Guerra escatologica: la Russia e l’Occidente [5]

image_pdfimage_print

di Youssef Hindi

Il Katechon nel Corano

A proposito di sionismo, il Corano afferma che sono Gog e Magog che, alla fine dei tempi, riporteranno i figli di Israele a Gerusalemme, sebbene fosse stato loro vietato di tornarvi.

“Vietare a una città da Noi abolita di farvi ritorno

prima che venga aperto a Gog e Magog ed essi escano da tutte le colline” (Surah Al Anbiya, I Profeti, 21:95-96).

Non ci avventureremo qui in un’identificazione precisa di Gog e Magog, ma faremo il collegamento, come ha fatto prima di noi lo sceicco Imran Hosein, tra l’annuncio escatologico fatto dal Corano e la conquista di Gerusalemme nel 1917 da parte dell’Impero britannico, che ha creato il focolare nazionale ebraico e ha permesso agli ebrei di stabilirsi in Terra Santa.

Fu sotto l’influenza degli ebrei sionisti che gli inglesi attaccarono gli Ottomani per cacciarli dalla Palestina. Nella Prima guerra mondiale, la Gran Bretagna si trovò in difficoltà nel 1916, messa alle strette dall’Impero tedesco e sul punto di firmare l’armistizio proposto dal Kaiser. Una delegazione sionista si recò al Gabinetto britannico per proporre un accordo agli inglesi.

I sionisti promisero allora di far entrare in guerra gli Stati Uniti al loro fianco, in cambio della cacciata degli Ottomani dalla Palestina da parte degli inglesi e della sua cessione agli ebrei. Questo fatto storico è documentato. Le dichiarazioni ufficiali dell’allora Primo Ministro britannico Lloyd George, che si riferiscono a questo accordo, sono riportate nel Rapporto della Commissione Peel (luglio 1937) [55].

“Nella testimonianza resa davanti a noi, Lloyd George, che all’epoca era Primo Ministro, ha dichiarato che, sebbene la causa sionista fosse stata ampiamente sostenuta in Gran Bretagna e in America prima del novembre 1917, il lancio della Dichiarazione Balfour in quel momento era ‘dovuto a ragioni propagandistiche’ e ha delineato la grave posizione in cui si trovavano allora le potenze alleate e associate. I Romeni erano stati schiacciati. L’esercito russo era demoralizzato. L’esercito francese non era al momento in grado di prendere l’offensiva su larga scala. Gli italiani avevano subito una grande sconfitta a Caporetto. Milioni di tonnellate di navi britanniche erano state affondate dai sottomarini tedeschi. Nessuna divisione americana era ancora disponibile nelle trincee. In questa situazione critica si riteneva che la simpatia degli ebrei o il contrario avrebbero fatto una differenza sostanziale in un senso o nell’altro per la causa alleata. In particolare, la simpatia ebraica avrebbe confermato il sostegno dell’ebraismo americano e avrebbe reso più difficile per la Germania ridurre i suoi impegni militari e migliorare la sua posizione economica sul fronte orientale.

Queste erano le circostanze in cui il governo britannico emise la Dichiarazione Balfour.

”I leader sionisti (ci ha informato Lloyd George) ci hanno promesso che, se gli Alleati si fossero impegnati a concedere facilitazioni per la creazione di un focolare nazionale per gli ebrei in Palestina, avrebbero fatto del loro meglio per raccogliere il sentimento e il sostegno degli ebrei in tutto il mondo alla causa alleata. Hanno mantenuto la parola.” (Rapporto della Commissione reale sulla Palestina, presentato dal Segretario di Stato per le Colonie al Parlamento per ordine di Sua Maestà, luglio 1937, p. 23).

Ed è proprio quello che accadde. Gli Stati Uniti, che non avevano alcun interesse nel conflitto europeo, vennero in aiuto degli inglesi dichiarando guerra alla Germania il 2 aprile 1917. L’avvocato ebreo Louis D. Brandeis (discendente di una famiglia sabbatico-franchista), allora presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti e il rabbino Stephen Wise (cofondatore della Federazione sionista di New York nel 1897 e presidente del Congresso ebraico americano dal 1922 al 1946) influenzarono le decisioni del presidente Woodrow Wilson di far entrare gli Stati Uniti in guerra e di appoggiare la Dichiarazione Balfour; un processo simile fu utilizzato per spingere il presidente Truman a riconoscere lo Stato di Israele nel 1948 [56].

La promessa dei sionisti fu mantenuta con l’entrata in guerra degli Stati Uniti e sette mesi dopo, il 2 novembre 1917, fu emessa la Dichiarazione Balfour. La Dichiarazione Balfour era una lettera di Arthur James Balfour, ministro degli Esteri britannico, al banchiere Lionel Walter Rothschild, in cui prometteva la creazione di un focolare ebraico in Palestina.

Dobbiamo concludere che la Gran Bretagna e gli Stati Uniti sono Gog e Magog? O almeno, sono guidati da Gog e Magog? In ogni caso, li identifichiamo, insieme allo Stato di Israele e alla sua lobby, come forze geopolitiche anticristiche.

Gog e Magog, queste potenze che seminano il caos sulla terra, sono menzionate in un’altra sura del Corano dove, ci sembra, si parla di un Katechon, che avrebbe trattenuto Gog e Magog fin dai tempi antichi e fino alla fine dei tempi.

Non ci spingeremo a utilizzare la Lettera ai Tessalonicesi per interpretare il passo del Corano che stiamo per citare, perché sarebbe inappropriato e metodologicamente scorretto. Ma ricordiamo che San Paolo ha parlato di “ciò che trattiene” e di “colui che trattiene”, l’Anticristo. Nel Corano vedremo che c’è un essere umano (Dhû’l-Qarnayn), che ha costruito una barriera che trattiene, o meglio ha trattenuto, Gog e Magog.

“Vi chiedono di Dhu’l-Qarnayn: vi reciterò dalla sua storia ciò che va ricordato. In verità abbiamo stabilito il suo potere sulla terra e gli abbiamo dato le vie e i mezzi (asbâban) [57] per raggiungere ogni fine” (Surah al Kahf, la Grotta, 18:83-84).

Nei versetti che seguono, si racconta di un viaggio di questo potente personaggio in un’area geografica descritta dettagliatamente dal Corano. Sulla base di questa descrizione coranica (e del commento tafsir di Ibn Kathir), lo sceicco Imran Hosein ha localizzato quest’area nel suo libro “An Islamic view of Gog & Magog in the Modern World” [58]. Egli è giunto alla conclusione che si tratta dell’area compresa tra il Mar Nero e il Mar Caspio.

Dhû’l-Qarnayn continua il suo viaggio…

“Finché, giunto in un tratto tra due montagne, trovò sotto di esse un popolo che a malapena capiva una parola.

Dissero: O Dhu’l-Qarnayn, i Gog e i Magog fanno grandi danni sulla terra: ti renderemo dunque un tributo affinché tu possa erigere una barriera tra noi e loro?

Disse: (Il potere) in cui il mio Signore mi ha stabilito è migliore (del tributo): Aiutatemi dunque con forza (e fatica): erigerò una forte barriera tra voi e loro:

‘Portami dei blocchi di ferro’. Quando ebbe riempito lo spazio tra i due fianchi scoscesi della montagna, disse: ‘Soffia (con il tuo mantice)’. Poi, quando l’ebbe reso rosso come il fuoco, disse: ‘Portatemi del piombo fuso da versare su di essa’.

Così furono resi impotenti a scalarlo o a scavarlo.

Disse: Questa è una misericordia del mio Signore: Ma quando si realizzerà la promessa del mio Signore, Egli la ridurrà in polvere; e la promessa del mio Signore è vera.

In quel giorno li lasceremo a sbattere come onde l’uno sull’altro.” (Surah al Kahf, la Caverna, 18:93-99)

Abbiamo cercato di dimostrare che la Roma cristiana e il Califfato sono stati due Katechon che hanno impedito la realizzazione dei disegni messianici ebraici, che non sono altro che disegni anticristici.

L’estromissione degli imperi cristiano e musulmano, della Santa Sede e del Califfato dalla scena storica ha permesso non solo la creazione dello Stato di Israele, ma anche l’espansione del caos, la distruzione di interi Paesi, il disordine economico, sociale e societario. Le moderne ideologie anticristiche prodotte dal mondo giudeo-protestante hanno potuto diffondersi in tutto il mondo dopo la caduta del Califfato e della cristianità europea.

Questo rafforza l’idea che la Roma cristiana e il Califfato fossero davvero Katechon, freni all’Anticristo.

[55] Si veda il rapporto della Commissione Peel (luglio 1937) basato sulle dichiarazioni ufficiali dell’allora primo ministro britannico Lloyd George:

https://palestinianmandate.files.wordpress.com/2014/04/cm-5479.pdf   pagg. 23-24

[56] Stephen Walt e John Mearsheimer, “Le lobby pro-israélien et la politique étrangère américaine”, La Découverte, 2009, pag. 131.

[57] “Tiene” (asbâban), letteralmente: “attacchi”, “mezzi”.

[58] https://imranhosein.org/n/an-islamic-view-of-gog-and-magog-in-the-modern-age/

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: imammahdiac.org 

14 settembre 2022

 

Seguici sui nostri canali
Telegram 
Facebook 
YouTube