Il governo Draghi prosegue nella persecuzione di chi è contrario alla vaccinazione

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di Luciano Lago

Come si poteva prevedere, Draghi e la sua compagnia di giro prosegue il suo programma come un bulldozer calpestando diritti, regole, leggi costituzionali e libertà delle persone. D’altra parte non è un mistero che, quando si gode dell’appoggio dei potentati finanziari sovranazionali, tutto è permesso e si ottiene anche il plauso dei media asserviti, mentre i partiti politici vengono utilizzati come vassalli compiacenti che assentono a tutte le decisioni del “super Mario”, anche se fingendo a volte qualche nervosismo, qualche mal di pancia, tanto per salvare la faccia davanti ai propri elettori.

Il Parlamento è sistematicamente scavalcato e le autorità di garanzia seguitano il loro letargo.
Attraverso il sistema della estorsione del consenso e del ricatto, ai cittadini over 50, quelli che ancora non si siano punturati, viene imposto per decreto (dal 15 Febbraio) l’obbligo del vaccino per accedere a qualsiasi luogo pubblico o privato, inclusi gli uffici pubblici, i centri commerciali, i parrucchieri, estetisti, poste, banche, negozi, ecc., oltre alla proibizione di utilizzare i servizi essenziali come trasporti pubblici, treni, bus e metropolitane. Proibizione assoluta di presentarsi al lavoro senza green pass e divieto agli studenti non vaccinati di accedere a scuole ed università.

Il diritto al lavoro su cui si fonda la costituzione, il diritto allo studio ed alla libera circolazione vengono allegramente buttati nel cesso come altri diritti neppure menzionati.

Questo perchè Draghi e Speranza, con l’ausilio del loro comitato di tecnici, decidono tutto loro, come si fronteggia una pandemia, come la si debella e quali misure imporre. Tutto questo senza menzionare il fallimento conclamato delle campagne di vaccinazione che hanno visto moltiplicare i contagi e le menzogne pronunciate in pubbliche conferenze dal super Mario (“il vaccino non ti fa ammalare e ti salva dalla morte, il greenpass significa libertà”, aveva dichiarato sicuro il premier”) puntualmente smentite dai fatti.

Si procede a criminalizzare i così detti “no vax” ed a realizzare un sistema che non è solo di apartheid ma di arresti domiciliari di fatto, con sanzioni pesanti per coloro che contravvengono ai divieti e discriminazione dei cittadini sulla base delle opinioni e dei comportamenti. Possibile che alla prossima tornata di decreti il super banchiere decida anche per i campi di confinamento e per il TSO per coloro che dissentono. L’impagabile ministro Brunetta arriva a vantarsi in pubblico per essere l’Italia il primo paese d’Europa ad avere emanato queste misure così restrittive. Quando sarà l’Italia anche il primo paese a reintrodurre i Gulag (di memoria sovietica), allora la compagnia di Draghi e Speranza saranno al culmine dell’auto compiacimento.

Nel frattempo in Sicilia viene richiesto il “super green pass” ai residenti siciliani e a tutti coloro che devono imbarcarsi per passare lo stretto di Messina, mentre arrivano migliaia di migranti clandestini sulle stesse coste della Sicilia e Calabria, tutti privi di documenti e rifiutando di sottoporsi a vaccinazione. Accolti con gioia dagli esponenti della sinistra mondialista e dalle grandi imprese che vedono in quelli la possibile sostituzione degli italiani con nuova manodopera a buon mercato. Stesso problema in Sardegna e sulle isole minori da dove i residenti, se privi di super green pass, non potranno neanche spostarsi con un traghetto per accedere ad un ospedale sulla terra ferma o per ricongiungersi con i propri familiari sul continente.

La parità di diritti fra i cittadini è un optional che il super banchiere non comprende, essendo lui abituato a gestire soldi e tassi di interesse ma non persone con le loro reali esigenze. Nessuno d’altra parte ha il coraggio di farglielo comprendere, neppure i presidenti delle regioni Sicilia e Sardegna che pure dovrebbero tutelare i diritti dei propri cittadini.

Come sempre si salverà dalle misure chi dispone di alti redditi e mezzi propri mentre il popolo, quello che lavora e soffre, dovrà assoggettarsi o fare la fame. Rimane altrimenti la scelta di emigrare o ribellarsi, come avveniva ai primi del Novecento per i “cafoni” che il generale Cialdini mise sotto legge marziale per debellare il banditismo (dicevano in Piemonte). Oggi “i cafoni” per il potere sono i non vaccinati, quelli che non si sottomettono e non apprezzano “la Scienza e l’Europa”, i due totem sempre invocati dai personaggi che contano delle istituzioni.

Foto: Idee&Azione

7 gennaio 2022