I teatranti si preparino al nuovo atto

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di Maurizio Ulisse Murelli

Quella in corso non è una “crisi”, ma semplicemente un atto (il terzo, quarto, quinto… dipende da dove si vuole porre l’inizio della narrazione) della commedia in scena dalla caduta del governo Berlusconi. Glissiamo sul perché e il percome.

Nel 2018 stravincono i 5S e Lega. La vittoria dei 5S è in buona parte dovuta alla rivolta dell’elettorato di sinistra contro il PD, ma anche ad un buon apporto di qualunquismo di destra. Dopo 90 gg. Nasce il governo giallo-verde. Nell’estate del 2019 il consenso della Lega nei sondaggi raggiunge vertici superlativi e con il 37% pare superare quello dei 5S che decresce di poco. Salvini fa saltare il governo. I veri retroscena di quella decisione non sono mai stati raccontati. Anche qui tocca glissare perché altrimenti si va per le lunghe. Di sicuro Salvini era più che convinto che i 5S non avrebbero contratto matrimonio con il PD. Con tutto quello che si erano detti: “Mai con il Parito di Bibbiano” (Di Maio); “L’ho detto, lo ripeto, lo giuro, mai con i 5S” (Zingaretti). Si sarebbe dovuti per forze di causa maggiore andare alle lezioni. Ma Mattarella compie il miracolo. Del resto non si deve andare alle elezioni perché all’orizzonte c’è l’elezione del presidente della Repubblica. Se il CDX non vince per debacle di FdI e FI, può essere Salvini ricomponga con i 5S e in ogni caso Salvini primo partito è intollerabile, inaccettabile che si possa elegge un Presidente populista o di destra (fascista).  Ad essere buoni si può dire che è per questa ragione che il PD è andato a matrimonio con i 5S e non per bramosia di poltrone. Sta di fatto che a settembre non avranno l’exploit della Lega ma di Fratelli d’Italia, nella loro narrazione, non un fascismo moderato ma un fascismo radicale. Complimenti.

Diciassette mesi fa cade il governo Giallo Verde. Niente elezioni. Vincerebbero i fascisti che eleggerebbero il Presidente della repubblica. Si chiama il banchiere Draghi al quale anche gli asini sanno che gli si era prospettato l’ascesa al Quirinale. Ma niente, pur di non avere un presidente della repubblica che potrebbe essere di destra moderata (tipo Casellati) PD e compagnia cantando con il mellifluo supporto di Mattarella (che per carità di Dio!  In parziale e attento alla Costituzione e non subilsce il riflesso condizionato dalla sua appartenenza politica) Draghi non va al Quirinale. I Partiti che lo osannano avrebbero potuto avere al timone d’Italia per 7 anni (considerando che ormai questa è una Repubblica presidenziale mascherata) con al governo un suo alter ego.

Si esclude a priore che Draghi si è preso la rivincita con chi gli ha impedito di andare al Quirinale. Si escluda quel che si vuole ma sta di fatto che è andato a casa perché voleva andare a casa. La fiducia ce l’aveva. E ora elezioni con campagna elettorale estiva.

Glissiamo su tutte le sciocchezze che si sentono dire dagli opinionisti, sulle loro previsioni e auspici. Ma glissiamo sopra tutto sulle sciocchezze dei politici. L’ultima sentirta or ora del fenomeno dei fenomeni Di Maio: “Se quest’autunno le bollette del gas aumentano e aumenta l’inflazione, la colpa è di Conte, Salvini e Berlusconi”. Poveretto, è pur sempre quello del “È stato Putin!”.

Cosa accadrà ora in questa gabbia di matti? C’è tempo per parlarne.

Cosa ci si può auspicare? Solo una cosa. Che si palesi in questo manicomio il matto dei matti. Ad esempio un Di Battista di ritorno dalla Russia che innalzi la bandiera dell’antiatlantismo, rivaluti le ragioni e della Russia, metta a nudo l’ipocrisia occidentale, le menzogne sulla guerra in Ucraina e i barbatrucchi degli americani. Una bandiera (partito)  che sarebbe un mangnete potente capace di un risultato percentuale a due cifre che sottrarrebbe anche voti a Fratelli d’Italia (di sicuro una buona parte dei vecchi militanti), aggregherebbe ex sessantottini rimasti sulla linea antiatlantista e antiamericana nonché una buona fetta dei pacifisti e tutto o quasi il pacchetto 5S ora nelle tasche di Conte.

Insomma, ci sarebbe un bel sparigliamento di carte e il CDX suprematista atlantista non avrebbe la maggioranza, così come non l’avrebbe il PD con tutti i suoi nanetti di contorno. Tutto questo sarebbe meraviglioso.

Che titolo dare a questo auspicio? “Dalla camera da letto del manicomio, sogno di mezza estate”. Quindi, fuori dal sogno, rassegnamoci alla realtà e dunque all’atto successivo della commedia in atto…

Foto: Idee&Azione

23 luglio 2022