Il lamento e la libertà

image_pdfimage_print

di Maurizio Ulisse Murelli

Se la smetteste di lamentarvi per la “libertà” negata e entraste nell’ordine di idee che la libertà (che è anche quella di rendersi obbedienti ad un Ordine superiore o quella si essere schiavi di un Sistema retto dalla tirannide dei pagliacci) o ve la prendete e assicurate da voi, oppure nessun buon samaritano – in quest’epoca – ve la concederà e solo a chiacchiere c’è chi è disposto a battersi fino alla morte per assicurarvela.

Tra le cose più stucchevoli che è dato leggere sui social e sentire da parte di qualche filosofastro in TV è il piagnisteo relativo alla “Costituzione tradita”, come se – qualsiasi cosa si pensi della Costituzione e la si prenda sul serio… alla Benigni, per esempio 😛 – non fosse quello che accade regolarmente dal suo varo; basti citare l’articolo relativo all’Italia che ripudia la guerra e poi si manda – in nome della democrazia e della *pace*, ça va sans dire – l’esercito in giro per il mondo a guerreggiare per conto terzi (quindi persino come mercenari); o all’articolo principe, quello relativo al lavoro e poi massacrato in tutte le tutele del lavoratore a quell’articolo correlate. Le si applica, alla meravigliosa Carta, persino un sottotitolo fasullo, come quello di “Costituzione antifascista”, quando di fascismo se ne parla giusto in un miserello articolo transitorio per vietare la ricostituzione del PARTITO fascista, quello del Ventennio e nulla si dice a proposito di ideologia o “movimento”. Non sto qui a dirvi il perché di questo sottotitolo, tanto siete intelligenti e ci arrivate da soli.

E quindi, cosa continuate a frignare per il restringimento delle libertà (*libertà* declinata al plurale, niente di più deleterio per assassinare la *libertà*) in sfregio alla Costituzione? Cosa credete? Se la Corte costituzionale ha decretato con sentenza 308/1990 che «*non è permesso il sacrifico della salute individuale a vantaggio di quella collettiva*» (tradotto, non mi puoi costringere all’inoculamento se io penso che ne va della mia salute), pensate che basti invocarla, questa sentenza (per non parlare di quelli che richiamano il dettato della corte di Norimberga) per mettere sotto scacco il Regime dei pagliacci guidato da un banchiere internazionale che negli anni ha smantellato la grande impresa italiana? Cosa pensate che freghi all’inquilino del Quirinale, garante della Costituzione, oggi osannato urbi e torbi per aver impedito elezioni anticipate con il fine di non avere un “governo Salvin”, e che un rinnovato Parlamento eleggesse un presidente di-destra, regalandoci così il surreale scenario di un Berlusconi che potrebbe diventarlo, e se non lo diventa detterà le regole del gioco?

Cosa pensate che freghi a tutti quelli che per il “bene degli italiani” vogliono il proseguimento  del governo del banchiere con il codazzo dei “migliori” e sponsorizzano l’idea di un presidente qualsiasi purché porti la gonna (sulle gambe o nel cervello), che non vogliono le elezioni (per il bene degli italiani, non perché rischiano di non essere rieletti)…

Insomma, piantatela di lamentarvi, di frignare, di invocare la Costituzione, denunciare la repressone delle libbbbertah! Delle vostre denunce non frega niente di niente al potere che, come ogni potere, si auto-protegge con tutti gli strumenti di cui può disporre: forza, corruzione, manipolazione delle menti, ricatti, menzogne, sanzioni, brogli nell’interpretazioni delle leggi che esso stesso si è dato etc.

Se è la LIBERTA’ che andate cercando, la LIBERTA’ non ve la conquistate frignando, ma impostando il vostro modus vivendi in modo adeguato per ottenerla. Cominciate con il cambiare stile di vita, con l’essere meno chiassosi. Meno chiacchiere e più fatti (di cui non necessariamente il mondo deve essere a conoscenza), prima di tutto, ripeto, con lo stile di vita. Anche perché la vostra opposizione ciarliera serve nel mantenere e alimentare il capro espiatorio, uno dei punti di forza del Potere.

P.S. E poi, per esempio, non serve dire «non è vero che da non inoculato attento al benessere della comunità». Dite piuttosto che «della comunità – tra l’altro ma non solo per questo – gioiosamente succube e plaudente della tirannide clownesca, NON ME NE FREGA NULLA» (o siete tutti assistenti sociali, crocerossine, preti…?). La comunità, il sociale oggi è quella dell’Ultimo Uomo nietzscheano (andatevi a leggere le sagge parole di Zarathustra, riportate nella prefazione) che ha esattamente quel che vuole e quel che ha non dovrebbe essere quel che volete voi. Concedetegli la libertà di essere idiota. Se ci riesco io potete riuscirci anche voi.

Foto: Idee&Azione

20 gennaio 2022