Il Drago pone la domanda: «Volete la pace o il condizionatore funzionante quest’estate»?

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di Maurizio Ulisse Murelli

Risposta: «Non avrai né la pace né il condizionatore funzionante. Avrai la guerra e in Italia una immane miseria condita da recessione». Tralasciando il fatto che è curioso che uno parli di pace quando mena vanto di inviare armi sul teatro di guerra e si avvale di una delle più grandi sciagure che abbia mai investito la politica italiana, ossia Di Maio ministro degli esteri, che sempre più anche fisiognomicamente assomiglia ad Alice nel paese delle meraviglie al cospetto del Cappellaio Matto, vediamo come siamo messi.

Riavvolgiamo il nastro. Gli analisti e imbonitori allo sbaraglio vanno sostenendo che Putin voleva una guerra lampo e conquistare tutta l’Ucraina a cominciare da Kiev, ammazzare Zelensky e poi invadere mezza Europa.

1) In tutta la loro storia i Russi non hanno mai concepito una sola “guerra lampo”. Nella loro strategia e sempre stata presente la tattica dello “snervamento” del nemico di turno attirandolo su ampi spazi territoriali. E Stato così con Napoleone e con Hitler. In Ucraina – e io l’ho scritto fin da febbraio – l’obiettivo è sempre stato la liberazione del Donbass e al limite l’occupazione del territorio ad est del Dnieper e tutta la costa rivierasca fino ad Odessa. La pressione a Nord-Ovest a Kyev e dintorni è servita a tenere impegnate truppe ucraine che altrimenti avrebbero rinforzato il fronte dell’Est. Nel frattempo hanno disintegrato tutte le infrastrutture logistiche di supporto all’azione militare, a cominciare dalle basi nato camuffate per finire con gli aeroporti, depositi di carburante, stoccaggi di alimentari etc. Non hanno attaccato ferrovie e autostrade per consentire l’esodo degli sfollati dalle città dell’est. Forse l’unica cosa non calcolata da Putin è il masochismo degli europei che si sono portati la guerra economica commerciale in casa. Campione di questa follia Draghi.

2) Di fatto Zelensky è il supporto più efficace di Putin, un insperato alleato di fatto. E anche qui forse si può rilevare l’unico sprazzo di lucidità di Biden quando gli ha offerto l’esilio. «Datemi proiettili e non il taxi» ha risposto l’ex comico. Che ora è una instabile mina vagante e che con tutta probabilità verrà eliminato o accantonato proprio dagli occidentali. Si tenga presente che la sua guardia pretoriana non è costituita da miliziani del battaglione Azov come alcuni vaneggiano ma da 100 (100, non uno di più non uno di meno) soldati, cinquanta dei quali rispondenti al mossad e cinquanta agli americani. Quando dovesse servire, è grazie a loro che Zelensky potrà diventare un eroe-martire se la possibilità di ibernarlo come a suo tempo è stato possibile fare con il polacco Walesa, risultasse impossibile. Perché di tutti gli attori in campo oggi, quello che non potrà sopravvivere come è proprio Zelensky. Oggi la folle retorica di Zelensky fa più il gioco di Putin che quello di Biden, così come il prolungamento della guerra fa più il gioco di Putin che quello degli occidentali perché solo con il prolungamento della guerra Putin può tentare di conseguire l’obbiettivo principale, che è la sconfitta dell’Occidente imperialista, la disfatta del Nuovo Ordine Mondiale unipolare prefigurato dalle élite globaliste e liberiste. In pratica l’Europa è già in guerra, l’Italia l’anello debole e quella che pagherà il prezzo più alto.

3) La normalizzazione in Ucraina comincerà tra due anni, quando Putin sarà ancora al suo posto, Biden fuori scena (e magari con Trump), Zelensky silenziato, gli europei alle prese con recessione, inflazione, imprese al collasso, assaltata da popoli affamati del Nord e Centro Africa. Nel frattempo, con l’Ucraina devastata e con i paesi limitrofi che si sono ben spesi per la guerra, ospitando profughi e inviato armi, vedremo come interagiranno le storiche rivendicazioni territoriali dello Stato Arlecchino che è l’Ucraina: i Polacchi (Galizia), Ungheresi (Transcarpazia), Romania (Bucovina settentrionale, Hertsa, Bessarabia settentrionale e meridionale, Isola dei Serpenti), Bielorussia (che rivendica la parte settentrionale del territorio dell’Ucraina, Volyn, Rivne, Zhytomyr, Kiev, Chernihiv e le regioni di Sumy, Polesia ucraina, storicamente ed etnicamente strettamente collegata con la Polesia bielorussa), Moldavia (Bessarabia meridionale e settentrionale), Trasnizia (il nord di Odessa). Poi ci sono pure i turchi. O veramente pensate che tutti si stanno “sbattendo” a babbo morto? Sì, in effetti c’è chi si sbatte a babbo morto, anzi, paga per sbattersi a discapito del proprio popolo: Draghi e tutti i partiti di contorno, FdI che non è nel governo ma si agita più di chi è al governo a pari merito con il PD.

Ci sarebbero altri punti da sviluppare, ma andrei troppo lungo. Prossimamente ci ritorno. Nel frattempo guardate la tabella dello stato delle cose… «Perché, come dicono gli imbonitori, la Russia sta perdendo la guerra». Tenete presente che allo stato delle cose la Russia ha impiegato la centesima parte della forza d’urto militare che potrebbe impiegare, che la mossa a tenaglia che sta attuando a Est, presto imprigionerà 90.000 soldati ucraini, molti dei quali si arrenderanno, altri si faranno ammazzare. Il risultato è che l’Ucraina si troverà priva di esercito. Gli armamenti che gli Occidentali nei prossimi giorni faranno del male ai russi, ma nel medio termine serviranno solo per finire come giocattoli da collezione sul comodino dei vari Draghi.

Allegri, ragazzi, la guerra mondiale è entrata in fase acuta. Approfittatene, perché “la pace sarà terribile” (come scrivevano sui muri di Berlino nel 1945). E cominciate a far scorta di pasta, biscotti etc. se non volete, a luglio, oltre a spegnere i condizionatori, cibarvi di cicoria.

Foto: Idee&Azione

8 aprile 2022