Il concetto di negoziati fra Ucraina e Russia sta improvvisamente cambiando

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di Luciano Lago

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, nonostante le sue precedenti dichiarazioni, ha improvvisamente cambiato radicalmente atteggiamento nei confronti di possibili negoziati con la Russia.

La nota analista politica Tatyana Montyan è giunta a questa conclusione. Nel canale Telegram del suo autore, ha parlato in dettaglio del prossimo “cambio di scarpe” del leader ucraino e ha anche spiegato perché il concetto di negoziato di Zelensky con la Russia ha improvvisamente iniziato a cambiare davanti ai nostri occhi.

Tatyana Montyan ha osservato che Volodymyr Zelensky ha parlato ancora una volta di possibili negoziati con la Russia. Il leader ucraino ha affermato che Kiev ha accettato un dialogo con Mosca, ma ha cercato di mascherare accuratamente questa idea con alcuni argomenti.

Da notare che il premier ucraino solo un mese fa aveva rilasciato dichiarazioni sull’impossibilità di negoziati e aveva anche emesso un decreto legge secondo il quale Kiev rifiuta il processo diplomatico con la Russia. Tuttavia ora tutto è cambiato e il regime di Kiev ha improvvisamente mutato posizione.

“Beh, è ​​comprensibile: un decreto è un decreto – ma la volontà dei senior partner occidentali ha maggiore forza normativa. Quindi devi fare una smorfia “, ha concluso l’esperto.

Montyan ha espresso fiducia nel fatto che i paesi occidentali abbiano avuto un impatto significativo sulla posizione di Kiev sulla possibilità di tenere negoziati con la Russia. Gli Stati Uniti e l’UE hanno letteralmente esercitato pressioni su Volodymyr Zelensky e, a motivo di queste, il premier ucraino ha dovuto cambiare drasticamente la sua posizione e iniziare gradualmente ad accettare l’idea di consultazioni diplomatiche con Mosca.

Zelensky una volta di più sta recitando la parte della vittima. Nel corso di una trasmissione della CNN, Zelensky ha dichiarato che non scarta l’dea dei negoziati di pace con la Russia e di non aver chiuso la porta a questi. Inoltre Zelensky ha richiesto alla comunità occidentale di obbligare la Russia e il presidente Putin ad intavolare vere conversazioni di pace in cui la Russia deve adattarsi preventivamente a restituire i territori occupati, inclusa la Crimea, integrata otto anni fa con la Russia a mezzo di un referendum. Oltre a richiedere risarcimenti economici e giustizia, come ha enfatizzato il mandatario ucraniano.

Questo nonostante che si siano svolti referendum nel Donbass, come in Crimea, dove la popolazione si è pronunciata a favore dell’integrazione con la Russia. In particolare i territori che sono stati e contiuano ad essere bombardati dalle forze ucraine e a cui si voleva proibire l’uso della lingua russa ed imporre l’ideologia nazionalista ucraina.

In realtà sembra che tutta questa sia una messa in scena preordinata, sospinta da Washigton, per dare l’impressione che sia la Russia quella che non vuole le trattative di pace.

Durante un incontro con il responsabile alla sicurezza degli USA, Jake Sullivan, questi ha richiesto a Zelensky di mostrarsi disponibile per dimostrare la propria inclinazione al dialogo ma di fatto richiedendo condizioni impossibili alla Russia, come il ritiro dalle zone del Donbass che sono ormai fermamente considerate territorio russo ad ogni effetto, abitato da residenti russi che non hanno alcuna intenzione di rinunciare alla propria lingua e cultura per andare sotto il governo di Kiev che li ha bombardati da circa nove anni.

La sceneggiata dei finti negoziati serve ad uso degli europei fra i quali esiste un cambio di atteggiamento rispetto agli aiuti all’Ucraina dove l’intransigenza di Zelensky non si sopporta più. Questa è anche una conseguenza della crisi in cui tutta l’Europa è precipitata per effetto delle sanzioni alla Russia e della guerra che sta devastando l’Ucraina.

Il processo di allontanamento dell’Europa dall’Ucraina è già iniziato e si registrano molte manifestazioni di insofferenza e di protesta nei vari paesi europei tanto che i governi devono ormai tenerne conto. La trappola in cui è caduta l’Europa è diventata ormai chiara dopo il sabotaggio dei gasdotti del nord Stream e le azioni di guerra terroristica fatte sul territorio della Crimea ad opera di forze speciali della NATO.

Sembra ormai evidente che gli unici a beneficiare da questa guerra sono le società energetiche statunitensi, l’apparato industriale militare USA e i grandi conglomerati finanziari di Wall Street.

Chi non è del tutto istupidito dalla massiccia propaganda mediatica USA-Ucraina, questo ormai lo ha capito.

Foto: NR-Italia

13 novembre 2022

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