Il confine tra bene e male

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di Belinda Bruni

Che il confine tra bene e male sia labile, che non esistano verità assolute, che l’animo umano sia mosso sempre da forze oscure, anche quando le persone sembrano buone, sono dogmi del mondo contemporaneo, confermati e supportati dalla psicanalisi prima e dalla psicologia dopo. L’arte, la cultura, lo spettacolo si fanno portavoce e maestri di queste verità. Perché le verità assolute non esistono, ma che il bene e il male non sono identificabili in modo certo è una verità. Sublimi contraddizioni del pensiero debole. Di esempi se ne potrebbero fare tanti.

Nolite te Bastardes Carborundorum. Non lasciare che i bastardi ti buttino giù.

È il grido di resistenza che accompagna le ancelle nella serie TV The handmaid’s tale tratta dal romanzo di Margaret Atwood. In un mondo distopico fondato su una dittatura religiosa che interpreta alla lettera il Vecchio Testamento, le ancelle sono donne obbligate a portare le gravidanze per le mogli infertili dei comandanti, subendo stupri rituali.

L’eroina June guida la resistenza, salva molte vite mentre altre ne deve sacrificare con apparente freddezza, vive in bilico tra forza e paura, tra sete di giustizia e fame di vendetta. La quarta stagione, ultima al momento, si conclude con lei che si trasforma in un’assassina e uccide insieme alle altre ancelle, ormai ex perché fuggite in un paese libero, il suo aguzzino, l’uomo che insieme alla moglie l’ha stuprata ripetutamente per poi tentare di strapparle sua figlia. Da vittima a carnefice. La definitiva trasformazione avviene in seguito all’evidenza che l’uomo, anche se si è macchiato di crimini terribili, non pagherà secondo la giustizia umana, avrà la libertà in cambio di collaborazione con la giustizia internazionale. E June decide che lei farà in modo che abbia indietro quello che ha inflitto ad altri. Infine applica al suo persecutore la stessa terribile legge del taglione che ha subito, condannato e combattuto.

Lo spettatore non può non comprendere il suo stato d’animo e allo stesso tempo non può non provare una goccia di empatia per il comandante, uno dei volti fondamentali della serie, che viene massacrato mentre la macchina da presa si attarda sui suoi occhi terrorizzati. Nessuno è totalmente buono, nessuno è totalmente cattivo. Alla domanda se è giusto o sbagliato quanto è accaduto, il giudizio resta sospeso. Nell’ultima scena scopriamo che la donna sceglierà di abbandonare il marito e la figlia proprio perché è diventata un’assassina, ma questo è anche un escamotage che apre alla quinta stagione. Finale, tra l’altro, “telefonato” in una precedente scena, prima del crimine; pessima abitudine degli sceneggiatori americani, quello di anticipare fin troppo per creare pathos.

Naturalmente il messaggio esplicito della storia non è questo, ma la lotta femminista contro un mondo violento e patriarcale, argomento accattivante e di moda; il resto passa in forma subliminale, attraverso l’uso di scene potentemente emotive, altro metodo per afferrare lo spettatore dalla pancia e inchiodarlo allo schermo senza lasciarloelaborare quando sta guardando.

Non è possibile negare che ci sia del vero in quanto trasmesso: l’essere umano sperimenta in se stesso la lotta tra bene e male, tra giustizia e vendetta. Anche gli Esercizi Spirituali ignaziani insegnano che la beatitudine della sete di giustizia ha come volto negativo la tendenza all’ira e alla vendetta, e certamente è un espediente narrativo interessante sondare l’animo di un personaggio in lotta interiore; ma quello che si nota in tanti prodotti “artistici” moderni è una sorta di compiacimento nel decantare questo doppio.

La domanda che dovrebbe restare, e che supera anche il quesito astratto sull’esistenza del bene e del male, è se l’uomo che si trasforma da vittima a carnefice è davvero tornato libero o piuttosto non lo sarà mai perché ha interiorizzato il suo aguzzino. Può ucciderlo e prendere il suo posto. Alla fine potremmo concludere che il male ha vinto perché si è perpetuato e non è stato fermato.

È vero che teologicamente esiste il malicidio, termine introdotto da Bernardo di Chiaravalle per indicare l’omicidio del malfattore in guerra quando non vi sia altro modo per impedirgli di compiere il male. Tuttavia per Bernardo non è possibile uccidere il male nell’infedele se prima non si è ucciso il male in se stessi attraverso un percorso di ascesi. Il concetto di malicidio non risponde ad una sete di vendetta, ma ad una di giustizia profonda di cui sono capaci l’eroe e il santo. Non chiunque abbia sete di giustizia.

Ma torniamo al messaggio esplicito del racconto dell’ancella: la messa in stato di accusa di una società patriarcale che condanna le donne ad essere meri contenitori di nuovi bambini. Condanna su cui nessuna persona di intelletto può dissentire. Fa sorridere il successo di questa serie, giunta alla quarta stagione, pronta per la quinta, vista in tutto il mondo e che ha ricevuto diversi riconoscimenti, mentre nel mondo occidentale progredito, femminista e non violento si discute la bontà della pratica dell’utero in affitto, che altro non è se non la riduzione delle donne a meri contenitori di nuovi bambini da cui poi saranno strappate. Certo si può contestare che le ancelle sono ridotte in schiavitù e subiscono stupri rituali mentre le persone per bene chiamano l’utero in affitto gestazione per altri, con una pennellata di buoni sentimenti che fanno della pratica un atto di altruismo compiuto per scelta. Restano le domande intorno alla “libera scelta” di donne povere che mettono al mondo figli per coppie ricche che possono pagare un bambino e alla dignità di un essere umano, per quanto embrione, feto, neonato, che in quanto tale non può essere venduto né regalato, perché non è un oggetto.

Ma voi donne del progresso guardate il racconto dell’ancella e rassicuratevi che non siete costrette a vivere in un mondo distopico patriarcale che non lascia scelta alle donne, un mondo dove la giustizia si traduce in necessaria vendetta; rassicuratevi che la vostra battaglia è questa: schiave sì, ma solo per scelta.

Foto: Idee&Azione

20 giugno 2021