piano di Abulafia e ne ordinò l’arresto e la morte. Il papa morì di apoplessia nei giorni successivi; Abulafia sfuggì così alla morte [32].

Nel XVI secolo, tra il 1524 e il 1532, due rabbini cabalisti tentarono di soggiogare la Chiesa, un regno cristiano in Europa e il Sacro Romano Impero e di usarli come strumenti per realizzare gli scopi messianici ebraici. David Reuveni e il suo allievo, Salomone Molcho, un altro autoproclamato Messia figlio di Giuseppe, si rivolsero a loro volta ai cardinali e a papa Clemente VII, al re Giovanni III del Portogallo e all’imperatore Carlo V per lanciare una guerra contro l’Impero Ottomano in Palestina per “liberare” la Terra Santa e restaurare il Regno di Israele.

Salomone Molcho attirò l’attenzione dei sacerdoti cristiani che venivano ad ascoltare i suoi discorsi, grazie al suo carisma e alle sue visioni, che impressionavano il pubblico: predisse, ad esempio, l’inondazione di Roma nel 1530 e il terremoto in Portogallo nel 1531. In alcuni dei suoi discorsi annunciò la caduta di Roma e della cristianità, nonché la ricostruzione della Giudea. Indicò persino la data dell’arrivo del Messia, figlio di Davide, che predisse per l’anno 1540. Grazie al suo maestro David Reuveni, Molcho riuscì ad avvicinarsi ai cardinali di Roma e a incontrare Papa Clemente VII, che cercò di convincere che la redenzione del popolo ebraico era imminente. Riuscì a impressionare il Papa, che gli diede l’autorizzazione scritta a predicare davanti a un pubblico cristiano e a pubblicare i suoi testi (a condizione che non fossero anticristiani). Una volta ottenuta la fiducia del Papa, cercò di convincerlo a formare un esercito di marrani per lanciare una guerra contro l’Impero Ottomano al fine di espellerlo dalla Palestina, insediarvi gli ebrei e affrettare così la venuta del Messia. Il suo progetto a Roma fu interrotto dall’Inquisizione che voleva arrestarlo. Il Papa nascose personalmente Molcho e lo fece uscire di nascosto da Roma.

Reuveni e Molcho si recarono quindi dall’uomo più potente d’Europa, Carlo V (1500-1558), imperatore del Sacro Romano Impero, che cercarono di convincere a creare un esercito di marrani per attaccare gli Ottomani e gli chiesero di convertirsi all’ebraismo. Carlo V fece quindi la parte del Katechon: imprigionò David Reuveni in Spagna fino alla sua morte e inviò Salomone Molcho all’Inquisizione, che lo bruciò sul rogo nel 1532 a Mantova, in Italia.

“Le visioni e i discorsi di Molcho mescolavano cabala e incitamento all’azione politica messianica tra i cristiani. Il suo martirio (1532) lo fece annoverare dalla comunità ebraica come uno dei ‘santi’ della Cabala. I movimenti apocalittici videro l’avvento di Martin Lutero come un nuovo presagio, un segno del crollo della Chiesa e dell’avvicinarsi della fine dei tempi.” [33]

In effetti, i tentativi politico-religiosi di Reuveni e Molcho coincisero con la riforma di Martin Lutero, che si diffuse rapidamente in Germania. Così, l’imperatore Carlo V – il Katechon dell’epoca – dovette affrontare due tentativi simultanei di sovvertire l’Europa cattolica.

La Riforma protestante e le sue conseguenze rivoluzionarie furono un colpo che indebolì l’Impero cristiano dell’epoca e di conseguenza l’intera cristianità europea e in ultima analisi, la Chiesa romana. Il giudeo-protestantesimo divenne un elemento di corrosione civile, politica e storica che superò le monarchie e gli imperi cattolici.

Le guerre civili tra il cattolicesimo e il protestantesimo, fondamentalmente rivoluzionario, hanno dato origine alla concettualizzazione dello Stato moderno alla fine del XVI e XVII secolo. Da quel momento in poi, il legame organico tra la Chiesa e le nazioni europee si spezzò e il potere politico-religioso della Santa Sede declinò inesorabilmente.

Questo declino è continuato fino alla disintegrazione del cattolicesimo in Europa con il Concilio Vaticano II (1962-1965), che ha sancito la scomparsa della Chiesa – forse temporanea – come attore storico, come Katechon.

Questa scomparsa della Chiesa cattolica coincide logicamente con la decomposizione dello Stato moderno e sovrano in Europa. Come abbiamo visto sopra, in termini di diritto internazionale e di diritto di guerra, l’ONU ha sostituito la Chiesa, così come le organizzazioni sovranazionali hanno confiscato le prerogative sovrane degli Stati europei.

Il risultato geopolitico di questo lungo e complesso movimento storico-politico è la sottomissione dell’intero continente europeo alle forze giudeo-protestanti anglo-americane: NATO, Unione Europea, FMI…

È così che le potenze anticristiche si sono impadronite dell’Europa un tempo cattolica.

Note

[26] Carl Schmitt, “Théologie politique”, 1922, 1969, Editions Gallimard, 1988, pag. 143.

[27] In Gershom Scholem, “Le messianisme juif”, Calmann-Lévy, 1992, pag. 15.

[28] Gershom Scholem, op. cit. pag. 15.

[29] Rabbi Eliezer, “Les chapitres”, capitolo 28, Edizioni Verdier.

[30] https://www.egaliteetreconciliation.fr/Feminisme-et-transsexualisme-origines-religieuses-et-mystiques-Ideologies-et-mouvements-LGBT-67156.html

https://www.egaliteetreconciliation.fr/Feminisme-et-transsexualisme-origines-religieuses-et-mystiques-La-femme-dans-la-Torah-et-le-67514.html

[31] Nella tradizione ebraica, l’arrivo del Messia figlio di Giuseppe dovrebbe precedere, annunciare e preparare l’arrivo del Messia figlio di Davide, che governerà il regno di Israele e il mondo.

[32] Vedi: “L’inspiration: le souffle créateur dans les arts, littératures et mystiques du Moyen Age européen et proche oriental”, Claire Kappler et Roger Grozelier, Kubaba -Actes.

Youssef Hindi, “Occident et Islam” – Tomo 1: “Sources et genèse messianiques du sionisme”, Sigest, 2015.

[33] Gerschom Scholem, “La Kabbale: Une introduction”. Origini, temi e biografie, Gallimard, 2003, pag. 142.

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Idee&Azione

12 settembre 2022