Il fallimento del green pass e i colori delle regioni

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di Daniele Trabucco

 

Il decreto-legge n. 105/2021 convertito, con modificazioni, nella legge formale n. 126/2021 ha, nella disposizione normativa di cui all’art. 2, modificato i criteri per l’assegnazione del colore delle Regioni italiane. Da lunedì 24 gennaio 2022 sono salite a 5 le Regioni in zona arancione. Alla Valle d’Aosta/Vallèe d’Aoste (che ha rischiato di finire in zona rossa) si sono aggiunte Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia, mentre a quelle già in giallo si sono affiancate Puglia e Sardegna.

Com’è noto, l’incidenza dei contagi è uno dei criteri, previsti dalla normativa vigente, per il cambio di colore. Ora, l’80,12% della popolazione ha effettuato il ciclo completo di vaccinazione (due dosi) e il 52,90% la dose aggiuntiva (c.d. “booster”), eppure, nonostante queste percentuali, i contagi aumentano (si registra un rallentamento solo in questi ultimi giorni) e ci viene detto che le terapie intensive sono occupate (non è vero, ma si cerca di non diffondere informazioni diverse che possano incrinare la narrazione degli “aedi” ufficiali del potere) da persone che non hanno effettuato l’inoculazione del siero (ma non erano 04 gatti?). Se questo è vero, il fine della certificazione verde (cartacea o digitale) Covid-19, ossia prevenire la diffusione dell’agente virale Sars-Cov2 (e non l’ospedalizzazione o la forma grave della patologia Covid-19), è miseramente fallito a dimostrazione della mancanza di congruità del mezzo rispetto all’obiettivo prefissato dal legislatore d’urgenza in palese violazione del parametro di proporzionalità di cui all’art. 3, comma 1, della Costituzione vigente.

Il Governo della Repubblica, sostenuto da un’ampia maggioranza parlamentare il cui denominatore comune è unicamente la paura del voto vista la riduzione (demagogica e populista) del numero di deputati e senatori a seguito dell’entrata in vigore della legge costituzionale n. 1/2020, continua imperterrito nella sua “politica sanitaria”, fonte e causa di una profonda frattura della coesione sociale e artefice di quel passaggio dalle libertà riconosciute a quelle autorizzate per pervenire alle libertà premiali.

Foto: Idee&Azione

27 gennaio 2022